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CONSIGLIO INTERNAZIONALE PER LA CATECHESI
LA CATECHESI DEGLI ADULTI NELLA COMUNITÀ
CRISTIANA
ALCUNE LINEE E ORIENTAMENTI
PRESENTAZIONE
Il Consiglio Internazionale per la Catechesi (COINCAT), nella
VI sessione plenaria tenutasi a Roma il 23-29 ottobre 1988, prese come argomento
di studio « La catechesi degli adulti nella comunità cristiana ».
I risultati della sessione, sintetizzati in questo documento,
vengono ora pubblicati a nome del medesimo Consiglio, dopo essere stati visti
dalla Congregazione per il Clero, di cui il COINCAT è organo consultivo.
Il documento intende contribuire allo sforzo impegnativo che
in tutte le comunità cristiane del mondo si va facendo nell’ambito della
catechesi degli adulti nella prospettiva, così vivamente sottolineata da
Giovanni Paolo II, della nuova evangelizzazione.
A questo scopo, assieme ai notevoli interventi del Magistero
recente, le indicazioni qui presentate riflettono la competenza di membri di
Chiese dei diversi continenti, che permettono una lettura tanto vasta del tema
quanto necessariamente attenta ai punti comuni e alle linee essenziali.
Non si tratta dunque né di un direttorio esaustivo per la
catechesi degli adulti, né di un programma pratico, pronto all’uso. Si tratta
semplicemente di alcuni orientamenti, offerti come una sistemazione elaborata ed
organica che riflette tutto un mondo di esperienze e le propone agli operatori
pastorali e catechistici per favorire una migliore comprensione e attuazione
della « catechesi degli adulti ».
La redazione di questo strumento di lavoro è frutto del
contributo di tutti i Membri del COINCAT e ha trovato la sua attuale
sistemazione e stesura a cura del Segretario Generale, che si è avvalso della
collaborazione di esperti.
Possa il Signore benedire questo servizio conferendo alla Sua
Chiesa la grazia di un più incisivo annuncio del Regno di Dio, mediante
credenti adulti in comunità adulte.
Pasqua 1990.
Don Cesare Bissoli S.D.B.
Segretario Generale del COINCAT
INTRODUZIONE
NELLA LUCE DEL REGNO
1. « A che cosa possiamo paragonare il Regno di Dio o con
quale parabola possiamo descriverlo? Esso è come un granellino di senapa che,
quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti i semi che sono
sulla terra; ma appena seminato cresce e diviene grande più di tutti gli
ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla
sua ombra (Mc 4, 30-32).
In questa parabola di Gesù amiamo vedere compendiato per il
nostro tempo il dinamismo della fede che si manifesta negli uomini di tutte le
età. In modo particolare nell’adulto, che da un annuncio della Parola, umile
e sovente faticoso agli inizi, riceve la grazia di essere parte viva del Regno
di Dio, riconosce il suo Signore e Salvatore, diventandone lui stesso testimone
tra i suoi fratelli nel mondo.
Questa parabola perciò compendia con incisività i tratti
fondamentali della catechesi degli adulti: la finalità ultima e radicale (l’avvento
definitivo del Regno), insieme l’energia del tutto trascendente che la
sorregge, la necessaria collaborazione cui l’adulto è chiamato, gli effetti
straordinariamente positivi per la vita sua e degli altri.
2. Gesù ha detto: « Uno solo è il vostro Maestro e voi
siete tutti fratelli » (Mt 23, 8).
Oggi, come già nel suo tempo, Lo riconosciamo come colui che
accosta ogni genere di persone, uomini e donne, piccoli e grandi, cattivi e
buoni, poveri e ricchi per annunciare la bella notizia del Regno con verità,
semplicità ed amore. In Lui ogni adulto trova la «via, la verità, la vita »
(cf. Gv 14, 6).
La catechesi degli adulti attinge perciò nel Vangelo di Gesù
la propria ispirazione, il proprio coraggio, la propria gioia.
3. La consapevolezza di quanto sia complesso il mondo in cui
viviamo richiede agli operatori pastorali umiltà e realismo e li spinge a
cercare una aderenza sempre più attenta dell’annuncio cristiano con la
condizione delle persone, contribuendo così a superare quel distacco tra Chiesa
e società reale, tra fede e cultura che pesa fortemente nell’incontro con le
generazioni adulte.
Ciò esige che la catechesi degli adulti nel perseguire i suoi
scopi, percepisca con chiarezza i problemi e le attese dell’uomo di oggi,
colga con cura gli elementi positivi emergenti, offra con franchezza evangelica
le ragioni di luce e di speranza che scaturiscono dal Regno di Dio annunciato da
Gesù.
NEL SOLCO DEL CONCILIO
4. Il Magistero della Chiesa, imbevuto dello spirito di
rinnovamento del Concilio Vaticano II, ha continuamente affermato, con
autorevolezza, chiarezza ed insistenza la centralità e importanza della
catechesi degli adulti (cf. CD 14; AG 14).
Giovanni Paolo II asserisce che « una delle più costanti
preoccupazioni (...) imposta con la forza e l’urgenza delle esperienze che
sono in corso nel mondo intero (...) è la catechesi degli adulti. È questa la
principale forma della catechesi, in quanto si rivolge a persone che hanno le
più grandi responsabilità e la capacità di vivere il messaggio cristiano
nella sua forma più pienamente sviluppata » (CT 43).
5. E certamente un dono dello
Spirito Santo assistere in questi anni del dopo-Concilio ad uno sviluppo di
iniziative per una nuova catechesi degli adulti, nelle Chiese locali di
tutto il mondo, con Lettere Pastorali, riflessioni e programmi di esperti e di
centri di studio, la stessa utilizzazione dell’OICA (Ordo Initiationis
Christianae Adultorum) ed altre iniziative pastorali, sostenute da vero spirito
ecclesiale e missionario.
In tale risveglio fanno spicco nelle diverse zone della Chiesa
la crescita di catechisti laici, donne ed uomini, e l’azione feconda e
originale di nuovi gruppi, movimenti, associazioni.
In questo quadro di speranza lo stesso Spirito ci rende ancora
più dolorosamente consapevoli di limiti e difficoltà esistenti: i tanti adulti
che non vengono raggiunti da alcuna forma di catechesi, comunità cristiane
povere di slancio missionario, operatori pastorali non sufficientemente ispirati
dall’amore e dalla pazienza pastorale, una catechesi inadeguata e non di rado
isolata da una più vasta azione evangelizzatrice, mancanza e impreparazione dei
catechisti ...
6. Per questo motivo la Chiesa chiama di nuovo quanti sono
più direttamente coinvolti nell’educazione della fede ad accrescere i loro
sforzi a trovare nuove strade per raggiungere quegli adulti che non sono
stati toccati dal messaggio di Cristo o che, evangelizzati, hanno lasciato la
Chiesa.
Rispondendo a questa chiamata, il Consiglio Internazionale
della Catechesi (COINCAT), organo consultivo della Congregazione del Clero,
ha dedicato uno studio speciale sulla catechesi degli adulti nella sua sessione
del 1988. Come risultato è stato elaborato il presente documento, che si avvale
dell’esperienza dei diversi membri del Consiglio: clero, religiosi, laici,
donne ed uomini, provenienti dalle diverse parti del mondo e rappresentativi di
razze e culture differenti.
SCOPO E DESTINATARI
7. II presente documento intende illuminare gli
aspetti più significativi della catechesi degli adulti. Tocca dunque punti
communi, comuni problemi e soluzioni fondate, così come oggi sembrano
prevalenti nel mondo, riconoscendo pienamente la necessaria inculturazione nelle
singole Chiese particolari.
II documento intende quindi stimolare uno spirito di comunione
e solidarietà, incoraggiando la condivisione di idee e di risorse necessarie
per realizzare la catechesi degli adulti.
8. Esso si rivolge a tutto il Popolo di Dio, radunato nelle
diverse comunità cristiane in tutto il mondo, sotto la guida dei loro Pastori.
In particolare ha di mira i catechisti laici che già
lavorano nella catechesi degli adulti o che si stanno preparando a tale
servizio. Essi testimoniano in maniera viva l’azione dello Spirito che in ogni
comunità continua a suscitare persone che si rendano disponibili ad
accompagnare altri fratelli e sorelle nel cammino della fede.
9. Il documento, sulla scia della parabola evangelica del
seminatore, si articola in tre parti:
- il « terreno » diverso, ossia la situazione e i segni
di presenza e di crescita degli adulti oggi nella società e nella Chiesa;
- il « seme » della Parola comunicata attraverso la
catechesi degli adulti, con le sue motivazioni radicali e i criteri che la
determinano;
- il processo di « semina e di raccolto », in cui si
indicano in maniera articolata alcuni orientamenti per la prassi.
PARTE PRIMA
GLI ADULTI CUI VA LA CATECHESI
10. Diventare adulto e vivere da adulto è vocazione dell’uomo
da parte di Dio illustrata fin dalle prime pagine della Bibbia (cf. Gen 1,
27-28; 2, 15).
Tale vocazione trova il suo modello perfetto in Gesù di
Nazaret che « aveva quasi trent’anni quando diede inizio alla sua opera » (Lc
3, 23) di annuncio del Regno.
Crescere ed avvicinarsi a Lui, uomo perfetto (cf. Ef 4,
15), diventa pertanto grazia e compito di ogni catechesi.
Ma come ciò avviene di fatto? Quali luci ed ombre nel mondo e
nella Chiesa segnano la crescita umana e cristiana dell’adulto?
NEL MONDO
11. Si avvertono subito le oscurità e le sofferenze che
gravano oggi sulla condizione di tanti adulti, anche cristiani, donne e uomini.
In particolare ricordiamo: le insufficienti e diseguali possibilità di sviluppo
di sé (umanizzazione); il mancato rispetto degli elementari diritti alla
libertà, « fra i quali la libertà religiosa occupa un posto di primaria
importanza » (EN 39), alle scelte della coscienza e alla personale
dignità, specialmente del povero; gli ostacoli all’attuazione delle proprie
responsabilità familiari e sociali.
Le cause di questi mali sono molteplici e complesse e vanno di
volta in volta ben appurate. In linea generale possiamo indicare l’enorme
sperequazione nell’uso dei beni della terra, il deprezzamento della famiglia,
l’insufficiente apprezzamento della persona della donna, la mancanza di
lavoro, la discriminazione razziale, il mancato accesso alla cultura, l’incapacità
o impossibilità di masse intere di partecipare alle pubbliche decisioni.
Sicché viene in qualche modo gravemente deformata quell’immagine
di Dio che, proprio come adulti, l’uomo e la donna sono chiamati a riflettere
e a godere più pienamente (cf. Gen 1, 26-27).
12. Nello stesso tempo ci è dato anche di assistere ad una
più viva presa di coscienza individuale e collettiva circa la dignità
personale ed altrui, la reciproca interdipendenza e comunione e il dovere di
solidarietà verso i deboli e i poveri.
Ancora, crescono negli adulti la stima e l’interesse per la
religione e i valori spirituali, ritenuti fonte di energie nuove per l’esistenza,
come pure si estende la consapevolezza di quale dono di Dio sia la terra, da
rispettare e proteggere da ogni forma di inquinamento.
A loro volta le istituzioni civili in alcune parti hanno
iniziato ad assumere un serio impegno per la salvaguardia dei diritti e della
libertà dei singoli, facilitando l’esercizio della loro responsabilità di
adulti con i mezzi dell’educazione permanente fino all’età anziana.
NELLA CHIESA
13. La Chiesa, che vive in mezzo all’umanità e come il suo
Fondatore si sente impegnata nel servizio delle persone, vi partecipa con l’annuncio
della bella notizia del Regno di Dio in Gesù Salvatore, elemento
indispensabile per creare una umanità ogni volta più giusta e fraterna.
Fedele a tale intento, la Chiesa, sempre aperta ad accogliere
tutti i contributi dell’esperienza e della scienza umana, con la catechesi
degli adulti propone il cammino di sequela di Cristo incarnato nelle situazioni
concrete della vita.
Diventa quindi necessità preliminare riconoscere i diversi
condizionamenti e sfide che nelle comunità ecclesiali toccano da vicino la
crescita cristiana degli adulti.
CONDIZIONAMENTI E SFIDE
14. « Perché state qui senza far niente? », chiese il
signore della vigna agli
uomini dell’ultima ora. « Perché nessuno ci ha preso a
giornata », risposero.
E allora quel signore riprese: « Andate anche voi nella mia
vigna» (Mt 20, 6-7). Nella parabola di Gesù, che esprime l’invito
universale al Regno di Dio, riconosciamo la risposta positiva di molti, ma non
possiamo trascurare quanti e sono i più tale invito non hanno sentito, o l’hanno
dimenticato, o per diversi motivi non lo possono assolvere.
È il quadro ricco di ombre e di luci, difatti e di attese che
la Chiesa riconosce a proposito degli adulti in relazione alla proposta del
Vangelo.
15. Così a livello economico-sociale grandi masse di
credenti non possono accedere ad una formazione religiosa mediante la catechesi,
a motivo di un sottosviluppo che non concede tregua e soffoca, di fatto, il
sacrosanto diritto dei poveri di essere evangelizzati (cf. Le 4,18).
Si aggiungano fenomeni ormai in atto di trasmigrazioni di
interi gruppi umani, che sradicati e spostati altrove sono privati del loro
primario bisogno di sicurezza e stabilità.
16. A livello socio-culturale, riconoscendo l’influsso
determinante della cultura nelle sue diverse espressioni, viene qui richiamata
una serie di fatti di rilevante incisività, che in varia misura interessano
ogni area geografica:
a) Con il crescente, dilagante
processo di secolarizzazione è la stessa possibilità di catechesi che
va in crisi, particolarmente tra gli adulti, a causa dei grossi cambi culturali
e di costume, con rilevanti ripercussioni, almeno rispetto ad un recente
passato, sulla stessa organizzazione della vita e del tempo a disposizione.
Si parla anche di disagi spirituali degli adulti, quali la
carenza di certezze umane e religiose, la perdita di identità individuale e
collettiva, il peso della solitudine, ecc.
b) Adulti ferventi nella fede
si trovano a vivere in paesi dove piccolo è il numero dei credenti e ben povero
di risorse, e dove d’altra parte grandi religioni o altri sistemi di valori
esercitano un influsso predominante e non di rado ostile. In queste
circostanze la catechesi incontra la grande difficoltà di conciliare un
itinerario di fede autentico e originale con illegittimo quadro culturale di
appartenenza.
Si aggiunga che in certi paesi, a causa dell’ideologia
imperante, ai credenti è negata od ostacolata la stessa possibilità di
riunione religiosa e gravemente impedito il servizio pastorale e catechistico
nei luoghi pubblici.
c) Ovunque lo sviluppo
tecnologico, applicato ai problemi di vita, ed amplificato a dismisura dai
mezzi della comunicazione sociale, propone proprio in riferimento agli adulti un
insieme di problematiche nuove da interpretare cristianamente.
Questa sfida esige un modo nuovo di impostare e risolvere i
problemi di sempre, quali il senso e il valore della vita, del destino dell’uomo
e del mondo, della convivenza, del rapporto tra fede e vita morale, il primato
dei valori religiosi e spirituali.
17. A livello infine delle stesse comunità ecclesiali, sarebbe
ingiusto non riconoscere la vitalità del seme evangelico nell’insieme della
catechesi degli adulti sia nell’ambito delle parrocchie, famiglie, gruppi e
movimenti che in altri contesti e modi che saranno ricordati nella terza parte.
Anzi è proprio la percezione dell’invito di Gesù « Alzate
gli occhi e guardate i campi: è il momento di mietere » (Gv 4, 35) che
rende più intensa l’attenzione per quanto è possibile fare.
Sono infatti ben riconoscibili bisogni che esigono una
rinnovata impostazione della catechesi degli adulti e che è del tutto
pertinente concentrare nel bisogno fondamentale di comunità cristiane adulte.
Così, è larga l’attesa di:
a) Un linguaggio di fede più
adeguato, tale da essere comprensibile agli adulti a tutti i livelli, da coloro
che sono analfabeti o quasi a quanti hanno ricevuto una educazione elevata;
diversamente il linguaggio loro indirizzato li farà sentire estranei alla
Chiesa e la catechesi riuscirà per loro irrilevante.
b) Più spazi di accoglienza,
dove adulti lontani dalla Chiesa si sentono bene accetti, e dove gli adulti che
hanno fatto il loro catecumenato o altre forme di iniziazione possono continuare
il loro itinerario di fede nella comunità cristiana.
c) Una più larga varietà di
modelli catechistici da proporre in corrispondenza ai bisogni locali e culturali
della gente.
d) Seria considerazione della
religiosità popolare, nei contenuti e nelle forme espressive: gli aspetti che
riflettono il Vangelo dovrebbero essere saggiamente incorporati nella catechesi.
e) Uno sforzo più intenso per
raggiungere tutti gli adulti, specialmente i lontani dalla Chiesa, estranei o
marginali, rispondendo alle loro necessità, anche come contrapposizione al
diffuso proselitismo delle sette.
f) Da parte del clero e delle
istituzioni ecclesiastiche, una maggiore sensibilità, disponibilità ed uno
stile di cordialità e dialogo a riguardo degli adulti, dei loro problemi e del
loro bisogno di catechesi.
18. A conclusione di questa analisi e nella prospettiva delle
successive indicazioni specifiche, facendo riferimento all’Esortazione
Apostolica Catechesi Tradendae, 44, ci sembra di poter radunare in queste
categorie gli adulti che hanno bisogno di catechesi:
- adulti di regioni scristianizzate che non hanno potuto
approfondire il messaggio del Vangelo;
- adulti catechizzati dall’infanzia, che però si
allontanarono dalla fede;
- adulti che risentono di una catechesi mal orientata o mal
assimilata;
- adulti che, battezzati da bambini, non furono catechizzati,
restando in certo modo al livello di catecumeni.
PARTE SECONDA
MOTIVAZIONI, CRITERI ED ALTRI PUNTI DI
RIFERIMENTO
DELLA CATECHESI DEGLI ADULTI
19. « Chi di voi, se vuole costruire una casa, non calcola
bene prima se ha i mezzi per farlo? » (Lc 14, 28).
Nel monito del Maestro ad acquisire la saggezza evangelica in
ogni impresa per il Regno di Dio, siamo invitati a riconoscere ed annunciare le
ragioni che fanno da fondamento alla catechesi degli adulti nella Chiesa, tanto
quanto più di essa sì afferma l’importanza.
LE MOTIVAZIONI
20. La riflessione teologico-pastorale propone motivazioni
diverse e complementari: alcune in rapporto alla vita di fede dell’adulto come
tale, altre in relazione al suo ruolo pubblico nella società e nelle comunità
ecclesiali, altre infine e a modo di vertice in vista della gloria di Dio e del
bene della Chiesa.
21. Gli adulti nella Chiesa, cioè tutti i cristiani, donne e
uomini, laici e sacerdoti, religiosi sono persone che hanno diritto e dovere
di catechesi, come ogni altro (cf. CT, c. V; cc. 217, 774 ...; Chr.L.
34).
Questa ragione non deriva primariamente da qualsivoglia tipo
di servizio che l’adulto cristiano è chiamato a svolgere, ma sgorga
direttamente dal « seme » della fede che è in lui e che vuole maturare nel
progredire della sua età e responsabilità: « Da bambino parlavo come un
bambino, ragionavo da bambino. Poi, diventato uomo, ho smesso di fare così » (1
Cor 13, 11).
Soltanto diventando adulto nella fede sarà in grado di
adempiere il suo dovere di adulto credente verso gli altri ai quali è chiamato
per vocazione battesimale.
Si deve ammettere che in diverse comunità, si è data
facilmente per scontata la formazione degli adulti, o la si è esercitata in
occasione di qualche avvenimento, non di rado in maniera infantile, per cui
venuti meno certi appoggi esteriori o tradizionali, si è manifestato il grave
squilibrio, che mentre ai fanciulli la catechesi riservava doverosamente
sollecita attenzione, la stessa cosa non si è verificata con i giovani e gli
adulti.
22. La ragione della formazione personale si coniuga
necessariamente con quella inerente al ruolo pubblico che spetta all’adulto
nella vita.
Egli condivide con tutti i cristiani, ma con innegabile
specificità e autorevolezza, il compito di testimoniare il Vangelo con le
parole e le opere: nel contesto familiare, gli adulti, perché genitori e
parenti, diventano per natura e per grazia i primi e indispensabili catechisti
dei figli; in rapporto alle generazioni giovani che hanno necessità di
confrontarsi con la fede degli adulti, questi svolgono un fondamentale ruolo di
modelli; nel contesto sociale, sia scolastico, che professionale, civile,
economico, politico e culturale, nel mondo del lavoro, e ovunque si esercitano
compiti di responsabilità e di potere, sovente è soltanto il credente adulto
che inserisce il fermento del Regno, esprime la novità e bellezza del Vangelo,
la volontà di cambio e di liberazione voluti da Gesù Cristo.
In tali situazioni la semplicità del gesto di testimonianza
richiede all’adulto l’impegno di interiorizzare prima per sé ciò che è
chiamato a compiere per gli altri e poi di saperlo dare con convincente
credibilità.
23. Tale compito missionario assume ulteriore gravità, in
rapporto alla comunità cristiana chiamata a diventare adulta nella fede.
Gioverà ricordare che ciò domanda necessariamente il
concorso di tutte le componenti ecclesiali, dai bambini, ai giovani, agli
adulti, agli anziani, in una sinergia intelligente ed armonica.
In tale contesto di comunione, agli adulti, in misura
peculiare è richiesto di impegnarsi nel servizio catechistico e più
ampiamente pastorale dei loro fratelli nella fede, piccoli e grandi, avendo
presente situazioni e problemi diversi e talvolta difficili.
Si può intuire quale grado di competenza — e quindi di
previa formazione si richieda dagli adulti in un mondo così complesso, aperto e
diffidente insieme nei confronti del Vangelo di Gesù Cristo.
24. Altre motivazioni di ordine socio-religioso, psicologico e
pedagogico-pastorale potrebbero aggiungersi. Ma tutte convergono e prendono
forza dalla ragione ben più eminente e radicale, propria dell’ordine della
fede: la gloria di Dio, la costruzione del Regno, il bene della Chiesa. Dio
infatti è degnamente celebrato dall’uomo vivente, tanto più se con la
maturità dell’adulto; il Regno di Dio come seme nel campo cresce anzitutto
con l’operosità dei suoi membri adulti; la stessa Chiesa, e ogni forma di
catechesi, si arricchisce del carisma della maturità e della saggezza di
persone adulte ed è come aiutata a cogliere la verità in gestazione nella vita
del popolo di Dio.
Tale del resto è l’esempio luminoso offerto da tanti
adulti, donne e uomini, che hanno collaborato con Dio a fare la storia della
salvezza, nella fase costitutiva della Bibbia e in quella attualizzatrice della
Chiesa.
25. In sintesi, perché la Buona
Novella del Regno possa penetrare in tutti gli strati dell’umanità, occorre
dare a ciascun cristiano la possibilità di diventare attore di questa venuta in
un’opera coordinata e complementare, e secondo livelli di responsabilità che
richiedono certamente in primo piano adulti cristiani.
Perciò è legittimo e doveroso ammettere che una comunità
non si può dire compiutamente cristiana se manca di una catechesi organica di
tutti i suoi membri, con un esercizio effettivo ed accurato, come scelta
centrale, della catechesi degli adulti.
CRITERI DI FONDO
Alla luce delle motivazioni ora dette è facile individuare
alcuni criteri chiamati a sorreggere una catechesi degli adulti valida ed
efficace.
Ne indichiamo cinque come particolarmente importanti,
lasciando nella parte terza ulteriori determinazioni per la prassi.
26. Una catechesi degli adulti sarà sommamente attenta all’uomo
e alla donna come adulti, nella loro condizione di adulti, per tantissima
parte laici, con attenzione dunque ai loro problemi ed esperienze, valorizzando
le loro risorse spirituali e culturali con pieno rispetto delle differenze, e
stimolando la loro attiva collaborazione nel realizzare la catechesi che li
riguarda.
27. Ciò comporta — come secondo criterio — che la
catechesi degli adulti si attui nel pieno riconoscimento e valorizzazione dell’«
indole secolare propria e peculiare dei laici », che li qualifica per «
cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio »
(LG 31).
A questo proposito, merita ricordare quanto l’Esortazione
Apostolica Evangelii Nuntiandi, ripresa dalla recente Christifideles
Laici, propone ai cristiani laici: « Il campo proprio della loro attività
evangelizzatrice è il mondo vasto e complicato della politica, della realtà
sociale, dell’economia; così pure della cultura, delle scienze e delle arti,
della vita internazionale, degli strumenti della comunicazione sociale; ed anche
di altre realtà particolarmente aperte all’evangelizzazione, quali l’amore,
la famiglia, l’educazione dei bambini e degli adolescenti, il lavoro
professionale, la sofferenza. Più ci saranno laici penetrati di spirito
evangelico, responsabili di queste realtà ed esplicitamente impegnati in esse,
competenti nel promuoverle e consapevoli di dover sviluppare tutta la loro
capacità cristiana spesso tenuta nascosta e soffocata, tanto più queste
realtà senza nulla perdere né sacrificare del loro coefficiente umano, ma
manifestando una dimensione trascendente spesso sconosciuta, si troveranno al
servizio del regno di Dio, e quindi della salvezza di Gesù Cristo» (EN 70
Chr.L. 23).
28. Un criterio tra i più validi nel processo di catechesi
degli adulti, purtroppo sovente trascurato, è rappresentato dal coinvolgimento
della comunità che accoglie e sostiene l’adulto. L’adulto matura la sua
fede non anzitutto con l’apprendimento di nozioni, ma condividendo la vita di
una comunità cristiana, nella quale è membro che dà e riceve.
29. Una catechesi degli adulti potrà quindi realizzarsi
proficuamente nelle singole comunità soltanto dentro un progetto organico di
pastorale, del quale rispecchia una parte distinta e qualificata, e in vista
di una appartenenza costruttiva a tutti gli aspetti della vita e missione della
comunità.
Ciò determina due fondamentali orientamenti globali:
- la catechesi degli adulti, pur nell’autonomia del suo
processo, tiene presente la necessaria integrazione con la formazione liturgica
o celebrativa e la formazione alla diakonia o carità;
- la catechesi degli adulti non va svolta con esclusione, o
deprezzamento delle catechesi delle altre età, ma coordinata con queste, si
pone come catechesi di maturità cristiana e traguardo di esse.
In ragione di questa sua collocazione di incremento del
cammino di fede di tutta la comunità, alla catechesi degli adulti va riservata
chiaramente una opzione preferenziale.
30. Infine, sull’esempio di Gesù che « parlava alla gente
e annunziava il suo messaggio in modo che potessero capire» (Mc 4, 33),
anche — e soprattutto —per la catechesi degli adulti occorre
ricordare la responsabilità delle Chiese particolari da una parte di mantenere
l’unità con tutto il popolo di Dio, sulla base dell’unico messaggio
evangelico proclamato in autenticità e integrità, e dall’altra il compito di
riflettere sulla propria situazione per adattare la presentazione del messaggio
di salvezza ai bisogni della gente.
La saggezza, che nasce dall’esperienza, la preghiera e lo
studio guideranno i catechisti a stabilire un equilibrio fra gli indispensabili adattamenti
e la fedeltà al comune patrimonio della catechesi.
PUNTI DI RIFERIMENTO
31. Definire univocamente la categoria di adulto è
cosa complessa, stante la molteplicità dei fattori in gioco che determinano
prospettive di lettura differenti e complementari.
Certamente è utile considerare i contributi delle scienze
psicologiche, sociali e pedagogiche, in rapporto stretto al contesto di vita,
dove influiscono fattori etnici, culturali, religiosi propri di quell’ambiente.
In particolare oggi va tenuto presente il rapporto
intergenerazionale tra giovani ed adulti così ricco di reciproci influssi ed
implicanze.
Considerare questo insieme di fattori e la grande varietà di
modi di dirsi ed essere adulti oggi, diventa punto di riferimento indispensabile
per rispettare il « mistero dell’adulto» e bene impostare ogni servizio
pastorale nei suoi confronti.
32. Neppure è facile in prospettiva operativa dare una
precisa ed uniforme definizione di catechesi degli adulti del cui valore
e necessità qui sopra sono state menzionate alcune ragioni e criteri. Infatti
diversi sono i modi di intenderne la pratica, quanto all’estensione, all’intensità,
alla durata.
Qui alla luce di recenti documenti catechistici della Chiesa
si intende la catechesi come un momento nel processo totale di evangelizzazione (EN
17; CT 18).
E precisamente per quanto concerne la catechesi degli adulti,
essa consiste in un primo approfondimento elementare, integrale e sistematico (cf.
CT 21) della fede ricevuta nel battesimo, chiamata a crescere lungo tutta
la vita della persona in vista della piena maturità in Cristo (cf. Ef 4,
13).
La Catechesi per sé va dunque distinta, anche se non
separata e di fatto mai separabile, da altre attività:
— è differente dal primo annuncio, che è la proclamazione
del Vangelo per la prima volta a quanti non l’hanno mai ascoltato, come dalla
ri-evangelizzazione per quanti l’hanno dimenticato;
— sì distingue pure dall’istruzione religiosa formale (Formal
Religious Education) che va oltre gli elementi basilari della fede con corsi
più sistematici e specializzati;
— non sì esaurisce in quelle occasioni informali atte ad
alimentare la fede in Dio, che si presentano frammentariamente ed
incidentalmente nella vita di ogni giorno degli adulti.
Ma nello stesso tempo, la catechesi degli adulti rimane
strettamente collegata a tutti i diversi momenti di sviluppo della fede:
— prolunga, esplicitandolo, il messaggio centrale del
cristianesimo (kerigma) e « traducendolo » nel linguaggio culturale della
gente;
— propone i contenuti della fede cattolica, presentando gli
articoli fondamentali del Credo in stretto collegamento con l’esperienza di
vita delle persone, così da educarle ad una genuina mentalità di fede;
— introduce in maniera articolata e organica, anche se
elementare, al cammino di fede espresso e sostenuto insieme dall’ascolto della
Parola di Dio, dalla sua celebrazione (liturgia), dal servizio della carità (diakonia)
e da una franca testimonianza nelle diverse situazioni in cui gli adulti si
trovano a vivere.
PARTE TERZA
ORIENTAMENTI PER LA PRASSI
33. I tratti comuni operativi della catechesi degli adulti
sono qui organizzati intorno a quattro aree più importanti:
— le qualità del cristiano adulto, che costituiscono l’obiettivo
della catechesi e ne determinano i contenuti e certe costanti nell’esposizione;
— il processo di catechesi degli adulti, con riguardo alle
indicazioni metodologiche, alle forme e ai modelli ;
— il catechista degli adulti e la sua formazione ;
— i responsabili della catechesi degli adulti nella
comunità.
QUALITÀ DEL CRISTIANO ADULTO NELLA FEDE
34. « Non come bambini portati qua e là come dal vento »,
ammonisce paternamente Paolo i cristiani di Efeso. Giacché, egli incalza, la
nostra vocazione è diventare « uomini perfetti, degni dell’infinita
grandezza di Cristo, che riempie l’universo » (cf. Ef 4, 13-14; 1, 23
e 3, 8).
Scopo ultimo ed unitario di una catechesi degli adulti è di
aiutare l’adulto a vivere da cristiano maturo la sua condizione di adulto,
mediante il conseguimento di determinate qualità di vita. Queste vengono qui
raggruppate attorno a tre mete globali, a loro volta radicate entro una
prospettiva unitaria ed articolate successivamente in obiettivi determinati e in
contenuti.
a) Mete
35. Ovunque nella Chiesa si avverte
la necessità di costruire comunità cristiane adulte, cioè capaci di
esprimere una chiara identità di fede, incentrata attorno ad un trasparente
annuncio del Vangelo, ad una qualificata liturgia, e ad una coraggiosa
testimonianza di carità.
A tale scopo deve essere orientato ogni tipo di catechesi, a
partire da quella dei piccoli. Evidentemente, con più immediata incisività, la
catechesi degli adulti.
Soltanto così infatti si creano i segni convincenti e le
condizioni efficaci per una adesione stabile e feconda alla fede.
36. « Il Regno di Dio è qui: convertitevi e credete al
Vangelo » (Mc 1,15).
La parola di Gesù fissa la meta prima e costante di chiunque
vuol essere suo discepolo maturo: acquisire un atteggiamento di conversione
al Signore.
La catechesi degli adulti promuove l’apertura del cuore al
mistero di grandezza e di grazia del Signore, mediante una riconciliazione
sincera con Lui e con i fratelli; invita a riconoscere ed accogliere la sua
chiamata e il suo progetto di salvezza, con una vita gradita a Dio e tesa alla
santità (cf. Chr.L. 16-17); stimola a praticare fedelmente la sequela di
Gesù; aiuta a giudicare, nella luce della fede, le proprie esperienze
personali, sociali e spirituali.
37. « Essi ascoltavano con assiduità l’insegnamento degli
apostoli, vivevano insieme fraternamente, partecipavano alla Cena del Signore e
pregavano insieme’> (Atti 2, 42).
La conversione al Signore sfocia, con il battesimo, in
adesione ad una comunità di cui si condivide lo stile di vita di discepoli di
Cristo.
La catechesi degli adulti mira a maturare una decisione
consapevole e ferma di vivere il dono e scelta della fede mediante l’appartenenza
alla comunità cristiana, con atteggiamento di comunione e
corresponsabilità a riguardo della sua vita interna e della missione nel mondo.
38. « Voi siete il sale della terra ... Voi
siete la luce del mondo. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini
perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei
cieli » (Mt 5,13-16).
Riconoscendo il forte impegno per la nuova evangelizzazione,
cui lo Spirito chiama oggi la Chiesa in tutto il mondo, la catechesi degli
adulti condivide per quanto le spetta una chiara finalità missionaria.
A questo scopo incrementa la disponibilità e la competenza ad
essere discepoli cristiani nel mondo in misura di saper perciò
discernere il bene e il male, specialmente nelle più significative espressioni
della cultura, di riconoscere ed accogliere « tutto ciò che è vero, tutto
ciò che è buono, che è giusto, puro, degno di essere amato e onorato » (Fil
4, 8), di far partecipi gli altri della propria fede operante nella carità
(cf. Gal 5, 6), e di render conto delle ragioni della propria speranza (cf.
i Pt 3, 15), di interpretare gli aneliti di liberazione e di salvezza
negli uomini del proprio tempo, specialmente del largo mondo dei poveri, di
favorire quindi la trasformazione della vita familiare, sociale e professionale
alla luce del Vangelo.
In questo modo si viene realizzando, in misura adulta, una
sintesi armonica e vitale delle caratteristiche essenziali del cristiano: l’ascolto
obbediente della Parola del Signore, la comunione della fede nella comunità, il
servizio di carità e di testimonianza nel mondo.
b) Obiettivi
A queste mete si giunge mediante opportuni obiettivi che
determinano in concreto l’itinerario catechistico.
Ricordando che l’azione catechistica mira al coinvolgimento
attivo alla vita e alla missione della Chiesa, anche con la diretta
partecipazione alle sue attività pastorali, si ritengono di particolare
rilevanza ed universalità i seguenti obiettivi:
39. Una comprensione elementare, sufficientemente organica
e motivata, della fede della Chiesa, attinta direttamente dalle fonti della
Rivelazione, cioè dalla Bibbia, dalla Liturgia, dai Padri, dal Magistero della
Chiesa, da altri grandi documenti della Tradizione e dalle esperienze di vita
delle comunità ecclesiali.
40. Una proporzionata acquisizione del patrimonio teologico
e culturale con cui oggi si comunica la fede, quindi la conoscenza dei
maggiori segni e simboli religiosi che la esprimono, il ruolo e l’uso della
Bibbia, il significato e la pratica della preghiera liturgica e privata, le
ripercussioni del credo religioso nella cultura e nelle istituzioni
41. La capacità di discernimento cristiano delle
situazioni di esistenza, specialmente in ciò che riguarda i valori etici della
vita e della dignità dell’uomo, il rispetto della giustizia e la promozione
dei deboli e dei poveri.
Analoga capacità di discernimento critico, sempre nel
rispetto delle persone, si richiede verso altre visioni religiose ed anche nei
confronti dei più diffusi sistemi di significato nel proprio ambito di vita.
42. Il conseguimento infine di quelle competenze ed
abilità che rendono l’adulto credente pronto ad esercitare la testimonianza
cristiana nei diversi ambienti, nella comunità e nella società.
c) Contenuti
I contenuti della catechesi degli adulti dovranno ricevere
concreta ampiezza e intensità, e conveniente articolazione didattica in
rapporto alle situazioni e ai bisogni delle persone. Qui essi sono enunciati in
correlazione agli obiettivi detti sopra e secondo le principali, comuni esigenze
per degli adulti credenti oggi:
43. Alla catechesi degli adulti si chiede la presentazione in
maniera comprensibile e organica dei grandi temi della religione cristiana che
riguardano la stessa realtà della fede e i suoi motivi di credibilità, il
mistero di Dio e della Trinità, di Cristo, della Chiesa, dei Sacramenti, della
vita umana, dei valori etici e delle realtà escatologiche, ed ogni altro
argomento attuale in materia di religione e morale, avendo cura di rispettare la
gerarchia delle verità e la loro interrelazione.
44. Particolare rilievo avrà la conoscenza delle verità del
Vangelo e del compito della Chiesa nella illuminazione ed educazione della
coscienza morale dentro i contesto di una società oggi quanto mai complessa e
pluralistica. La catechesi quindi evidenzierà le implicazioni etiche della
visione cristiana sui problemi maggiori che emergono nelle situazioni personali
e collettive, come la dignità di ogni persona; il diritto inviolabile alla
vita; la trasmissione e protezione della vita umana; la promozione della
giustizia sociale; solidarietà, pace ed impegno per poveri, i deboli e gli
ultimi (Chr.L. 37-41).
45. Alla catechesi tocca promuovere anche una conoscenza e
valutazione, ah luce della fede, della realtà socio-culturale e dei
cambi che avvengono oggi nel mondo e nella vita personale, affermando ciò che
è buono, ma anche segnalando ciò che è deplorevole e contrario ai valori
evangelici. Si aiuterà a chiarire la distinzione tra azione nell’ordine
temporale e in quello ecclesiale, fra impegno politico e impegno per l’evangelizzazione,
sottolineando le diverse maniere di reciproco influsso (cf. DCG 97; ChrL.
42-43).
46. Per conseguire una corretta e matura assimilazione dei
contenuti precedenti e della fede cristiana in generale, la catechesi degli
adulti prevede una adeguata iniziazione alla lettura ed uso della Sacra
Scrittura, personalmente e nella comunità, come pure alla Liturgia e alla
preghiera nelle sue principali espressioni. Possiede una reale utilità la
conoscenza delle grandi tappe della storia della Chiesa universale e del proprio
ambiente, la conoscenza dei documenti principali del magistero della Chiesa
particolarmente in campo sociale.
d) Elementi costanti nell’esposizione
47. « Tutta la gente fece una grande festa perché avevano
capito il senso delle parole ascoltate » (Neem 8, 12).
Ciò che avvenne per il popolo di Dio reduce dall’esilio, e
fu praticato da Gesù e dagli apostoli in maniera esemplare (cf. Mc 4,
33; 1 Cor 14, 19) rimane volere stabile di Dio.
I contenuti della catechesi degli adulti sono proposti a donne
ed uomini di ogni condizione culturale e sociale come saporoso pane di vita,
perché, impregnati di saggezza evangelica, la possano irradiare nei molteplici
ambienti di vita.
Tutto ciò richiede delle avvertenze nell’esposizione, che
concretizzano i criteri di fondo nominati sopra (nn. 26-30).
48. La catechesi curerà di presentare la religione cristiana
interessandosi delle tante domande, difficoltà, dubbi che provengono dal
cuore umano. Anzi tali domande siano fatte emergere nel dialogo, quando sono
oscurate o confuse per ignoranza o indifferenza. A tali domande la risposta di
fede sarà significativa se apparirà radicata nella Bibbia, vissuta nella
storia, rispettosa della ragione, attenta ai segni dei tempi.
49. Proprio perché catechesi della Rivelazione del Dio
vivente che salva l’uomo, aiutandolo alla piena realizzazione di sé, la
catechesi degli adulti deve assumere i toni della vivezza e dell’attualità,
per cui l’uomo gradualmente e con soddisfazione possa riprendere coscienza
del suo valore e della sua dignità di uomo, grazie all’incontro attento e
appassionato con le grandi certezze della fede.
50. Avendo presente quanto possa essere secolarizzato e
pluralistico il contesto di vita dell’adulto, l’incontro con la fede si
configura come formazione solida ed essenziale alla spiritualità propria del
cristiano laico (v. sopra, n. 27) mettendo bene in evidenza i suoi impegni
di vita cristiana nella Chiesa e nella società sempre attendendo alla
diversità delle condizioni di esistenza. Un posto peculiare va riservato all’apprendimento
della preghiera.
51. Questo richiede ulteriormente che la catechesi degli
adulti tenendo conto delle diversità delle situazioni ed esigenze — sia
sempre attenta a promuovere la dimensione ecumenica della catechesi (CT
32-34), ed ancor più ampiamente resti aperta al confronto e al dialogo con
le grandi religioni e con i sistemi di significato e prassi di vita da cui gli
adulti sono quotidianamente sollecitati: « La catechesi degli adulti avrà
maggior successo se si dimostrerà aperta all’incontro tra fede, cultura e
scienza, per una mutua integrazione rispettosa delle reciproche competenze»
(Giovanni Paolo II, Discorso ai membri del COINCAT, in « L’Osservatore
Romano », 30-X-1988, p. 4).
Pertanto rientrano di diritto nei contenuti della catechesi
degli adulti quelle conoscenze e indicazioni metodologiche che permettono di
saper leggere la realtà storico-sociale, religiosa, negli elementi negativi, ma
anche positivi, per una più efficace illuminazione cristiana.
52. Riconosciuta la funzione costruttiva dell’adulto nel
mondo della famiglia e in altri settori della vita, si porrà attenzione che la
catechesi aiuti l’adulto non solo ad apprendere per sé, ma anche a imparare
a trasmettere agli altri i contenuti della fede, mostrandone la incidenza
esistenziale e le possibilità di contatto nei diversi ambienti di vita.
Specialmente nei confronti di categorie svantaggiate, come i
poveri e gli emarginati, e quanti si trovano in situazioni particolari di
bisogno.
53. Infine, quasi a supporto delle
esigenze precedenti, la catechesi avrà cura di sviluppare a fondo la componente
comunitaria dei contenuti della fede: porta quindi a conoscere, e in certo
modo a sperimentare, il « mistero della Chiesa »incarnato nella propria
comunità, la storia, le esigenze, le risorse di questa, i ritmi di vita, le
iniziative diverse, mostrando insieme le vie di partecipazione.
INDICAZIONI METODOLOGICHE
54. Se le differenze, talora profonde, di situazioni e di
destinatari, impediscono — soprattutto per la catechesi degli adulti una
precisa catalogazione di modalità attuative, da esperienze fin qui raccolte e
vagliate, si possono ricavare delle informazioni meritevoli di comune
attenzione.
A questo scopo distinguiamo quanto si riferisce ai
destinatari, agli elementi organizzativi, alle forme e modelli.
a) Destinatari
E’ stato più volte sottolineato che il processo formativo
degli adulti ha delle sue caratteristiche peculiari, dove è centrale la
relazione dialogica ed amicale, per cui la componente didattica va integrata
come parte di un cammino più ampio ed articolato di cui ricordiamo qui alcuni
aspetti.
55. Per l’intrinseco valore evangelico ed umano, va
considerata privilegiata la catechesi di categorie speciali, tanto
bisognose del conforto della verità cristiana quanto esposte alla
emarginazione, segnatamente gli handicappati, gli anziani, i malati e quanti
rischiano forme di marginalizzazione (profughi, immigrati, nomadi, carcerati
...), le cui possibilità per un coinvolgimento cristiano sono non di rado
sottostimate e non valorizzate.
Memori della sollecitudine di Cristo, si presterà cura a
quanti vivono situazioni irregolari nella comunità cristiana.
56. Ciò riporta in primo piano l’indispensabile attenzione
alla situazione di partenza.
Esplicitando quanto detto sopra al n. 26, si richiede di tener
conto della persona dell’adulto con cui operare, il suo contesto culturale, i
suoi bisogni umani e religiosi, le sue attese, le sue esperienze di fede, le sue
possibilità, con peculiare riguardo al suo stato civile di coniugato o meno, e
alla sua professione.
Pertanto la costituzione di gruppi omogenei si rivela come
fattore fondamentale perché ognuno possa trovare l’alimento confacente.
57. Con gli adulti diventa insostituibile l’approccio
dialogico che, mentre chiama all’obbedienza della fede (Rom 1, 5) rispetta
la fondamentale libertà ed autonomia degli adulti, li incoraggia ad un
dialogo aperto e cordiale, raccoglie da loro stessi i bisogni avvertiti, li
coinvolge attivamente, considerandoli soggetti ed agenti indispensabili della
catechesi propria ed altrui.
58. Infine, a livello più strettamente formale operativo, per
conseguire una buona relazione con persone adulte, giovano in misura
determinante la chiara testimonianza cristiana, la spiegazione essenziale e
solida della dottrina, la chiarezza di espressione, la proposizione dei dati
della fede come certezze, pur ricordando l’incessante cammino di ricerca
data la nostra condizione di pellegrini verso la piena rivelazione della verità
e della vita.
b) Elementi organizzativi
59. Sotto il nome di catechesi degli adulti, dal punto di
vista operativo oggi si raggruppano diverse maniere: alcune sono più
tradizionali, altre nuove; possono essere più strutturate o quasi spontanee,
permanenti o temporanee, diffuse o più ristrette per numero ed intensità.
Va notato che non di rado si ha l’impressione di una
ricchezza di iniziative, però dispersive e frammentate, che non corrispondono
all’identità di catechesi fin qui tracciata.
Per un efficace processo catechistico, diversi sono
indubbiamente i fattori intervenienti: con la grazia di Dio collaborano come
già è stato detto — un buon piano pastorale, la partecipazione della
comunità cristiana, il farsi di esperienze positive...
Oltre a ciò e per il buon funzionamento ditali fattori non si
possono dimenticare alcune istanze per una catechesi che si vuole organica e non
episodica.
Appaiono così indispensabili una certa sistematicità e
organicità di programma (itinerari) attorno a delle mete precise, una continuità
e periodicità di incontri, e quindi una oculata programmazione delle
cose da fare, anche nel caso delle tante forme occasionali o puntuali di
catechesi degli adulti.
Nel caso poi di itinerari diversificati nella medesima
comunità, per garantire l’unità di fede e di vita si rendono necessari
alcuni elementi comuni: la comunione attorno alla Parola, il legame con la
Liturgia, il servizio della carità, l’attenzione alla vita della Chiesa.
60. Forme particolarmente adatte ed incisive di
catechesi degli adulti e quindi da non tralasciare, sembrano oggi essere quelle
dirette ai gruppi famiglia (genitori, coppie ...), a gruppi scolastici, a gruppi
parrocchiali o in altre forme associate a gruppi di persone che si ritrovano in
occasione di particolare rilievo esistenziale (preparazione ai sacramenti, in
occasioni dei funerali e di altre celebrazioni comunitarie, feste popolari ...).
61. « Compito essenziale per la formazione più immediata e
personale dei fedeli laici » ha la parrocchia (ChrL. 61).
Potendo raggiungere più facilmente le singole persone e i
singoli gruppi, essa si manifesta come « luogo privilegiato », dove « la
pastorale catechistica si attua in un contesto non solo didascalico, ma anche
liturgico sacramentale e caritativo » (Giovanni Paolo II, Discorso ai membri de
COINCAT, cit.; cf. ChrL. 26-27, 61) « facendo percepire in modo più di
retto e concreto il senso della comunione ecclesiale e della responsabilità
missio nana » (Chr.L. 61).
Tipico della catechesi parrocchiale è di proporre agli adulti
un cammino catechistico in tempi determinati, in particolare nei tempi forti
dell’Avvento e della Quaresima, valorizzando appieno l’anno liturgico come
espressione privilegiata del cammino educativo della Chiesa.
62. In diversi posti si sono affermate piccole comunità di
adulti (comunità ecclesiali di base) dove i fedeli realizzano la loro catechesi
riflettendo insieme sulla Parola di Dio, la celebrano con la preghiera e ne
vedono la rilevanza nella vita quotidiana, in particolare nella situazione
sociale, dove apportano un generoso impegno di carità.
Sostenute da buoni animatori e in armonia con la Chiesa
locale, tali comunità costituiscono un mezzo potente ed efficace per gli adulti
per portare il Vangelo come fermento di santità e di liberazione.
63. Quanto alle modalità di catechesi degli adulti perseguite
dai diversi movimenti e aggregazioni associative converrà
ricordare la legittimità dì vie diverse e la « possibilità, ciascuno con i
propri metodi, di offrire una formazione profondamente inserita nella stessa
esperienza di vita apostolica » (Chr. L. 62), ma senza che nessuno possa
presumere di diventare modello unico; e soprattutto, alla luce dei criteri di
ecclesialità (ChrL. 30), si terrà conto che la catechesi in quanto atto
della Chiesa deve esprimere ovunque la pienezza della fede cristiana e
chiaramente servire la comunione ecclesiale, a favore soprattutto della grande
massa del popolo di Dio che ai movimenti di fatto non partecipa
In questa prospettiva, riconoscendo il forte impatto
spirituale e apostolico che i movimenti riescono ad ottenere, conviene
incoraggiare gli adulti a parteciparvi, dando loro una congrua informazione.
64. Testi di catechismo degli adulti debitamente
approvati (cf. CIC, can. 775, §§ 1-2), rimangono senza dubbio un mezzo utile
per la conoscenza della fede e per favorire la comunione nella comunità
ecclesiale.
Congiuntamente a ciò, ci si avvarrà delle diverse risorse
delle scienze della comunicazione e del linguaggio per poter trasmettere più
facilmente e con maggiore efficacia il messaggio cristiano. A questo proposito
non sì ricorderà mai abbastanza che « la struttura del linguaggio deve essere
tale da suscitare un vivo interesse nell’adulto moderno, di cui occorre
rispettare e usare le migliori forme di comunicazione, compresi i segni, i
gesti, i simboli » (Giovanni Paolo II, Discorso ai membri del COINCAT, cit.).
65. Uno strumento di catechesi degli adulti tanto efficace
quanto delicato è l’impiego dei molti mezzi di comunicazione di massa. Tra
di essi ottengono oggi un posto eminente la stampa, la radio e la televisione,
ma anche videotapes, audiotapes, film e fumetti, ed altri minimedia.
È da promuovere vivamente la partecipazione competente dei
laici cattolici nelle agenzie di informazione e produzione, specie se sono
gestite dalla comunità ecclesiale, curando e programmando sussidi di qualità.
c) Modelli ed itinerari
I modelli di catechesi degli adulti presenti nelle Chiese
particolari possono essere molteplici, taluni a livello sovraparrocchiale, o
addirittura ad estensione internazionale.
Si parla anche di itinerari differenziati di catechesi secondo
la condizione spirituale degli adulti.
Converrà apportare alcune chiarificazioni e suggerimenti per
la prassi.
66. II Sinodo del 1977 ha affermato che « il modello di tutta
la catechesi » è il catecumenato che culmina nel Battesimo (MDP 8; cf. EN
44; Chr.L. 61). Esso infatti, secondo la tradizione antica, appare
come fonte di ispirazione di ogni forma di catechesi.
Proprio perché la catechesi degli adulti intende essere
catechesi della vita cristiana nella sua forma basica ed integrale, il processo
delineato per il catecumenato sembra essere il più appropriato, e pur
non considerandolo modello esclusivo dovrebbe essere incoraggiato ovunque.
67. Nella Chiesa il classico modello catecumenale comprende
per sé determinate tappe (v. OICA). Le tre riconosciute più significative
sono:
— il precatecumenato, che pone l’adulto di fronte all’impegno
della conversione mediante il primo annuncio o kerigma;
— il catecumenato, che introduce gli adulti alla fede
cattolica nei suoi elementi fondamentali, al Credo, alla celebrazione liturgica,
alla vita cristiana;
— la mistagogia, per cui il neofita approfondisce la
dottrina cristiana aprendosi ad uno sviluppo ulteriore che completi la catechesi
di base.
68. Decidere quali itinerari percorrere dipende dalla
situazione degli adulti. Come è stato osservato nella prima parte (n. 18),
alcuni abbisognano di preevangelizzazione che risvegli la domanda religiosa;
altri necessitano di una ripresa del momento kerigmatico o primo annuncio del
Vangelo; infine, vi è il gruppo pronto per la catechesi in senso stretto.
È proprio della programmazione pastorale determinare i tipi
di itinerari di fede per gli adulti, salvaguardando la specificità della
catechesi.
69. Il necessario inserimento nella comunità, cui tende la
catechesi degli adulti, richiede in termini operativi che l’adulto non solo
conosca la comunità, ma partecipi alle sue manifestazioni di fede ed assuma le
sue responsabilità.
Per questa ragione giova al rafforzamento della catechesi
degli adulti il realizzarla avvalendosi di piccole comunità o gruppi
ecclesiali (cf. CT 24).
IL CATECHISTA DEGLI ADULTI E LA SUA
FORMAZIONE
70. « La messe è molta, ma gli operai sono pochi.
Pregate dunque il padrone del campo perché mandi operai a raccogliere la sua
messe " (Mt 9, 37-38).
La messe è il seme del Regno diventato maturo, sono le folle
« stanche e scoraggiate », eppure disponibili al pastore che ne abbia
compassione (cf. Mt 9, 35-36; Mc 6, 34). Occorrono mietitori
generosi, dice Gesù.
Alla luce dell’esperienza della fede dobbiamo riconoscere
che una magnifica risposta sta comparendo nella Chiesa, con la fioritura dei catechisti,
in particolare laici, per tutte le categorie di età, anche - sia pur con
più difficoltà - per gli adulti.
E in verità le esigenze descritte per una catechesi degli
adulti mettono chiaramente in luce la funzione determinante del catechista ed
anche le qualità che gli sono richieste.
« Formare coloro che a loro volta dovranno essere impegnati
nella formazione dei fedeli laici costituisce un’esigenza primaria per
assicurare la formazione generale e capillare di tutti i fedeli laici » (Chr.L.
63).
a) Esigenze fondamentali
71. In linea generale, il catechista degli adulti, prete,
religioso, religiosa o laico, è una persona adulta nella fede e capace
di accompagnare e animare un cammino di crescita di altri adulti. Se in partenza
non è una guida, si prepara però ad esserlo almeno in certa misura.
Egli non si pone su un piano di superiorità o dall’esterno
nei confronti delle persone o del gruppo in cui esprime il suo ministero: si
sente in tutto solidale e debitore verso tutti di una crescita nella fede; e
tutti riconosce e sa rendere protagonisti e partecipi.
72. Gli si richiedono pertanto stabilità e coerenza nella sua
propria scelta di fede e di appartenenza alla comunità ecclesiale, e di
maturare come persona spirituale nella concretezza degli impegni, in maniera che
la sua testimonianza personale sia la sua prima parola, cui si coniuga la
competenza « professionale », ossia la capacità di reggere un cammino
catechistico con i suoi fratelli.
73. Più specificamente, il catechista degli adulti tenderà
ad acquisire la capacità di una lettura sapienziale della vita e non
solo di spiegare dei testi, di dare quindi risposta a problemi vitali e di
attualità, di aiutare a leggere i segni dei tempi e ad interpretare
criticamente gli avvenimenti; sue caratteristiche saranno la disponibilità ad
ascoltare e dialogare, incoraggiare e rasserenare e la capacità di tenere
relazioni, di lavorare in équipe e di costruire insieme la comunità;
manifesterà infine la coscienza di sentirsi inviato dalla Chiesa e come tale
accettato dalla comunità, nella quale fraternamente insieme cammina.
Duttilità alle situazioni e sufficiente equilibrio umano
diventano quindi requisiti preliminari per poter fare il catechista degli
adulti.
b) Pluralità di tipi
74. È da prevedersi una pluralità di tipi di
catechisti degli adulti in rapporto ai doni che lo Spirito conferisce a ciascuno
e in relazione alle necessità della comunità. Sembra in particolare di
primario bisogno il catechista capace di accompagnare gruppi familiari, persone
e gruppi culturalmente connotati, categorie portatrici di bisogni specifici
(situazione di handicap, di povertà, di marginalità e di irregolarità).
75. Vero segno dell’amore di Dio nel nostro tempo sono i
catechisti laici degli adulti, la cui crescita e qualifica abbiamo già
evidenziato come una delle sorprese più confortanti nelle comunità ecclesiali
in tutto il mondo (v. sopra, n. 5). Essi infatti proprio per il carisma della
loro laicità più di ogni altro sono in grado di incontrare gli adulti come
compagni di vita, partecipi dei medesimi compiti e problemi nella famiglia,
nella società, nella Chiesa, dotati in particolare di una capacità di
essenziale importanza soprattutto nella catechesi degli adulti: l’inculturazione
della fede.
76. Per tutte queste ragioni si incrementerà sempre di più
il numero dei catechisti laici, essendo il loro numero non ancora adeguato alla
domanda, donne ed uomini, come singoli e come coppia di sposi, a livello anche
specializzato secondo le urgenze.
Sempre e ovunque i catechisti laici devono poter essere riconosciuti,
rispettati, amati dai loro sacerdoti e dalla comunità, favoriti nella loro
formazione, incoraggiati e aiutati a realizzare il loro non facile eppure
indispensabile compito, prezioso servizio con cui il Padre in Cristo continua la
sua opera di misericordia e di salvezza del mondo.
c) Formazione
77. Assai più di prima siamo consapevoli che catechisti non
si nasce, ma si diventa, particolarmente i catechisti degli adulti, attraverso
una doppia fase formativa, di inizio e come formazione
permanente.
Sono però la situazione delle Chiese, i bisogni della gente,
le possibilità del catechista stesso e i mezzi a disposizione che devono
guidare ogni progetto. Entro tali presupposti di saggezza e di realismo non
dovrà mancare un piano formativo, dove i futuri catechisti sono chiamati ad una
prima formazione, aperta alle eventuali specializzazioni, cui faranno seguito
forme periodiche di aggiornamento, avendo sempre presente le lezioni dell’esperienza
e coniugando le informazioni teoriche con un apprendimento pratico guidato
(tirocinio).
78. Avendo presente che la prima e permanente esigenza della
formazione è quella di crescere nella fede, si propongono come nuclei di
contenuto quelli sopra esposti a proposito dell’adulto cristiano, nell’area
teologica, antropologica, culturale, ricompresi in ottica catechistica e quindi
con peculiare attenzione alla formazione pedagogico-didattica.
79. In particolare, per il catechista laico, si baderà che la
formazione possa essere contemporaneamente teorica e pratica, intellettuale e
spirituale, attenta alla conoscenza e alla valorizzazione delle relazioni
intersoggettive, e accurata nello sviluppo di una mentalità di comunione,
secondo i metodi propri alla formazione degli adulti.
Allora soltanto potrà esprimersi efficacemente la qualità
secolare della loro identità e missione cristiana.
80. La formazione dei catechisti deve essere responsabilmente
gestita dalla Chiesa locale sotto la guida del Vescovo o di organismi e
commissioni o istituti di formazione congrui a criteri e programmi previamente
stabiliti.
Un catechista degli adulti sarà riconosciuto tale solo dopo
un adeguato periodo di formazione iniziale, secondo un progetto base elaborato
dalla Chiesa locale e confermato dal « mandato » del Vescovo.
RESPONSABILI NELLA COMUNITÀ
81. La catechesi degli adulti, in quanto servizio della Chiesa
per il Regno di Dio, ha nella comunità ecclesiale come il seno materno in cui
nasce e sì irrobustisce. Quindi tutta la comunità cristiana vi è
impegnata, tanto più che nel caso degli adulti si tratta di membri che ne
determinano la solidità e la piena operatività. Perciò nella parrocchia la
catechesi degli adulti viene progettata, annunciata pubblicamente nel suo farsi,
seguita nelle diverse fasi, diventando essa stessa oggetto di preghiera e di
gioiosa attenzione e condivisione.
82. All’interno della comunità cristiana, il Vescovo in
qualità di maestro della fede (cf. CT 63) è il primo catechista degli
adulti. Egli è chiamato a esercitare tale compito con la peculiare incisività
del suo carisma e della sua testimonianza. Si interesserà pertanto in prima
persona del piano diocesano della catechesi degli adulti, si informerà del suo
svolgimento mediante incontri con i responsabili e con gli stessi catechisti che
considererà tra i principali suoi collaboratori, seguirà quindi con attenzione
premurosa e cordiale la formazione dei catechisti degli adulti.
Per la responsabilità che gli spetta, il Vescovo attenderà
con fraterna carità alle diverse forme di catechesi degli adulti di origine non
diocesana.
Data l’importanza ed insieme la complessità del compito, si
raccomanda che il Vescovo incarichi una o più persone per dirigere e coordinare
direttamente le varie iniziative di catechesi degli adulti nella diocesi.
Giova ricordare che in alcuni paesi, laici preparati prestano
valido servizio a livello diocesano e parrocchiale come direttori della
catechesi degli adulti. Il loro è un contributo che va incoraggiato e
sostenuto.
83. Quello che spetta al Vescovo nella Diocesi viene assunto
dai sacerdoti nelle loro comunità, con una pastorale degli adulti che li
vede catechisti diretti ed insieme animatori solleciti e rispettosi dei
catechisti laici.
Essendo insostituibile il ruolo del sacerdote nella comunità,
va fortemente sottolineata la necessità di una solida formazione
catechistica dei candidati al sacerdozio, in particolare in ciò che attiene
la catechesi degli adulti, imparando ad animare e a collaborare con i catechisti
laici.
84. Il presente documento, pur nei suoi dichiarati limiti (cf.
Presentazione), può costituire un utile riferimento per i diversi piani
nazionali, regionali, diocesani esistenti nelle varie Chiese, adeguandone
opportunamente le indicazioni alle loro condizioni pastorali.
Lo stesso va detto per gruppi, movimenti, associazioni che si
interessano della catechesi degli adulti, perché sempre e meglio si esprima,
nella diversità delle forme, una vera comunione ecclesiale, in piena sintonia
con i Pastori, a favore di un azione apostolica più genuina e costruttiva.
CONCLUSIONE
85. Data la reale difficoltà che la catechesi degli adulti
incontra nel nostro tempo, molte volte essa dovrà partire ed esprimersi con
modestia ed umiltà, con un notevole esercizio di coraggio e di pazienza, dove
le attese pur legittime non sempre avranno successo, ma dove anche l’esperienza
continuamente ripresa e soprattutto una incrollabile fiducia in Dio,
permetteranno di condividere il mistero del Regno: un piccolo seme che
lentamente ma sicuramente si fa grande, per la gioia e la salvezza dell’uomo.
86. Alla luce dei pensieri fin qui svolti, giova fissare lo
sguardo sulla figura della Vergine Maria, descritta ripetutamente nel
Vangelo come colei che ascolta attentamente e medita profondamente nel suo cuore
(cf. Lc 1, 29; 2, 19. 51; Atti 1, 14).
Possiamo giustamente vedervi il modello esemplare dell’adulto
che accetta il cammino della fede: Maria ascolta la Parola di Dio, sapendola
discernere nelle vicende così complesse che fin dall’inizio avvolgono la sua
vita; ascolta, ma insieme, da persona adulta, medita lungamente, si interroga e
interroga per capire la volontà di Dio; conosciutala, la accoglie con
generosità e la mette in pratica.
In seguito, con squisita sensibilità umana e missionaria,
decifra le domande delle persone che incontra, come quella degli sposi di Cana,
cui fa pervenire, catechista con i fatti oltre che con le parole, la grazia di
Cristo.
Maria di Nazaret, la serva fedele e coraggiosa di Dio e degli
uomini, che vediamo all’inizio della Chiesa evangelizzante e catechista, possa
essere ispiratrice di ogni adulto che si pone nel cammino della fede, ed insieme
maestra e modello dei catechisti che come lei si mettono al servizio illuminato
e cordiale dei loro fratelli e sorelle adulti.
LIBRERIA EDITRICE VATICANA
CITTÀ DEL VATICANO 1990
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