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DISCORSO DI PAOLO VI AL CONSIGLIO NAZIONALE DEL CENTRO ITALIANO FEMMINILE
Martedì, 14 aprile 1964
L'Augusto
Pontefice rileva che, se la voce delle presenti è quale viene espressa nel loro
indirizzo, ciò vuol dire che il CIF ha coscienza e capacità per la sua missione,
ed è lanciato sulle vie maestre spirituali e sociali.
Con piacere Sua Santità ricorda di essere stato a fianco del CIF, quando iniziò
il suo lavoro con le prime Presidenti che hanno prima d’ora operato e i suoi
sentimenti d’allora sono quelli di oggi: stima, fiducia e simpatia.
Il CIF ha una missione da compiere: si tratta di una istituzione che interpreta
bene i bisogni di oggi e cerca di trarre dalla somma delle energie femminili un
fervore di apostolato fattivo e concreto.
Prima missione: coordinare. Mettere insieme forze associate di
ispirazione cristiana per ottenere un’armonia, una forza di bene nel rispetto
delle autonomie, ma anche nella forza dell’unità. Una somma nella quale gli
addendi restino quello che sono. Ma le idee e gli sforzi comuni diano la gioia
della sinfonia spirituale e sociale. È una missione talvolta faticosa, ma
geniale e necessaria. Dovrebbe essere facile per noi cristiani lavorare insieme.
Se farà questo il CIF farà opera grande, buona e costruttiva.
Una seconda manifestazione dell’attività del CIF è quella assistenziale:
il suo lavoro si è imposto anche in campo civile di fronte alle pubbliche
autorità ed ha fatto fiorire tante opere. Si poteva forse credere che il compito
delle iniziative assistenziali venisse gradualmente ad esaurirsi, invece
l’esperienza dice che ci sono stati vuoti da colmare. Il Santo Padre ha avuto
esperienza particolare di questo sussidio specializzato a Milano. Il CIF si è
presentato come istituzione benemerita, feconda, moderna, provvidenziale. Tale
attività deve continuare guidata da quella ispirazione che è propria del genio
della donna cristiana.
Altra forma preziosa di attività svolta è l’educazione sociale della donna.
Si credeva forse che l’educazione sociale di base della donna fosse un
bisogno temporaneo. Ma le trasformazioni sociali, la vita comunitaria, i nuovi
obblighi della donna chiamata, alla pari dell’uomo, alla conversazione nazionale
dànno permanente attualità al problema. I bisogni sono tali e la fenomenologia
sociale è così rapida, che coloro stessi che se ne intendono fanno fatica a
poter seguire la quantità e la qualità dei problemi. Tanto più faranno fatica le
donne, che hanno problemi di figli, di casa, di preghiera . . . Come si
orienterà la donna? Occorre una scuola, un movimento. Ed ecco il CIF che qui
vede il domani della sua missione.
A questo punto il Santo Padre desidera fare una raccomandazione. La cultura
anche media, che oggi è diffusa, esige più profonda conoscenza dei problemi
vitali, fondamentali che riguardano la famiglia, la religione, la moralità
pubblica . . . Essi sono in discussione ed i valori che contengono sono
minacciati. Il compito di quante compongono il CIF è grande e provvidenziale,
non solo in sé, ma per la chiamata che la Chiesa rivolge loro.
L’Augusto Pontefice esorta quindi le donne cristiane a difendere il patrimonio
religioso, morale, sociale del popolo italiano. Se non saranno presenti la
battaglia potrebbe essere perduta. Non è questione solo di numero, occorre il
loro animo, la loro generosità, ricchezza di vita religiosa, esperienza ed
iniziativa perché siano difesi i tesori, i principi, il patrimonio del popolo
italiano ed i germi per la sua fecondità avvenire.
Il CIF rappresenta l’argine necessario; forse le sue promotrici non pensavano,
all’inizio, di diventare una tale milizia. Esso non è un’inflazione
organizzativa, ma una risposta ai bisogni del tempo, dati i fatti e l’evoluzione
delle cose. Se saranno perseveranti, l’Italia avrà salvo il suo patrimonio
religioso, di affetti, di civiltà. L’Italia sarà fedele e potrà contribuire a
risolvere positivamente i problemi del mondo moderno.
Se esse saranno forti, allineate, organizzate e fedeli assolveranno una grande
missione. La Chiesa le impegna a questo apostolato e perciò, per renderlo più
fruttuoso ed efficace invoca su di esse ogni grazia celeste e le benedice.
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