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DISCORSO DI PAOLO VI AI
PARTECIPANTI AL «DIALOGO INTERNAZIONALE PER LA MORALIZZAZIONE DELL'UTENZA
STRADALE»
Sabato, 2 ottobre 1965
Signor Presidente. Illustri maestri del Dialogo
internazionale per la moralizzazione dell’utenza stradale. E voi tutti,
esperti dei problemi stradali, che partecipate all’interessante incontro
romano.
La vostra presenza Ci procura una viva soddisfazione, perché
vediamo in voi, come in un vertice qualificato - che ben interpreta voti e
sollecitudini dall’intera opinione pubblica - persone di buona volontà,
giustamente preoccupate di uno dei più assillanti problemi pratici della vita
di oggi, e impegnate con tutte le forze a portare alla sua soluzione il peso
della propria autorità e della propria esperienza specializzata.
Per questo vi meritate un ampio incoraggiamento; e per questo
abbiamo desiderato di accogliervi, anche solo per brevi istanti, dedicandovi
un po’ di quel tempo, che la singolarità del presente momento Ci rende
purtroppo assai scarso. Voi Ci comprendete. E vi ringraziamo per la nobiltà
dei sentimenti, che qui vi hanno portati, quasi a chiedere all’umile Vicario
di Cristo, che ha e sente l’alta responsabilità dell’universale
magistero, affidatoGli per volontà divina, la conferma e la convalida delle
vostre premure, dei vostri sforzi, intesi alla moralizzazione dell’utenza
stradale.
Voi conoscete i principii teologici, etici, giuridici,
tecnologici, sui quali si fonda codesta nobilissima impresa; essi vi sono
stati opportunamente lumeggiati nelle interessanti relazioni dei maestri del
presente «Dialogo», e non c’è bisogno pertanto di insistervi. Tali principii si fondano sul rispetto dovuto alla vita umana, alla persona
umana, qual è inculcato fîn dalle prime pagine della Sacra Scrittura. La
persona umana è sacra: essa è stata creata a immagine e somiglianza di Dio (Gen.
1 , 26), è stata redenta dal prezzo inestimabile del Sangue di Cristo (cfr. 1
Cor. 6, 20; 1 Petr. 1, 18-19), è stata inserita nell’organismo
della Chiesa, nella Comunione dei Santi, col diritto e col dovere della mutua,
effettiva, sincera carità verso i fratelli, secondo il precetto dell’Apostolo
Paolo: «La vostra carità non sia finta... con amore fraterno vogliatevi
bene scambievolmente. Prevenitevi gli uni gli altri nel rendervi onore» (Rom.
12, 9-10).
Quale suono acquistano queste parole, come pure tante altre
delle epistole paoline, se applicate oggi alla precisa condizione dell’uomo
al volante, della macchina sulla strada! Davvero, si potrebbe trarre dalle
pagine ispirate dei due Testamenti, ma soprattutto dai Vangeli e dalle Lettere
apostoliche, un florilegio di precetti, che ben potrebbero formare un Corpus
di criteri morali e perfino un manuale di galateo e di buona creanza per l’uso
della strada, con il quale sostenere e avvalorare le prescrizioni del «Codice», e dargli un afflato, che la enunciazione puramente negativa e
preventiva delle sue norme non può avere. Finché l’utente della strada non
sia condotto a considerare le sue responsabilità in questa luce positiva e
incoraggiante, che trova nei valori superiori e imprescrittibili della
coscienza la sua vera giustificazione, non si potrà ottenere l’auspicata
moralizzazione. Per questo vediamo con occhio di grande simpatia e compiacenza
la vostra iniziativa, nella quale si fondono per questo altissimo scopo la
sollecitudine propria della Chiesa docente, le risorse della pastorale
adattata alle nuove esigenze, l’approfondimento delle discipline giuridiche,
e il contributo valido e indispensabile dei tecnici e degli esperti della
strada. Continuate così uniti a impiegare le vostre energie per il
conseguimento di questo alto risultato! Troppo sangue si versa ogni giorno in
una assurda contesa con la velocità e il tempo; e mentre gli organismi
internazionali si dedicano volonterosamente a sanare dolorose rivalità,
mentre è in atto un meraviglioso progresso verso la conquista dello spazio,
mentre si cercano mezzi adeguati per sanare le piaghe della fame, dell’ignoranza
e della malattia, è doloroso pensare come, in tutto il mondo, innumerevoli
vite umane continuino a essere sacrificate ogni anno a questa inammissibile
sorte. La coscienza pubblica deve riscuotersi, e considerare il problema alla
stregua di quelli più ardui, che tengono desta la passione e l’interesse
del mondo intero.
Bravi voi e benedetti, che vi ci dedicate espressamente! Non
stancatevi di cooperare con forze congiunte a tale grande compito che il
Nostro Predecessore Pio XII così sintetizzava: «Far regnare sulle strade un
clima di cortesia, di moderazione e di prudenza, conformi alle migliori
tradizioni della civiltà cristiana» (alla Fédération Routière
Internationale, 3 ott. 1955; Discorsi e Radiomessaggi, XVII, p. 276).
È anche questo il Nostro voto, che vi affidiamo con grande
speranza, e a questo vi incoraggiamo con paterno affetto, con una particolare
preghiera, e con la Nostra Apostolica Benedizione, che di cuore estendiamo ai
vostri colleghi e alle vostre dilette famiglie.
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