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DISCORSO DI PAOLO VI
AI VIGILI URBANI DI ROMA
Lunedì, 18 aprile 1966
Ringraziamo il Signor Assessore della Polizia Urbana per le parole, così
convinte e cordiali, da lui rivolteci in espressione dei sentimenti, che qui
hanno portato la rappresentanza così cospicua dei Vigili Urbani di Roma, nel XX
anniversario della ricostituzione del benemerito Corpo.
E ringraziamo voi, qui presenti, e i vostri Colleghi rimasti sul posto della
quotidiana responsabilità, per il pensiero cortese, e a Noi tanto gradito, con
cui avete voluto inaugurare la solenne commemorazione, venendo presso il vostro
Vescovo, con un atto gentile di devozione e di affetto.
La vostra presenza Ci onora e Ci allieta; essa Ci dice tante cose, che amiamo
cogliere dal vostro gesto franco e significativo: essa Ci parla della vostra
fede, perché voi siete venuti a Noi, all’umile ma autentico Successore di
Pietro, perché da Noi vi attendete una parola indicatrice, un augurio
benedicente, un’assicurazione di preghiera per il vostro lavoro e per le vostre
famiglie. La vostra presenza Ci parla dei sentimenti, delle convinzioni, degli
impegni, con cui volete adempiere il vostro duro e onorifico lavoro; Ci dice
come vogliate portare nei vari settori della vita cittadina la forza operante e
persuasiva che viene dal rispetto della Legge divina, unica garanzia perché sia
osservata anche la legge umana. A questo proposito, abbiamo trovato assai bello
e incoraggiante che, durante il Concilio, la vostra attenzione si sia rivolta
verso i temi stimolanti che interessano la vostra vita di laici cristiani, e che
gli appositi Corsi siano stati seguiti con tanta partecipazione e volenterosa
comprensione.
Amiamo pertanto esprimervi il Nostro compiacimento, sincero e paterno, per
questa aperta testimonianza di cristiana lealtà, di coerente risposta alle
attese della Chiesa, che ha celebrato il Concilio perché un fremito di
rinnovamento passasse nella vita di tutti i suoi figli, per imprimere più
profondamente nella vita individuale e sociale l’orma santificatrice del Vangelo
di Cristo.
Ma desideriamo anche ringraziarvi per la collaborazione, così utile, precisa,
inappuntabile, che avete prestato alle espressioni più solenni della vita
cattolica, uniche in questa diletta Roma, secondo le competenze e le
attribuzioni del vostro servizio. La Nostra recente visita in Campidoglio ha
avuto come motivo anche la doverosa gratitudine per quanto il Comune di Roma, da
parte delle sue massime autorità come dei suoi attivi funzionari, ha compiuto in
occasione del Concilio: e, dicevamo, «Ci fa piacere dare testimonianza delle
premure, dei servizi, delle cortesie, che sono state prodigate sia alle persone,
che alle manifestazioni del Concilio; siamo lieti e lusingati dell’onore, che
per il felice svolgimento di così grande e singolare avvenimento si proietta
sulla Città e segna una pagina nobile e indimenticabile della sua storia».
A questo tributo di riconoscenza vogliamo associare per primo il Corpo dei
Vigili Urbani di Roma, artefice silenzioso, operante, preciso, puntuale,
indispensabile di quelle premure e di quei servizi: ma è una riconoscenza, la
Nostra, che vuole estendersi altresì a tutto l’arco di questi vent’anni, che
oggi, fieri e commossi, commemorate, per esprimervi la Nostra stima per la
presenza, sempre generosa e sempre gentile, da voi avuta nelle tappe
significative, diciamo pure storiche ormai, della vita religiosa dell’Urbe.
Alla compiacenza e alla gratitudine si aggiunga l’augurio più lieto: che il
traguardo raggiunto sia per tutti voi e per i vostri colleghi stimolo continuo a
far sempre meglio il vostro dovere. Siatene convinti, come cittadini di questa
Città fatidica e sacra, che impone come un’investitura di maggiore dignità e di
più sentita responsabilità ai suoi figli; siatene convinti, come rappresentanti
e tutori dell’ordine in una moderna metropoli, come Roma, e perciò invitati a
possedere in voi stessi, in felice sintesi di convinzione interiore e di
esteriore dignità e decoro, l’ordine santo e vero, che solo il rispetto della
Legge di Dio custodisce e rinforza e convalida; siatene convinti, perciò, come
cattolici coscienti e aperti, fedeli all’insegnamento della Chiesa, esemplari in
tutti i campi della vita religiosa, della morale, individuale e familiare,
nell’educazione dei vostri figli, nell’applicazione della virtù. Sappiamo che,
nel Corpo dei Vigili Urbani, sono in grande onore libere e particolari attività
religiose, formative, assistenziali: questo Ci rallegra veramente, e vi
incoraggiamo ad assecondare pienamente gli sforzi compiuti dal vostro attivo
Cappellano e dai suoi collaboratori.
Diletti Figli,
Vorremmo prolungare questo incontro, per dirvi con quale affetto e con quale
simpatia Noi vi seguiamo; e se anche, negli incontri che spesso ormai abbiamo
con voi, nelle varie zone di Roma, in occasione delle forme pubbliche del Nostro
ministero episcopale e apostolico, non è possibile avere per voi un cenno
particolare di attenzione, sappiate che la vostra presenza non sfugge al Papa,
che vi osserva compiaciuto e commosso: e Ci fa tanto piacere potervelo dire
oggi, pubblicamente.
La Nostra preghiera vi invoca le più copiose effusioni delle grazie celesti,
che vi accompagnino sempre nella vostra attività, come in mezzo alle vostre
famiglie; e ne è pegno cordialmente affettuoso la Nostra Apostolica Benedizione.
Parmi les hôtes du Groupe sportif des «Vigili Urbani», venus
s’associer aux fêtes du vingtième anniversaire de la reconstitution de ce
Corps, Nous sommes heureux de saluer les membres du Football Club Police de
Genève.
Nous souhaitons également la plus cordiale bienvenue aux membres
du Groupe sportif de la Police Municipale de Lausanne, avec leurs
familles et leurs accompagnateurs.
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