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MESSAGGIO DEL CARDINALE JOSÉ
SARAIVA MARTINS,
PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI,
IN OCCASIONE DELLA BEATIFICAZIONE
DI MARIA GIUSEPPINA DI GESÙ CROCIFISSO
Napoli, 1° giugno 2008
1. Nel rendere grazie a Dio, insieme a tutti voi, a cominciare
dall’Eminentissimo e Venerato confratello Arcivescovo Cardinale Crescenzio Sepe,
per il grande dono alla Chiesa di Napoli della nuova beata Maria Giuseppina di
Gesù Crocifisso, torna in mente la riflessione di Thomas Merton: "Non c’è
membro della Chiesa che non debba qualcosa al Carmelo"1, che in
questo Rito solenne trova ulteriore conferma. Infatti, la Chiesa di Napoli, deve
oggi al Carmelo, in quanto luogo e scuola di santità, non solo il dono prezioso
di una sua figlia elevata all’onore degli altari, ma anche il più autorevole
richiamo alla vocazione universale alla santità, al suo insostituibile valore,
alla sua perenne attualità.
In quanto Rappresentante del Sommo Pontefice Benedetto XVI nel presiedere
l’odierna beatificazione, sento tutto l’onore e la letizia nel costatare le
meravigliose opere di Dio, ancor meglio nell’ammirare i suoi capolavori, quali
sono sempre i santi ed i beati, che questa veneranda arcidiocesi, con il suo
numero considerevole e crescente di beati e di santi, offre all’ammirazione
della chiesa intera.
2. Cadono a pennello le grandi e bibliche parole del Servo di Dio il Papa
Paolo VI, rivolte proprio ai carmelitani: "Voi siete ‘figli di santi’,
guardate attentamente l’immensa eredità spirituale, che vi è consegnata..."2.
Parole che mi piace applicare agli uomini e alle donne, generati alla fede, in
questa Chiesa napoletana. Sì, cari napoletani, anche voi siete figli di santi:
da essi si impara ad elevare, fino alle realtà celesti, gli orizzonti della
speranza, senza dismettere l’impegno all’edificazione della città terrena, pur
con tutte le sue problematiche, urgenti e inquietanti. Più noi contempliamo il
Signore, in mezzo ai suoi Santi, entrando in viva comunione con Lui, più forte
si fa in noi la speranza dell’impegno fattivo ed efficace a migliorare, a
cambiare il mondo circostante.
3. Guardando in particolare la storia ed il messaggio della Beata Giuseppina,
comprendiamo meglio l’esigenza ineludibile della dimensione contemplativa, nella
vita di ogni cristiano. Il suo esempio ci indica, anche, la strada concreta per
coltivarla. La sua esistenza, poi, è stata una vera scuola di carità, sia verso
le consorelle, che verso il largo campo di apostolato, da lei, pur essendo
monaca di clausura, coltivato unicamente per fare amare di più il Signore. Lei
pure, infatti, come S. Teresina del Bambino Gesù, non ha voluto "essere una
santa a metà"3, pur con le sue peculiarità e i suoi doni mistici,
con varie esperienze spirituali fuori dal comune. Tutto si trova compendiato in
una frase che ha costituito il programma unitario dell’intera vita della Beata:
"Voglio vivere cibandomi della volontà di Dio...Voglio che la mia volontà sia
un solo impasto con la volontà di Dio". E ancora nel suo Diario: Desidero
ardentemente vivere nella volontà di Dio, so che in tal modo si fanno i santi,
ed io voglio farmi santa per dar gloria a Dio"4. Programma che
deve essere la grande aspirazione di ogni cristiano, in piena conformità alla
parola di Cristo, Unico e Supremo modello: "Mio cibo è fare la volontà del
Padre" (Gv 4,34), perché: "chi fa la volontà di Dio rimane in
eterno" (1 Gv 2,17).
Termino con il grande onore di parteciparvi la particolare benedizione
apostolica ed il saluto di Benedetto XVI, che come vi ha dimostrato, porta nel
cuore Napoli, questa Chiesa, il Suo Venerato Pastore e tutte le componenti del
Popolo di Dio. Vi affido alla potente intercessione della novella Beata,
affinché tutti vi protegga e vi conduca sulla strada della santità.
Napoli, 1° giugno 2008
José Card. SARAIVA MARTINS
Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi
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1 Thomas Merton Ascesa alla verità, Milano 1955,
12
2 Udienza Generale 11.7.1973
3 Teresa di G.B., Opere Complete, cit.,91 e 942.
4 Diario, I, 10, in Biogr..,343
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