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Stazione a S. Maria “in Domenica” detta “La Navicella”

IIa Domenica di Quaresima
Questa Stazione fu istituita soltanto nel IX-X secolo, per obbedire ad una
pia consuetudine che non è delle più antiche e che vuole che in questa
domenica, un tempo, non si celebrasse la stazione poiché i fedeli erano stanchi
della lunga veglia, del digiuno, e delle funzioni solenni celebrate in San
Pietro il sabato precedente per l'ordinazione del Leviti; queste terminavano a
tarda ora, alla fine della Pannuchis.
S. Maria in Domnica o
"Domenica" fu scelta intorno ai secoli VI e VII ma forse anche prima,
perché sede dell'Arcidiacono cioè di colui reggeva l'amministrazione
finanziaria e caritativa nella diocesi. La tradizione infatti informa che
anche San Lorenzo avrebbe qui operato.
L'odierna stazione come si
diceva allora, è la prima diaconia che Pasquale I rifece agli albori del
secolo IX dandole l'attuale forma che ancora oggi è ammirata, anche perchè
nel XVI secolo quando fu rinnovata da Leone X fu lasciata intatta come per gli
ultimi restauri del secolo scorso. All'interno spicca il mosaico nel tipico
stile carolingio sull'abside e sull'arco trionfale; esso, che risale al IX
secolo, magnifica la figura del Maestro circondato dagli angeli e
dagli apostoli, mentre più in basso viene glorificata Maria con il Papa che
le bacia il piede.
Nel patrimonio liturgico
della Chiesa infatti, non mancano mai insegnamenti e ammaestramenti per ogni
esigenza dell'anima cristiana "floribus eius nec rosae nec lilia desunt".
In questo tempio sul colle Celio, Perin del Vaga ha dipinto fiori e frutti nei
fregi che circondano la navata centrale e che aiutano a disporre lo spirito ad
una più serena meditazione.
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