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PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA PASTORALE DELLA SALUTE
NOTA SULLA GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE MENTALE
(10 OTTOBRE 2005)
1. In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale
che quest’anno ha come tema: "Salute mentale e fisica durante tutta la vita",
come Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute,
desidero fare una riflessione per esprimere la viva attenzione con cui la
Chiesa segue i problemi della sanità e della salute. La salute è un patrimonio
inestimabile e la salute per tutti è fondamentale per garantire la pace e la
giustizia tra i popoli.
2. La condizione sanitaria dei singoli individui, delle
famiglie, delle comunità e delle nazioni è determinata da variabili ambientali,
biologiche, psicosociali, socio-culturali, spirituali, economiche e politiche,
in transazione tra di loro. Fattori economici colpiscono la pianificazione e
l’attuazione sanitaria nonché l’accesso alle cure sanitarie, la responsabilità
dei dispensatori sanitari, la qualità e i risultati dei trattamenti, l’intensità
e l’ampiezza della ricerca e della formazione. La promozione della salute, la
prevenzione delle malattie ed una condivisione di rischi connessi alla salute
(ambientali, comportamenti ad alto rischio – compreso il fumo, le malattie
sessualmente trasmissibili, l’abuso di sostanze stupefacenti e la dipendenza -
violenza e malattie), nel senso più vasto, sono tutte responsabilità congiunte
di piani nazionali sanitari, aziende, governi, dispensatori sanitari.
3. Nell'ambito della salute mentale, tali considerazioni
assumono una rilevanza particolare. L’Organizzazione Mondiale della Salute
riporta che 450 milioni di persone nel mondo sono affette da problemi mentali,
neurologici o comportamentali e che 873 mila persone si suicidano ogni anno. Il
disagio mentale costituisce una vera e propria emergenza socio-sanitaria: il 25%
dei Paesi non ha una legislazione in materia; il 41% non ha una politica
definita per la salute mentale; in più del 25% dei centri sanitari, i malati non
hanno accesso ai farmaci psichiatrici essenziali; il 70% della popolazione
dispone di meno di un psichiatra per 100.000 persone. I disturbi mentali
colpiscono con maggiore frequenza le popolazioni sfavorire dal punto di vista
intellettuale, culturale ed economico. Milioni di creature sono costrette a
portare nei loro corpi e nelle loro menti le conseguenze di una scarsa
alimentazione, di conflitti armati nonché il succedersi di catastrofi naturali
gigantesche con il loro pesante carico di morbilità e di mortalità.
4. È urgenza di una forte azione preventiva delle malattie
mentali. La diagnosi precoce, l'intervento ai primi segnali di disagio e di
sofferenza, la realizzazione di specifiche misure di intervento, rappresentano
lo strumento primario di tutela della salute mentale. È necessario garantire la
diffusione di una reale educazione alla salute e promuovere stili di vita sani
coerenti ad una cultura dei valori. La stessa scienza medica riconosce uno
strettissimo rapporto tra il manifestarsi o l’aggravarsi di alcune patologie e
turbe mentali e la odierna crisi di valori. Ne è conferma l’interdipendenza tra
l’Aids, la tossicodipendenza e l’uso disordinato della sessualità. Non è
possibile tacere di fronte alla continua aggressione alla serenità e
all’equilibrio mentale, costituita da modelli sociali che portano alla
strumentalizzazione dell’uomo e a pericolosi condizionamenti della sua libertà.
La crisi di valori e l’affermazione di disvalori che accrescono la solitudine,
fanno cadere le tradizionali forme di coesione sociale, sfaldano i gruppi di
aggregazione, in particolare sul piano culturale e screditano il benemerito
istituto della famiglia. Anche la mentalità dominante delle nostre società,
sempre più chiuse ed egoistiche, porta a rimuovere la sofferenza e ad
emarginarla, con gravi conseguenze sulla salute mentale dei cittadini.
5. La Chiesa cattolica ha sempre dato il suo contributo sia nel
prevenire che nell’assistere i malati di mente e le loro famiglie sul piano
medico-assistenziale, sociale, spirituale e pastorale. Noi siamo coscienti di
trovare specialmente nei malati mentali la preziosa immagine di Dio che nel
Cristo sofferente, come dice il Profeta Isaia "non ha apparenza né bellezza per
attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto" (Is. 53,
2); è lì che si trova la forza redentrice di tutta l’umanità. Conseguentemente,
sono tanti i progetti e i programmi di formazione, prevenzione e di assistenza,
cura e accompagnamento pastorale dei malati, che le chiese locali, gli istituti
religiosi e le associazioni laicali portano avanti con amore, senso di
responsabilità e spirito di carità. Con il loro operato dimostrano che la
malattia della mente non crea fossati invalicabili né impedisce rapporti di
autentica carità cristiana con chi ne è vittima.
6. Rivolgo pertanto questa riflessione a tutti i responsabili
della società incaricati di vegliare sulla salute pubblica affinché cerchino di
trovare un urgente aiuto a questi malati, tanti dei quali si trovano per le
strade o nello loro famiglie dove non possono ricevere l’aiuto tecnico
scientifico del quale hanno bisogno; e dispongano di strumenti efficaci di
intervento per difendere l’elementare diritto all'accesso alle cure e all'equità
nella salute nel pieno rispetto dell’integrità e della dignità del malato.
Javier Cardinale Lozano Barragán
Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute
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