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VIAGGIO APOSTOLICO
DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II
A CUBA (21-26 GENNAIO 1998)
OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II
Santiago de Cuba
24 gennaio 1998
1. «Beata la Nazione di cui Dio è il Signore» (Sal
32, 12). Con il salmista abbiamo cantato che la gioia accompagna il popolo che
ha Dio come suo Signore. Più di cinquecento anni fa, quando la croce di
Cristo giunse su questa Isola, e con essa il messaggio salvifico, iniziò
un processo che, alimentato dalla fede cristiana, ha forgiato i tratti
caratteristici di questa Nazione. Fra i suoi uomini illustri vi sono: quel
soldato che fu il primo catechista e missionario di Macaca; il primo maestro
cubano che fu P. Miguel de Velázquez; il sacerdote Esteban Salas, padre
della musica cubana; l'insigne abitante di Bayamo Carlos Manuel de Céspedes,
Padre della Patria, il quale, prostrato ai piedi della «Virgen de la
Caridad», iniziò la sua lotta per la libertà e l'indipendenza
di Cuba; Antonio de la Caridad Maceo y Grajales, la cui statua domina la piazza
che oggi accoglie la nostra celebrazione; a lui sua madre chiese dinanzi al
crocifisso di consacrarsi fino in fondo alla libertà di Cuba. Oltre ad
essi, vi sono molti altri uomini e donne illustri che, mossi dalla loro
incrollabile fede in Dio, scelsero la via della libertà e della giustizia
come basi della dignità del loro popolo.
2. Sono lieto di trovarmi oggi in questa Arcidiocesi tanto insigne, che ha
avuto fra i suoi Pastori San Antonio María Claret. Prima di tutto rivolgo
un cordiale saluto a Monsignor Pedro Meurice Estíu, Arcivescovo di
Santiago de Cuba e Primate di questa Nazione, così come agli altri
Cardinali, Vescovi, sacerdoti e diaconi, impegnati nella diffusione del Regno di
Dio su questa terra. Saluto inoltre i consacrati e le consacrate e tutti i
fedeli qui presenti. Desidero porgere anche un deferente saluto al Signor
Vicepresidente del Consiglio di Stato e Ministro Raúl Castro e alle altre
Autorità civili che hanno voluto partecipare a questa Santa Messa e le
ringrazio per la cooperazione offerta per la sua organizzazione.
3. In questa celebrazione incoroneremo l'immagine della «Virgen de la
Caridad del Cobre». Dal suo santuario, non lontano da qui, la Regina e
Madre di tutti i cubani senza distinzione di razza, di opinione politica
o d'ideologia , guida e sostiene, come nel passato, i suoi figli nel loro
cammino verso la Patria celeste e li incoraggia a vivere in modo che nella
società regnino sempre gli autentici valori morali, che costituiscono il
ricco patrimonio spirituale ereditato dagli avi. A Lei, come fece la cugina
Elisabetta, ci rivolgiamo grati per dirle: «Beata colei che ha creduto
nell'adempimento delle parole del Signore» (Lc 1, 45). In queste
parole vi è il segreto della vera felicità delle persone e dei
popoli: credere e proclamare che il Signore ha fatto meraviglie per noi e che la
sua misericordia giunge a quanti gli sono fedeli di generazione in generazione.
Questa convinzione è la forza che anima gli uomini e le donne che, anche
a costo di sacrifici, si dedicano in modo disinteressato al servizio degli
altri.
L'esempio di disponibilità di Maria ci indica il cammino da
percorrere. Con Lei la Chiesa porta a termine la propria vocazione e missione,
annunciando Gesù Cristo, esortando a fare quanto Egli ci dice; così
costruisce pure la fraternità universale nella quale ogni uomo possa
invocare Dio come Padre.
4. Come la Vergine Maria, la Chiesa è Madre e Maestra nella sequela
di Cristo, luce per i popoli; essa è dispensatrice della misericordia
divina. In quanto comunità dei battezzati, è anche luogo di
perdono, di pace e di riconciliazione; essa apre le sue braccia a tutti gli
uomini per annunciare loro il Dio vero. Servendo la fede degli uomini e delle
donne di questo amato popolo, la Chiesa li aiuta a procedere lungo la via del
bene. Le opere di evangelizzazione che hanno luogo nei diversi ambienti, come ad
esempio le missioni in quartieri e paesi senza chiese, devono essere curate e
promosse perché possano svilupparsi e servire non solo i cattolici, ma
tutto il popolo cubano affinché conosca Gesù Cristo e lo ami. La
storia insegna che senza fede la virtù scompare, i valori morali si
oscurano, la verità non risplende, la vita perde il suo significato
trascendente, e anche il servizio alla Nazione smette di essere animato dalle
motivazioni più profonde. A tale proposito, Antonio Maceo, il grande
patriota della regione orientale diceva: «Chi non ama Dio, non ama la
Patria».
La Chiesa chiama tutti a incarnare la fede nella propria vita, come il
migliore cammino per lo sviluppo integrale dell'essere umano, creato a immagine
e somiglianza di Dio, e per ottenere la vera libertà, che include il
riconoscimento dei diritti umani e la giustizia sociale. A tale riguardo, i
laici cattolici, salvaguardando la loro identità per poter essere «sale
e lievito» nella società della quale fanno parte, hanno il dovere e
il diritto di partecipare al dibattito pubblico con uguali opportunità e
con un atteggiamento di dialogo e di riconciliazione. Parimenti, il bene di una
Nazione deve essere promosso e ricercato dagli stessi cittadini attraverso mezzi
pacifici e graduali. In tal modo ogni persona, godendo della libertà di
espressione, della capacità d'iniziativa e di proposta in seno alla
società civile e dell'adeguata libertà di associazione, potrà
collaborare efficacemente alla ricerca del bene comune.
La Chiesa, immersa nella società, non ricerca alcuna forma di potere
politico per compiere la sua missione, ma vuole essere germe fecondo di bene
comune con la sua presenza nelle strutture sociali. Mira in primo luogo alla
persona umana e alla comunità nella quale vive, sapendo che la sua prima
via è l'uomo concreto con i suoi bisogni e con le sue aspirazioni. Tutto
ciò che la Chiesa reclama per sé lo pone al servizio dell'uomo e
della società. In effetti, Cristo le ha affidato il compito di portare il
suo messaggio a tutti i popoli, e per farlo ha bisogno di uno spazio di libertà
e di mezzi sufficienti. Difendendo la sua libertà, la Chiesa difende
quella di ogni persona, delle famiglie, delle diverse organizzazioni sociali,
realtà vive che hanno diritto a un proprio ambito di autonomia e di
sovranità (cfr Centesimus annus, n. 45). In tal senso, «il
cristiano e le comunità cristiane vivono profondamente inseriti nella
vita dei rispettivi popoli e sono segno del Vangelo anche nella fedeltà
alla loro patria, al loro popolo, alla cultura nazionale, sempre però
nella libertà che Cristo ha portato... La Chiesa è chiamata a
dare la sua testimonianza a Cristo assumendo posizioni coraggiose e profetiche
di fronte alla corruzione del potere politico ed economico; non cercando essa
stessa gloria e beni materiali; usando dei suoi beni per il servizio dei più
poveri ed imitando la semplicità di vita di Cristo» (Redemptoris
missio, n. 43). Questo è un costante e permanente insegnamento del
Magistero sociale, della così detta Dottrina sociale della Chiesa.
5. Nel ricordare questi aspetti della missione della Chiesa, rendiamo grazie
a Dio, che ci ha chiamati a farne parte. In essa la Vergine Maria occupa un
luogo singolare. Ne è espressione la coronazione della venerata immagine
della «Virgen de la Caridad del Cobre». La storia cubana è
costellata di meravigliosi segni di amore verso la sua Patrona, ai cui piedi le
figure degli umili nativi, due indios e un mulatto, simboleggiano la ricca
pluralità di questo popolo. El Cobre, dove si trova il suo Santuario, fu
il primo luogo di Cuba dove gli schiavi conquistarono la libertà.
Amati fedeli, non dimenticate mai i grandi eventi legati alla vostra Regina
e Madre. Con il baldacchino dell'altare maggiore, Céspedes confezionò
la bandiera cubana ed andò a prostrarsi ai piedi della Vergine prima di
iniziare la lotta per la libertà. I coraggiosi soldati cubani, i
mambises, portavano sul petto la medaglia e la «misura» della sua
immagine benedetta. Il primo atto di Cuba libera ebbe luogo nel 1898 quando le
truppe del Generale Calixto García si prostrarono ai piedi della «Virgen
de la Caridad» in una solenne messa per la «Dichiarazione mambisa
d'Indipendenza del popolo cubano». I diversi pellegrinaggi che l'immagine
ha compiuto nei villaggi dell'Isola, accogliendo gli aneliti e le speranze, le
gioie e le sofferenze di tutti i suoi figli, sono sempre stati grandi
manifestazioni di fede e di amore.
Da questo luogo desidero inviare il mio saluto anche ai figli di Cuba che in
qualsiasi parte del mondo venerano la «Virgen de la Caridad»; insieme
a tutti i loro fratelli che vivono in questa bella terra, li pongo sotto la sua
protezione materna, chiedendo a Lei, Madre amorevole di tutti, di riunire i suoi
figli attraverso la riconciliazione e la fraternità.
6. Oggi, continuando questa gloriosa tradizione di amore verso la Madre
comune, prima di procedere alla sua coronazione, desidero rivolgermi a Lei e
invocarla con tutti voi:
Virgen de la Caridad del Cobre Patrona di Cuba! Ave,
Maria, piena di grazia! Tu sei la Figlia amata dal Padre, la Madre di
Cristo, nostro Dio, il Tempio vivo dello Spirito Santo. Porti nel
tuo nome, Virgen de la Caridad, la memoria del Dio che è Amore,
il ricordo del comandamento nuovo di Gesù, l'evocazione dello
Spirito Santo: amore versato nei nostri cuori, fuoco di carità
inviato nella Pentecoste sulla Chiesa, dono della piena libertà dei
figli di Dio. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è
il frutto del seno tuo, Gesù! Sei venuta a visitare il nostro
popolo e hai voluto rimanere con noi come Madre e Signora di
Cuba, nel corso del suo peregrinare lungo i passi della storia.
Il tuo nome e la tua immagine sono scolpiti nella mente e nel
cuore di tutti i cubani, dentro e fuori la Patria, come segno di
speranza e centro di comunione fraterna. Santa Maria, Madre di Dio e Madre
nostra! Prega per noi dinanzi a tuo Figlio Gesù Cristo, intercedi
per noi con il tuo cuore materno, inondato dalla carità dello
Spirito. Accresci la nostra fede, ravviva la speranza, aumenta e
rafforza in noi l'amore. Sostieni le nostre famiglie, proteggi i
giovani e i bambini, consola quanti soffrono. Sii Madre dei fedeli e
dei Pastori della Chiesa, modello e stella della nuova evangelizzazione.
Madre della Riconciliazione! Riunisci il tuo popolo disperso nel
mondo. Fai della nazione cubana una famiglia di fratelli e di sorelle
affinché questo popolo spalanchi la sua mente, il suo cuore e
la sua vita a Cristo, unico Salvatore e Redentore, che vive e regna
con il Padre e lo Spirito Santo, nei secoli dei secoli.
Amen.
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Vaticana
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