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CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE
DELLA XXI CONFERENZA INTERNAZIONALE SUL TEMA:
"ASPETTI PASTORALI DELLA CURA DELLE MALATTIE INFETTIVE"
(CITTÀ DEL VATICANO, 23-25 NOVEMBRE 2006)
INTERVENTO DELL’EM.MO CARD. JAVIER LOZANO
BARRAGÁN
Aula Giovanni Paolo II, Sala
Stampa della Santa Sede Martedì, 21 novembre 2006
In ogni tempo grandi epidemie e pandemie provocate da agenti patogeni
hanno devastato il mondo: peste, lebbra, vaiolo, malaria, meningite, colera,
sifilide, tubercolosi, poliomielite. La medicina sperava, dopo la scoperta
degli antibiotici, di poter un giorno sradicare tutte le malattie infettive.
Ma le recenti sconfitte, come la minaccia di nuovi agenti patogeni, il ritorno
di vecchi nemici e lo sviluppo di ceppi resistenti agli antibiotici, ci
ricordano che non dobbiamo mai abbassare la guardia. Saggezza vuole che, nella
guerra contro i germi, non si possa mai riposare sugli allori. Infatti, in
questi ultimi anni, sono comparse numerose malattie come l’AIDS alla fine del
XX secolo, che è diventata oggi una pandemia con 40 milioni di persone
infettate nel mondo, ed ultimamente abbiamo avuto la comparsa della SARS, del
virus di Ebola, dell’influenza aviaria. La ripresa epidemiologica della
tubercolosi, l’espansione di malattie batteriche inconsuete ed il propagarsi
di nuove infezioni virali costituiscono delle serie minacce per la sanità
pubblica mondiale. I microrganismi sono dovunque, vivono negli organismi
animali e vegetali, nel terreno e nell’acqua, sono trasportati dalle correnti
d’aria, sopravvivono in assenza di ossigeno e di luce solare, formano fitte
colonie su ogni tipo di superficie artificiale ed hanno un ciclo vitale che
permette loro di avere un ciclo riproduttivo ed un metabolismo specifico.La
Chiesa cattolica, attraverso i suoi fedeli, si è sempre curata delle persone
affette da queste malattie, per adempiere il mandato di Cristo "Curate i
malati". Possiamo dimostrare come in tutto il mondo, anche oggi, ai nostri
giorni, le persone colpite da Ebola, da SARS, dall’HIV o dall’influenza
aviaria e che si trovano in una situazione di debolezza, qualunque sia la
pericolosità della loro infezione, sono curate, assistite ed accompagnate
spiritualmente e pastoralmente nei Centri appartenenti alle diversi Diocesi,
Ordini, e Congregazioni religiose.
In questa Conferenza Internazionale del Pontificio Consiglio per la
Pastorale della Salute ci impegneremo nell’approfondimento di questo compito
che la Chiesa realizza così efficacemente, per trovare nuova luce nel Vangelo
ed orientare i fedeli e tutta la gente di buona volontà nell’esercizio, tante
volte eroico, della carità in questi campi così pericolosi e difficili.
La nostra Conferenza Internazionale, ormai giunta alla XXI edizione, si
occuperà dunque di questo argomento dal 23 al 25 di questo mese di Novembre ed
avrà luogo nella Nuova Aula del Sinodo in Vaticano. Affronteremo il tema
secondo tre parti classiche: cosa sono oggi le malattie infettive, come si
illumina la cura dei malati infetti alla luce del Vangelo, e cosa dobbiamo
fare nel campo della Pastorale. Quindi le tre parti sono: realtà,
illuminazione, azione.
Nel primo passo, la realtà, partiamo dalla storia di queste cure per
considerare in seguito quali sono oggi le principali malattie infettive, quali
sono considerate oggi come emergenti e riemergenti, quali sono le loro cause
sia a livello personale come il comportamento umano, lo stile di vita,
l’alimentazione, l’indebolimento del sistema immunitario, la demografia, i
contatti internazionali, le migrazioni; sia a livello tecnologico, come i
cambiamenti tecnologici ed industriali, la mutazione e resistenza dei batteri;
sia a livello politico, come la soppressione di misure di sanità pubblica,
l’indebolimento del sistema sanitario, gli eventi bellici, il terrorismo; sia
infine a livello ecologico, come i cambiamenti climatici, i danni ambientali,
la polluzione aerea ed idrica.
Per far luce su questi problemi, nella seconda parte, l’illuminazione, ci
domandiamo: cosa dobbiamo pensare dal punto di vista cristiano? Nelle
differenti risposte facciamo ricorso alla Rivelazione, ai Padri ed alla Storia
della Chiesa, alla riflessione teologica, alla testimonianza vissuta dai santi
che hanno consacrato la loro vita alla cura degli infermi affetti da queste
malattie. Ci interroghiamo anche sul punto di vista morale ed etico sulle
epidemie e la speranza cristiana e sulla responsabilità dei cristiani in vista
della cura di questi malati. Allarghiamo la nostra riflessione con un dialogo
interreligioso, esponendo i punti di vista dell’Ebraismo, dell’Islamismo,
dell’Induismo, del Buddismo e dell’attuale Post Modernità.
Nella terza parte, cerchiamo delle azioni concrete dal punto di vista
psicologico- culturale come l’educazione alla fede in relazione a queste
malattie, la catechesi, l’educazione scolastica, i Mass Media, la
stigmatizzazione; dal punto di vista biomedico, ricerche, medicina,
prevenzione, cure ed assistenza; dal punto di vista politico e sociale, la
politica sanitaria nazionale ed internazionale, le migrazioni, le risorse
economiche, scientifiche e tecnologiche, le politiche nutrizionali, l’igiene
sociale; dal punto di vista personale, la persona malata, la sua famiglia, i
professionali della salute, la parrocchia, la diocesi, gli Ordini e le
Congregazioni religiose curanti, le associazioni, i volontari, la vita
liturgica e la preghiera.
I Relatori di questi temi sono delle personalità di altissima competenza
nella loro specialità, scelti da tutte le parti del mondo. Come consuetudine,
cerchiamo sempre chi ci possa illuminare sul tema scelto e, attraverso i
nostri contatti internazionali, soprattutto i Nunzi Apostolici, cerchiamo
sempre di invitare le persone più adatte.
Il nostro compito non è presentare un Congresso medico di specializzazione
sulle malattie infettive, ma un Congresso Pastorale che, sebbene implichi le
conoscenze mediche, vada oltre e tratti di infondere a queste conoscenze
l’anima cristiana.
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