Signori Cardinali,
Venerati Confratelli nell'episcopato e nel sacerdozio,
Cari Fratelli e Sorelle!
1. Sono lieto di accogliervi in occasione di questo Congresso Catechistico
Internazionale, promosso per sottolineare la presentazione dell'editio typica
del Catechismo della Chiesa Cattolica e la rinnovata edizione del Direttorio
Generale per la Catechesi. Il numero dei partecipanti, I'attualità dei
temi posti in discussione, la competenza dei relatori fanno dell'incontro un
evento di rilievo nella vita della Chiesa.
Porgo il mio affettuoso saluto ai Signori Cardinali, ai Presidenti delle
Commissioni per la Catechesi delle Conferenze Episcopali, ai Direttori degli
Uffici Catechistici Nazionali, ai Sacerdoti, ai Religiosi alle Religiose, ai
laici impegnati, che da varie parti del mondo sono qui convenuti per mettere a
comune profitto il frutto della loro esperienza e della loro preparazione.
Di cuore tutti singolarmente ringrazio per il prezioso servizio che recano
alla Chiesa. In particolar modo esprimo la mia gratitudine al Signor Cardinale
Joseph Ratzinger e all'Arcivescovo Mons. Dario Castrillón Hoyos, i quali,
con l'aiuto dei loro collaboratori delle Congregazioni per la Dottrina della
Fede e per il Clero, hanno organizzato e attuato questo importante incontro.
Esso costituisce un segno eloquente del posto che occupa nella Chiesa la cura di
annunciare in maniera adeguata la Parola di Dio agli uomini del nostro tempo. É
prendendo avvio dai loro interrogativi che si deve aiutarli a scoprire,
attraverso le parole umane, il messaggio di salvezza portato da Gesú
Cristo. É questo il complesso e delicato lavoro che sta oggi compiendo la
Chiesa, impegnata a calare in culture diverse la perenne veritá del
Vangelo.
2. Il motto scelto per questo Congresso Catechistico Internazionale C "Tradidi
vobis quod accepi" (1 Cor 5, 3) C illustra efficacemente la natura
della fede e la missione evangelizzatrice della Chiesa. Leggiamo, al riguardo,
nel Catechismo della Chiesa Cattolica: "La fede è un atto personale:
è la libera risposta dell'uomo all'iniziativa di Dio che si svela. La
fede peró non è un atto isolato. Nessuno puó credere da
solo, cosí come nessuno puó vivere da solo. Nessuno si è
dato la fede da se stesso, cosí come nessuno da se stesso si è
dato l'esistenza. Il credente ha ricevuto la fede da altri e ad altri la deve
trasmettere. Il nostro amore per Gesú ci spinge a parlare ad altri della
nostra fede. In tal modo ogni credente è come un anello nella grande
catena dei credenti. Io non posso credere senza essere sorretto dalla fede degli
altri, e, con la mia fede, contribuisco a sostenere la fede degli altri (CCC
166).
In questo compito di trasmissione della fede il Catechismo della Chiesa
Cattolica si propone come strumento particolarmente autorevole. Su di esso voi
in questi giorni avete riflettuto per conoscerne meglio le caratteristiche e le
finalitá. Il Catechismo presenta la Veritá rivelata mostrando,
alla luce del Concilio Vaticano II, come essa è creduta, celebrata,
vissuta e pregata nella Chiesa. Attingendo abbondantemente al prezioso
patrimonio del passato - soprattutto biblico, liturgico, patristico, conciliare,
magisteriale - e traendone cose nuove e cose antiche (cfr Mt 13, 52), esprime
nell'oggi della nostra societá l'immutabile freschezza della Veritá
cristiana. Diventa cosí eloquente testimonianza del grado di
consapevolezza e di autocoscienza che la Chiesa, nel suo insieme, possiede
riguardo al proprio perenne deposito di veritá. Come tale, il Catechismo
si propone quale norma sicura per l'insegnamento della fede, ed insieme quale
testo di riferimento certo ed autentico per l'elaborazione dei Catechismi
locali.
3. Vigile nella speranza la Chiesa, tra la Pasqua e la Parusia, deve
compiere il suo mandato escatologico proclamando il Regno di Dio e raccogliendo
da tutto l'universo il buon grano del Signore. Ció che essa deve
assolutamente fare, prima del ritorno del Signore, è di proclamare l'"evento
Cristo", la sua Pasqua di morte e di risurrezione. Essere sacramento primo
e universale di salvezza è il suo compito essenziale.
Il ministero della Parola si colloca così nel centro stesso
dell'azione apostolica della Chiesa, sia quando celebra l'Eucaristia o canta le
lodi di Dio, sia quando istruisce i fedeli sul modo di vivere net quotidiano la
propria fede.
Ben lungi dal rimanere neutrale, la Chiesa è accanto al cristiano nei
vari momenti della sua vita, per orientarlo verso scelte coerenti con le
esigenze inscritte nella ontologia soprannaturale del suo Battesimo. É
grazie a questa azione "mistagogica" che la fede, sbocciata nel
Battesimo, puó svilupparsi e giungere a quella piena maturazione che è
propria del cristiano adulto e responsabile.
É precisamente questo il compito della catechesi. Compito non facile!
Dovendo prendere in considerazione l'insieme della vita dell'uomo - l'aspetto
profano come quello religioso - la catechesi deve radicarsi nell'intero contesto
della vita. In altre parole, deve tener conto non soltanto dei catechizzandi,
della realtà culturale e religiosa ma anche delle loro condizioni
sociali, economiche e politiche. O la vita tutt'intera, nei suoi aspetti
concreti, che deve essere tetta e interpretata alla luce del Vangelo.
4. Ciò suppone l'attenta valutazione dei problemi che incontra oggi
un credente, giustamente desideroso di progredire ulteriormente
nell'intelligenza della sua fede. Di questi problemi fanno certo parte i grandi
interrogativi che l'uomo si pone circa le sue origini, il significato della
vita, la felicità alla quale aspira, il destino dell'umana famiglia.
Ciò vuol dire che sarà sempre necessario un duplice movimento
per annunciare agli uomini del nostro tempo, nella sua integrità e nella
sua purezza, la Parola di Dio, così che essa riesca loro intelligibile ed
anche avvincente. La scoperta del mistero integrale della salvezza suppone, da
una parte, l'incontro con la testimonianza, offerta dalla comunità
ecclesiale, di una vita ispirata al Vangelo. La catechesi parla con maggiore
efficacia di ciò che appare realmente nella vita concreta della comunità.
Il catechista è, per così dire, I'interprete della Chiesa di
fronte a coloro che sono da lui catechizzati. Egli legge ed insegna a leggere i
segni della fede, dei quali il principale è la Chiesa stessa.
Al tempo stesso, il catechista deve saper discernere e valorizzare gli
addentellati spirituali, già presenti nella vita degli uomini, secondo il
fecondo metodo del dialogo salvifico. E un compito che si ripropone
continuamente: la catechesi deve saper raccogliere gli interrogativi che salgono
dal cuore dell'uomo per orientarli verso le risposte offerte dall'Amore che crea
e che salva. La meditazione orante della Sacra Scrittura, I'approfondimento
fedele delle "meraviglie di Dio" lungo tutto l'arco della storia della
salvezza, l'ascolto della Tradizione vivente della Chiesa e l'attenzione rivolta
alla storia degli uomini, collegandosi tra loro, possono aiutare gli uomini a
scoprire quel Dio che già opera nel segreto del loro cuore e della loro
intelligenza per attirarli a Sé e ricolmarli del suo amore, facendoli
suoi figli nel Figlio unigenito.
5. Cari Fratelli e Sorelle, possa questo Congresso Catechistico
Internazionale rafforzare la collaborazione feconda del ministero sacerdotale,
della vita religiosa e dell'apostolato dei laici per un rinnovato annuncio della
Parola della salvezza, missione essenziale della Chiesa ed insieme sorgente
perenne della sua gioia nel generare nuovi figli. Con un cuor solo tutti
dobbiamo attendere instancabilmente a questo compito fondamentale che Cristo ha
affidato alla sua Chiesa: portare al mondo la Parola vivente, per liberarlo dal
peccato e far in esso risplendere le virtù e le capacità della
vita nuova in Cristo.
Con questi auspici invoco su voi tutti l'abbondanza delle grazie divine e,
quale pegno di consolazione e di conforto, vi imparto con affetto la mia
Benedizione.