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PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA PROMOZIONE DELL'UNITÀ DEI CRISTIANI

RAPPORTO DI MONS. JOHN A. RADANO*

Bilancio e prospettive di dialogo

Un anno fondamentale per i rapporti
tra cattolici e mennoniti


Nel 2007 hanno avuto luogo tre importanti iniziative relative alle relazioni tra cattolici e mennoniti: innanzitutto, una serie di incontri tenutisi in vari Paesi per studiare il rapporto del dialogo internazionale tra cattolici e mennoniti (1998-2003), intitolato "Called Together to be Peacemakers" (Chiamati insieme a essere costruttori di pace); in secondo luogo, la visita a Roma di una delegazione ufficiale della Conferenza mennonita mondiale; infine, una consultazione organizzata a Roma, in cooperazione con il programma del Consiglio ecumenico delle Chiese, "Decade to Overcome Violence" (Dov), che riguarda il decennio indetto contro la violenza (2001-2010). Queste tre iniziative sono il risultato del dialogo tra cattolici e mennoniti e del rapporto redatto da tale dialogo.

Insieme per la pace

Nel 2007 hanno avuto luogo vari incontri ecumenici negli Stati Uniti, in Colombia e in Germania, al fine di studiare il rapporto "Called Together to be Peacemakers" del 2003. Iscrivendosi sulla scia di altre riunioni tenutesi negli anni precedenti sullo stesso tema negli Stati Uniti, in Colombia, nei Paesi Bassi e in Canada, gli incontri del 2007 riflettono sia l'interesse permanente nei confronti del testo, sia il suo continuo processo di recezione da parte di mennoniti, di cattolici e di altre tradizioni cristiane, coinvolte in queste iniziative.

Negli Stati Uniti, ha avuto luogo nei giorni 30 e 31 luglio 2007 una conferenza presso la Notre Dame University (South Bend, Indiana) organizzata dal suo dipartimento di teologia. Durante la sessione inaugurale, un comitato di quattro teologi (due cattolici e due mennoniti) si è concentrato sul "Significato del documento". Le altre sessioni hanno riflettuto sui temi del rapporto.

Nei giorni 15 e 16 agosto 2007, si è tenuto a Bogotá in Colombia un altro incontro di studio sul testo, il secondo del genere, sponsorizzato dal dipartimento di dottrina e di ecumenismo della Conferenza episcopale cattolica della Colombia e dalle Chiese mennonite del Paese, con l'appoggio dell'Università Bolivariana. Erano presenti sessantacinque partecipanti, tra cui ospiti provenienti dalla Francia, dal Messico, dal Guatemala, dagli Stati Uniti, dal Canada e dalla Germania. L'evento ha tenuto conto del contesto colombiano. La dichiarazione comune pubblicata alla fine dell'incontro ha sottolineato il progresso realizzato a più livelli: nell'approfondire la comprensione e il rispetto reciproci nel dialogo tra la Chiesa cattolica e le Chiese di tradizione anabattista in Colombia; nell'individuare un legame concreto tra il documento e l'esperienza specifica della Colombia, alla luce dell'esistenza e dell'impatto di iniziative condotte dalle Chiese a favore della pace; nel tradurre il documento nella realtà colombiana al fine di "sanare i ricordi dolorosi presenti nella sfera religiosa e nella sfera secolare, che continuano ad essere fattori di divisione"; nel "fornire un esempio di dialogo vero che possa essere esteso alle altre Chiese nella speranza di costruire l'unità nell'amore, portando così una testimonianza cristiana al mondo".

Nei giorni 21 e 22 settembre 2007, ha avuto luogo una conferenza intitolata "Healing of Memories" ad Amburgo, in Germania, organizzata dalla Conferenza episcopale tedesca e dalla Comunità mennonita di Germania, con la collaborazione del Johan-Adam Möhler Institute (Paderborn), del dipartimento di teologia delle Chiese libere dell'università di Amburgo, dell'istituto per la teologia e la pace di Amburgo e dell'accademia cattolica di Amburgo.

Concentrandosi sullo studio di "Called Together to be Peacemakers", l'incontro ha offerto innanzitutto una riflessione generale sull'origine, sulla motivazione e sui risultati del dialogo. Il programma prevedeva poi coppie di interventi (uno mennonita e uno cattolico) su vari capitoli del rapporto: quello relativo alla storia, quello riguardante la teologia e infine quello conclusivo attinente alla purificazione della memoria. Una preghiera comune è stata celebrata alla fine della riunione in una chiesa mennonita di Amburgo. Attualmente si sta discutendo su come continuare tali conversazioni. All'inizio del 2007, un incontro tenutosi a Winnipeg in Canada ha segnato la conclusione di un dialogo locale durato vari anni tra mennoniti e cattolici, nel corso del quale si è preso in esame anche il rapporto internazionale.

La prima visita a Roma

Dal 18 al 23 ottobre 2007, è venuta a Roma una delegazione della Conferenza mennonita mondiale, con a capo il presidente ed il segretario generale di tale organizzazione, rispettivamente il dottor Nancy Heisey (Stati Uniti) ed il dottor Larry Miller (Francia). Si è trattato della prima visita ufficiale della Conferenza mennonita mondiale alla Santa Sede. La delegazione comprendeva leader mennoniti provenienti dall'Etiopia, dall'Indonesia, dai Paesi Bassi, dal Paraguay, dalla Germania e dal Canada. Scopo della visita, organizzata dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani (Pcpuc), era comprendere più da vicino la realtà della Chiesa cattolica. Il programma prevedeva colloqui con officiali del Pcpuc ed incontri con altri uffici della curia romana, tra cui la Segreteria di Stato, la Congregazione per la Dottrina della Fede, la Congregazione per le Cause dei Santi, il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

Benedetto XVI, nel corso dell'udienza privata concessa alla delegazione, ha osservato che i mennoniti sono ben noti per la loro forte testimonianza cristiana a favore della pace in nome del Vangelo. Egli ha poi aggiunto che il rapporto "Called Together to be Peacemakers" ha "dimostrato che abbiamo in comune numerose convinzioni" ed ha sottolineato l'importanza della ricerca continua dell'unità, notando che "la nostra testimonianza rimarrà debole per tutto il tempo in cui il mondo assisterà alle nostre divisioni".

Nel saluto rivolto al Papa, il dottor Heisey, riferendosi all'enciclica "Deus caritas est", la quale afferma che la verità che professa che Dio è amore determina l'immagine cristiana di Dio e, di conseguenza, l'immagine dell'umanità e del suo destino, ha espresso la speranza che "nel loro piccolo, le relazioni tra mennoniti e cattolici possano d'ora innanzi contribuire a rendere questa immagine di Dio più visibile nel nostro mondo".

La delegazione ha visitato anche le quattro basiliche papali e gli scavi sotto San Pietro ed è stata accolta dal movimento del Focolare a Castel Gandolfo. Durante la loro permanenza a Roma, i leader mennoniti hanno rilasciato interviste alla Radio Vaticana.

Il movimento ecumenico

Il Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e la Conferenza mennonita mondiale, in collaborazione con il programma "Dov" del Consiglio ecumenico delle Chiese (2001-2010), hanno organizzato a Roma una consultazione presso il Centro pro unione dal 23 al 25 ottobre 2007. "Dov" si concluderà con una "International Ecumenical Peace Convocation" (Convocazione ecumenica internazionale per la pace) prevista nel maggio del 2011 e comprenderà una dichiarazione ecumenica su una pace giusta. Poiché il rapporto "Called Together to be Peacemakers" affronta temi quali la teologia della pace e la purificazione della memoria, scopo della consultazione era far in modo che i partecipanti al dialogo, lavorando sulla base del testo, apportassero un utile contributo a "Dov". La consultazione comprendeva sette mennoniti, sette cattolici, tra cui alcuni partecipanti al dialogo, e due persone coinvolte in "Dov". Essa ha suggerito un programma articolato in tre parti, in corso di finalizzazione.

Le proposte della consultazione saranno offerte al programma "Dov", che ricerca input da parte di Chiese ed istituzioni teologiche in tutto il mondo. Il fatto che i risultati di uno specifico dialogo bilaterale siano presentati come contributo ad un programma multilaterale del Consiglio ecumenico delle Chiese (il quale comprende circa trecentocinquanta chiese-membro di varie tradizioni cristiane) rappresenta un'ulteriore possibilità di recezione che tali risultati hanno all'interno di un'ampia comunità ecumenica. Non solo. Questo dimostra anche che i dialoghi bilaterali e multilaterali sono tutti parte di un unico grande movimento ecumenico.

* Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani

 

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