CHIROGRAFO
DI SUA SANTITÀ PIO XI
"CI COMMUOVONO"
ALL'EM.MO CARDINALE BASILIO POMPILI
VICARIO DI ROMA
All’Eminentissimo Cardinale Basilio Pompili,
Vicario di Roma.
Signor Cardinale,
Ci commuovono profondamente le
orribili e sacrileghe scelleratezze che si ripetono e si aggravano ogni giorno
contro Dio e contro le anime nelle innumerevoli popolazioni della Russia, tutte
care al Nostro cuore, anche solo per il tanto che soffrono, ed alle quali
appartengono tanti devoti e generosi figli e ministri di questa santa Chiesa
cattolica apostolica romana, devoti e generosi fino all’eroismo ed al martirio.
Fino dagli inizi del Nostro Pontificato, dietro l’esempio del Nostro
Predecessore di s. m. Benedetto XV, Noi moltiplicammo gli sforzi per arrestare
la terribile persecuzione e per allontanarne da quei popoli i gravi danni. Ci
demmo anche premura di domandare ai Governi rappresentati alla Conferenza di
Genova di venire di comune accordo ad una dichiarazione, che avrebbe potuto
risparmiare molti guai alla Russia e a tutto il mondo, e cioè di proclamare
insieme, come condizione preventiva ad ogni riconoscimento del Governo
Sovietico, il rispetto delle coscienze, la libertà dei culti, e dei beni della
Chiesa.
Purtroppo questi tre punti, giovevoli soprattutto a quelle gerarchie
ecclesiastiche disgraziatamente separate dall’unità cattolica, furono
abbandonati in grazia di interessi temporali, i quali d’altra parte sarebbero
stati meglio salvaguardati, se i diversi Governi avessero rispettato anzi tutto
i diritti di Dio, il suo regno e la sua giustizia; purtroppo fu altresì respinto
il Nostro intervento diretto a salvare dalla distruzione e a conservare al loro
uso tradizionale e religioso i vasi sacri e le icone, che formavano un tesoro di
pietà e d’arte caro a tutti i cuori dei Russi: tuttavia abbiamo avuto la
consolazione di sottrarre a un processo capitale e di soccorrere efficacemente
il capo di quella gerarchia, purtroppo separata dall’unità, il Patriarca Tykon,
mentre le generose offerte del mondo cattolico salvavano dalla fame e da una
morte orribile più di 150.000 fanciulli nutriti giornalmente dai Nostri inviati,
finché questi non furono messi nella necessità di dover abbandonare la loro
pietosa opera, giacché si preferì votare alla morte migliaia d’innocenti,
anziché vederli nutriti dalla carità cristiana.
Questa empietà sacrilega si
accanisce non soltanto contro i sacerdoti e i credenti adulti, fra i quali
accanto ad altre vittime fedeli al culto di Dio, Noi salutiamo in modo
particolare, Nostri carissimi figli, sacerdoti e religiose cattoliche,
imprigionati, deportati, condannati ai lavori forzati con due dei loro Vescovi,
i Nostri Venerabili Fratelli Boleslao Sloskan e Alessandro Frison e col Nostro
rappresentante per il rito slavo, l’Esarca cattolico Leonida Fiodorov; ma gli
organizzatori delle campagne d’ateismo e del « fronte antireligioso » vogliono
soprattutto pervertire la gioventù, abusare della sua ingenuità e della sua
ignoranza, ed in luogo di impartirle istruzione, scienza e civiltà — che del
resto come l’onestà, la giustizia e il benessere stesso, non possono prosperare
e fiorire senza la religione — l’organizzano nella Lega dei senza-Dio militanti,
dissimulando la decadenza morale, culturale ed anche economica con una
agitazione altrettanto sterile che inumana, in cui i figli sono istigati a
denunziare i genitori, a distruggere e insozzare gli edifici e gli emblemi
religiosi e soprattutto a contaminare le loro anime con tutti i vizi e con le
più vergognose aberrazioni materialistiche, i cui promotori, volendo colpire la
Religione e Dio stesso, procurano la rovina delle intelligenze e della medesima
natura umana.
Davanti a questi eccessi, che Noi abbiamo più volte segnalato con
dolore nelle Nostre allocuzioni concistoriali ed anche più recentemente nella
nostra enciclica sulla educazione della gioventù, non abbiamo cessato di pregare
Noi stessi ogni giorno e di far pregare per questi milioni di anime, riscattate
dal sangue di Gesù Cristo, spinte e quasi costrette a profanare il loro
battesimo, la pietà tradizionale delle loro famiglie verso la Santissima
Vergine, e finanche gli ultimi vestigi dell’onore e del rispetto dovuto al
santuario domestico. Al fine poi di trovare una cooperazione ai Nostri sforzi
contro tanti mali, abbiamo istituito una Commissione speciale per la Russia,
affidandone la presidenza, come lei ben conosce, al Nostro diletto figlio il
Cardinale Luigi Sincero. Abbiamo pure, fino dalle prime settimane del Nostro
Pontificato, approvato e arricchito di indulgenze la giaculatoria: « Salvatore
del mondo, salvate la Russia », e di nuovo, nel corso degli ultimi mesi, due
formule di preghiere con le quali si raccomanda il popolo russo alla protezione
della dolce Taumaturga di Lisieux, Santa Teresa del Bambino Gesù. Abbiamo
altresì approvato la iniziativa presa fin dallo scorso Novembre dal Nostro
Istituto di studi orientali, di tenere delle conferenze propriamente documentate
e scientifiche per far conoscere al grande pubblico alcuni degli attentati
sacrileghi che le leghe dei senza-Dio militanti organizzano nell’immenso
territorio sovietico, andando anche al di là e in contrasto del testo, già per
sé abbastanza antireligioso, della Costituzione rivoluzionaria; ed abbiamo
constatato con piacere che questo esempio, partito da Roma, è stato seguito, un
mese più tardi, da simili conferenze e riunioni tenute a Londra, a Parigi, a
Ginevra, a Praga e in altre città.
Ma richiede una
riparazione più universale e più solenne la recrudescenza come la pubblicità
officiale di tante bestemmie ed empietà. Nelle ultime feste del Santo Natale non
soltanto sono state chiuse molte centinaia di chiese, si sono abbruciate
numerose icone, si è imposto il lavoro a tutti gli operai e agli alunni delle
scuole, e si sono soppresse le domeniche; ma si è giunti al punto di costringere
i lavoratori delle officine — uomini e donne — a firmare una dichiarazione di
apostasia formale e di odio contro Dio, sotto pena di essere privati delle loro
tessere per il pane, per il vestiario e per l’alloggio, senza le quali ogni
abitante di quell’infelice paese è ridotto a morire di fame, di miseria e di
freddo. Ed inoltre in tutte le città ed in numerosi villaggi si sono organizzati
infami spettacoli carnevaleschi, come quelli che i diplomatici stranieri hanno
avuto sotto gli occhi nella stessa Mosca, nel centro della capitale, durante le
ricorrenze natalizie: si vedevano passar carri sui quali erano in gran numero,
vestiti con paramenti sacri, dei ragazzacci che prendevano a scherno la Croce e
vi sputavano sopra; su altri carri automobili si erano innalzati grandi alberi
di Natale, ai quali erano appesi per il collo numerosi fantocci rappresentanti
Vescovi cattolici ed ortodossi. Nel centro poi della città, altri giovinastri
compivano ogni specie di atti sacrileghi contro la Croce.
Pertanto, allo scopo
di fare Noi stessi, nel modo migliore possibile, atto di riparazione per tutti
questi attentati sacrileghi, ed al fine altresì di invitare alla riparazione i
fedeli di tutto il mondo, abbiamo determinato, Signor Cardinale, di recarCi, nel
giorno festivo di San Giuseppe, il 19 del prossimo mese di Marzo, nella Nostra
Basilica di San Pietro, e di celebrarvi sulla tomba del Principe degli Apostoli
una Messa di espiazione, di propiziazione e di riparazione per tante e così
atroci offese al divin Cuore, nonché per la salute di tante anime messe a così
dure e difficili prove e pel sollievo del Nostro dilettissimo popolo russo:
perché cessi finalmente questa grande tribolazione, e perché individui e popoli
facciano quanto prima ritorno all’unico ovile dell’unico Salvatore e Liberatore,
il Signor Nostro Gesù Cristo. Dopo aver domandato al suo Sacratissimo Cuore
perdono e pietà per le vittime e per gli stessi carnefici, Noi imploreremo la
Santissima e Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, il suo castissimo Sposo San
Giuseppe Patrono della Chiesa universale, gli speciali protettori dei Russi e
cioè i Santi Angioli, S. Giovanni Battista, S. Nicola, S. Basilio, S. Giovanni
Crisostomo, i Santi Cirillo e Metodio, come pure tutti gli altri santi ed in
modo particolare Santa Teresa del Bambin Gesù, a cui Noi abbiamo in modo
speciale affidato l’avvenire di quelle anime.
Mentre pertanto la invitiamo,
Signor Cardinale, a dare le opportune disposizioni per questa solenne supplicazione, Noi abbiamo certa fiducia che non soltanto il clero ed il popolo
della Nostra Roma, ma anche tutti i Nostri Venerabili Fratelli nell’episcopato
cattolico e tutto il mondo cristiano si uniranno alle Nostre suppliche, o nel
giorno stesso, o in altro giorno festivo a ciò indicato. Sicuri che la
Provvidenza divina, nel momento da lei designato, preparerà e darà i mezzi
necessari per riparare le rovine morali e materiali di quelle immense regioni, che costituiscono la sesta parte delle terre
dell’universo, Noi intanto persevereremo con tutto il trasporto dell’animo in
questa preghiera di riparazione e di propiziazione che attirerà, ne abbiamo
fiducia, la pietà divina sul popolo russo. E con questa fiducia, Noi accordiamo
di cuore a lei, signor Cardinale, e a tutti quelli che si uniranno a Noi in
questa crociata di preghiere, l’Apostolica Benedizione, pegno delle celesti
grazie.
Dato a Roma presso San Pietro, il giorno 2 febbraio, festa della
Purificazione di Maria Vergine, l’anno MDCCCCXXX, ottavo del Nostro Pontificato.
PIUS PP. XI
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