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VISITA DEL SOMMO PONTEFICE PAOLO VI ALL'ORGANIZZAZIONE
DELLE NAZIONI UNITE
SALUTO ALLA PARTENZA DALL'URBE
Lunedì,
4 ottobre 1965
Sull'atto di intraprendere il Nostro viaggio verso la
sede delle Nazioni Unite, nel ventesimo anniversario di fondazione di quella
Organizzazione internazionale, mentre Ci affidiamo alla Provvidenza del Signore
per l’esito della Nostra Missione di Pace e di buona volontà, inviamo un
saluto aperto, franco, augurale a tutti i popoli del mondo.
Sappiamo che essi guardano con speranza a questa
iniziativa, e ne abbiamo avuto nei giorni scorsi testimonianze numerose e assai
gradite: tutti li ringraziamo di cuore, unitamente ai loro Governanti. Ci
incontreremo con gli esperti e valorosi rappresentanti dei singoli Stati,
radunati a costruttivo dialogo nell’ambito della sede delle Nazioni Unite. E
mentre a tutti attestiamo la Nostra stima e benevolenza, Ci è caro formulare,
in questo particolare momento, un’assicurazione e una speranza.
L’assicurazione: che cioè la Nostra intrapresa,
come ogni Nostra parola che pronunceremo nei prossimi incontri altra ambizione
non hanno, altro scopo non avranno che incoraggiare, confortare, benedire gli
sforzi degli uomini di buona volontà, intesi alla tutela, alla garanzia, all’incremento
della pace universale. Questo è il fine, che Ci siamo proposti nell’accettare
l’invito tanto cortese quanto pressante, rivoltoci nel ventennale di
istituzione dell’O.N.U.
La speranza, o, diciamo meglio, la certezza: che cioè
il Nostro passo, fatto nella sincera coscienza della Nostra pochezza quanto
nella confidenza nell’aiuto divino, come è stato accolto con risonanza
unanime e consolante, così trovi nei cuori degli uomini, specialmente di coloro
che reggono le sorti dei popoli, rispondenza volonterosa. Il mondo aspetta e
chiede pace; il mondo ha bisogno di pace; il mondo esige pace, vera, stabile,
duratura, dopo le sofferenze delle guerre, che hanno sconvolto il nostro secolo,
dopo i lutti immani che hanno devastato l’umanità. Debbono cadere le
ostilità reciproche: debbono comporsi con eque e coraggiose trattative le
divergenze immancabili; debbono assicurarsi l’ordinato progresso del vivere
civile e il fiorire delle libere attività del pensiero e dell’arte.
Solo la pace può garantire questo. E pace Noi
chiediamo con voce inerme ma invigorita dalla forza stessa del Principe della
Pace, di Cui siamo ministro e rappresentante in terra: pace chiediamo ai Capi di
Stato come agli uomini politici, ai diplomatici come agli esperti di economia e
di finanza, agli scienziati e ai filosofi, ai letterati e ai pubblicisti. Tutti
sono chiamati a portare il loro contributo alla grande opera della pace, che di
tutti ha bisogno per mettere radici profonde e inestinguibili nel tempo
presente.
Con questa promessa e in questa certezza, iniziamo il
Nostro viaggio in nomine Domini, fidenti altresì nella protezione di
Colei, che Regina della pace è invocata. E tutti benediciamo, invocando sulle
singole Nazioni del mondo l’onnipotente protezione del Signore. Pace a voi
tutti! (Lunedì 4 ottobre: ore 4.30)
* * *
VOTI PER TUTTI I POPOLI
DELLA TERRA
Durante la Nostra visita all’organizzazione delle
Nazioni Unite, ove Ci rechiamo per rivolgere le Nostre parole di pace ai suoi
membri ed al mondo intero, Noi saremo ospiti dell’illustre Arcivescovo di New
York, il Signor Cardinale Spellman.
Pertanto, a tutti i popoli dell’America del Nord
inviamo il Nostro cordiale saluto, augurando loro un costante e fecondo
progresso, mentre facciamo voti che i mirabili rapporti che regnano tra loro, e
la loro salda amicizia possano servire d’esempio a tutte le nazioni del mondo.
Confidando nell’ausilio delle loro preghiere per il
buon esito dei Nostri sforzi, di cuore invochiamo su di loro da Dio abbondanti
grazie di luce, di protezione e di pace.
Nel momento in cui intraprendiamo, in favore della
pace, un solenne viaggio che Ci è dettato dal Nostro Ministero Apostolico, Noi
rivolgiamo un commosso saluto ai popoli dell’Europa, che sarà rappresentata,
durante questo viaggio, dal Signor Cardinale Eugenio Tisserant, Decano del Sacro
Collegio.
Possa questo continente, così spesso tormentato nel corso della sua storia
millenaria dalle guerre e dal loro seguito di miserie, trovare finalmente le vie
di una intesa stabile, che gli permetterà di esercitare, nel novero delle
nazioni, l’influsso cui lo designa il suo grandioso passato, così ricco di
valori di civiltà e di cultura!
Nell’intraprendere la Nostra Missione di Pace alle Nazioni Unite, Ci
compiacciamo di volgere il Nostro affettuoso saluto a tutti i popoli del Centro
e del Sud America, i quali sono rappresentati nel Nostro viaggio dal Signor
Cardinale Antonio Caggiano, Arcivescovo di Buenos Aires.
Facciamo voti e domandiamo ardentemente al Signore che tutti
questi Paesi, uniti in comunanza di fede e affratellati con vincoli di
gloriose tradizioni cristiane, vivano sempre in continuo progresso fondato
sulla giustizia e sulla concordia degli spiriti. Ad essi chiediamo che Ci
aiutino, soprattutto con le loro preghiere, perché siano realizzate le Notre
speranze di pacifica e prospera convivenza internazionale.
L’Africa, terra diletta di cui conserviamo i più felici
ricordi, con la varietà dei suoi popoli e delle sue tradizioni, è
rappresentata nel Nostro viaggio alle Nazioni Unite per perorare la pace, dal
Signor Cardinale Rugambwa, Vescovo di Bukoba.
Su quel grande continente e su tutti i suoi abitanti Noi
invochiamo di cuore le più ricche grazie celesti di prosperità, progresso,
benessere, ed ogni bene di ordine materiale e spirituale, specialmente il
divino dono della pace tra loro e con il mondo intero. Per il conseguimento di
tali alte finalità Noi domandiamo l’appoggio delle loro preghiere e del
loro interessamento.
A tutti i popoli dell’Asia, così degnamente rappresentati
nella Nostra Missione di Pace alle Nazioni Unite dal Signor Cardinale Tatsuo
Doi, Arcivescovo di Tokyo, Noi inviamo un cordiale saluto, invocando su di
essi tutti quella tranquillità dell’ordine nella giustizia e nella carità,
in cui è la vera pace.
Possa l’impero della legge, basato sopra il fraterno
rispetto ed amore, con l’aiuto di Dio, assicurare la pace a spiriti e cuori
travagliati, e ristabilire una cordiale amicizia tra uomini e nazioni. Per
questo scopo Noi chiediamo la cooperazione delle loro preghiere e del loro
buon volere.
La presenza tra gli illustri Presuli che Ci accompagnano nel
viaggio alle Nazioni Unite, dove Noi indirizzeremo al mondo la Nostra
perorazione per la pace, del Signor Cardinale Gilroy, Arcivescovo di Sydney,
Ci spinge a volgere il Nostro affettuoso pensiero all’Australia ed Oceania,
e alle loro diverse razze e popoli.
Che l’universale concordia e progresso rechino ad essi
felicità e prosperità, e specialmente conceda ad essi Iddio, Creatore di
tutte le cose, tutti quei doni spirituali cui la vita umana aspira per il suo
appagamento nell’eterna gioia. Ad essi Noi chiediamo di pregare per una
giusta e durevole pace sulla terra.
Salutiamo i numerosi fedeli, ovunque si trovino, che
appartengono alle venerabili Chiese Orientali. Nell’associare a Noi in
questa solenne visita che Ci accingiamo a compiere alle Nazioni Unite il
Signor Cardinale Agagianian, Noi abbiamo voluto significare che tutti i
cristiani orientali sono in qualche modo presenti accanto a Noi in questo
viaggio, il cui carattere pacifico vuole abbracciare in un medesimo amore l’Oriente
e l’Occidente. A tutti inviamo con affetto la Nostra Benedizione Apostolica.
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