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BENEDIZIONE DEL NUOVO ORGANO

CAPPELLA SISTINA, 14 DICEMBRE 2002

 

Intervento del Sig. Hermann Mathis

Ascolta il discorso 

 

Eminenza Reverendissima, Signor Cardinale Segretario di Stato.
Eccellenza Reverendissima, Mons. Piero Marini,
Reverendissimi Monsignori,
Egregio Professor Batliner,
Stimati membri del Consiglio direzionale della Fondazione commemorativa "Peter Kaiser",
Egregi Signori e Signore!

 

È per me, come organaro, una grande gioia e un grande onore poter rivolgermi a Voi tutti in questa occasione.

La benedizione di un nuovo organo costituisce sempre uno dei momenti culminanti nella vita professionale di un organaro. La benedizione qui, nel cuore stesso della Chiesa, di uno strumento uscito dal nostro laboratorio è per noi veramente un evento particolare. È facile immaginarsi la grande gioia e gratitudine mia e delle famiglie costruttrici di organi col nome di Mathis come pure dei collaboratori della ditta "Mathis Orgelbau".

Il termine "organo" proviene dalla parola greca "organon", cioè strumento. Il Concilio Vaticano II ha evidenziato l'importante funzione dell'organo come strumento liturgico. Nessun altro strumento è in grado di mutare percepibilmente e in tale misura l'atmosfera di uno spazio. È questo il compito dello strumento, mettere in evidenza la celebrazione liturgica tramite l'acustica; il compito significativo di aprire tramite i suoni i cuori dei fedeli alla parola di Dio.

 

Alcuni dati riguardanti lo strumento. 

L'organo possiede 14 registri, 14 timbri, divisi su 2 manuali e sul pedale. La custodia di noce massiccia comprende 787 canne, la più grande ha 2,65 m di lunghezza mentre la lunghezza della canna più piccola misura solo 7,4 mm; 721 canne sono di una lega di zinco e piombo, 66 canne sono fatte di legno.

Il Sig. Josef Schibig ha realizzato le opere scultoree in stile rinascimentale. Esse costituiscono una cornice ottica dell’immagine acustica.

L'effetto sonoro dello strumento corrisponde alla sua disposizione, alla sua misura. Ci voleva un organo con i timbri chiari, leggeri che non rende concorrente il luogo sacro imponendosi con suono potente ma piuttosto l'accompagna nei momenti di culto a modo di musica da camera.

Per la produzione di questo progetto di organo sono state impiegate 5.000 ore di lavoro e ciò vuol dire all'incirca 4 anni di vita di un uomo.

Lo strumento pesa di ben 3 tonnellate. La direttiva di costruire un organo mobile è stata una sfida per i nostri costruttori. È stato sviluppato un veicolo di trasporto propriamente destinato a tale scopo. Il veicolo speciale è già stato provato con esito positivo. Tramite questo mezzo di trasporto è possibile spostare l'organo, portandolo dalla Cappella Sistina all’Aula delle Benedizioni, attraversando la Sala Reggia.

 
Desidero ringraziare. Non lo faccio soltanto perché conviene farlo in tale circostanza, ma il mio ringraziamento viene dalla profondità del mio cuore.

Rendo grazie a Dio Nostro Signore per aver potuto creare nuovamente un'opera senza subire incidenti o danni. Rendo grazie a Lui che nella sua provvidenza ci ha condotti fin qui.

Eminenza Reverendissima, Signor Cardinale Sodano, La ringrazio per la benedizione dell'organo. Con questa benedizione la nostra opera è destinata al suo nobile obiettivo.

Un ringraziamento speciale rivolgo a Vostra Eccellenza Reverendissima Mons. Piero Marini. Lei ha mostrato nei confronti della nostra Casa un’illimitata fiducia, e noi abbiamo potuto sperimentare una collaborazione amichevole e precisa.

Altrettanto profonda fiducia ci è stata concessa dalla Fondazione "Peter Kaiser" di Vaduz.

Siamo obbligati verso il Consiglio direzionale della Fondazione "Peter Kaiser" e in particolare verso il suo presidente, Prof. Dr. Herbert Batliner, per averci concesso la fiducia. Sono convinto che tramite il nostro operato abbiamo potuto soddisfare questa fiducia.

Da lontano ringrazio anche i miei collaboratori. Essi hanno saputo creare nuovamente un'opera che perdurerà e farà risuonare l'annuncio del loro entusiasmo per la professione organara.

Rivolgo anche un ringraziamento personale al Reverendo mons. Alois Jehle, Cappellano della Guardia Svizzera Pontificia, che mi ha gentilmente dato l’ospitalità durante le mie trasferte di lavoro.

Io sperimento la benedizione di un organo spesso come un addio, e dicendo addio conviene fare un augurio. Infatti, questo organo è collocato in un luogo tutto particolare. Il mio augurio è che esso faccia il suo dovere: che accompagni l'assemblea nella celebrazione della liturgia. Che svolga la sua funzione creando un’atmosfera a servizio dei fedeli affinché essi potranno sempre meglio cantare, pregare ed ascoltare la Parola, sperimentando il grande mistero di Dio. 

 

Roma / Näfels                                                  Ditta Costruttrice di Organi Mathis

14 Dicembre 2002                                                            Hermann Mathis 

 

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