Signor Presidente della Repubblica,
1. La sua accoglienza e le sue parole mi hanno profondamente toccato,
mentre ho la gioia di trovarmi ancora una volta nella terra di Francia in
occasione della dodicesima Giornata Mondiale della Gioventù. Le sono
particolarmente riconoscente per le delicate attenzioni che mi testimonia, ed
apprezzo la presenza delle numerose personalità che hanno voluto prendere
parte a questa cerimonia.
Era naturale che un giorno i giovani cattolici, in rappresentanza dei loro
coetanei di più di cento trenta Paesi del mondo, desiderassero radunarsi
a Parigi. Insieme con loro, ringrazio lei, Signor Presidente, come pure le
autorità e i servizi di Stato, della comprensione manifestata nei loro
confronti. Sia che appartengano a vicine nazioni europee oppure a nazioni di
altri continenti, tutti sono lieti di essere accolti dai Francesi di ogni età
e di scoprire il valore delle vostre tradizioni spirituali e culturali, delle
quali essi potranno meglio apprezzare l'importanza per la storia e per la
Chiesa, percependone allo stesso tempo l'influenza sino ai giorni nostri.
2. Nel rivolgermi a Lei, Signor Presidente, nelle prime ore del mio
soggiorno, desidero salutare cordialmente tutti i Francesi, ai quali auguro di
sperimentare la prosperità e di continuare a porre al servizio dei
fratelli del loro Paese e di ogni continente le qualità e gli ideali che
a loro appartengono.
Numerosi giovani del mondo sono stati accolti in questi ultimi giorni nelle
diverse regioni della Francia, ed ora sono riuniti a Parigi. Desidero esprimere
la gratitudine della Chiesa per l'ospitalità generosa accordata a questi
visitatori nei dipartimenti ed ora nell'Ile-de-France. Ringrazio particolarmente
i parigini e gli abitanti dell'Ile-de-France i quali, pur con qualche
inconveniente, permettono ai loro ospiti di vivere questi giorni nelle migliori
condizioni possibili.
3. In una circostanza così eccezionale, sono felice di ritrovare i
fedeli della Francia; custodisco nel cuore il ricordo della calorosa accoglienza
che già molte volte hanno voluto riservarmi, e in particolare nello
scorso settembre. Insieme con la Giornata mondiale, due avvenimenti segnano per
i cattolici francesi in maniera singolare questo anno: penso anzitutto al
centenario della morte di santa Teresa di Lisieux, alta figura spirituale
conosciuta ed amata nel mondo intero, che i giovani di tutti i popoli hanno
giustamente celebrato; in secondo luogo, domani avrò la gioia di
proclamare beato Federico Ozanam, apostolo di una carità rispettosa
dell'uomo e, al tempo stesso, attento e previdente verso i problemi sociali.
Queste due diverse personalità sono, tra tanti altri, testimoni di
quell'apporto fecondo dato dai cattolici francesi alla Chiesa universale.
4. La mia venuta a Parigi segna una nuova tappa in una sorta di ampio
itinerario percorso insieme con i giovani attraverso il mondo da dodici anni,
per uno scambio con loro sempre nuovo. Essi vengono per rafforzare insieme la
loro volontà di costruire un mondo più ospitale, un avvenire più
pacifico. Molti di loro, nella loro regione e nelle rispettive nazioni,
sperimentano le sofferenze che portano con sé conflitti fratricidi e il
disprezzo dell'essere umano: troppo spesso essi si scontrano con la precarietà
del lavoro, con una povertà estrema; la loro generazione cerca con
difficoltà non soltanto un minimo di mezzi materiali, ma pure delle
ragioni di vita e degli obiettivi che motivino la loro generosità. Si
rendono conto che non saranno felici se non bene integrati in una società
dove la dignità umana è rispettata e la fraternità reale.
Essi hanno qui un'occasione privilegiata di porre in comune le loro aspirazioni
e di comunicare gli uni agli altri le ricchezze delle loro culture ed
esperienze.
La loro ricerca ha come spinta interiore una richiesta di ordine spirituale
che li ha spinti a prendere il bastone da pellegrino, ad immagine di coloro che
li hanno preceduti, attraversando i continenti come artigiani di pace, fratelli
degli uomini e cercatori di Dio.
5. Signor Presidente, Signore e Signori, grazie per aver compreso
l'importanza di tale vasto raduno della speranza nella vostra insigne capitale.
Sono convinto che gli sforzi fatti per ricevere questi ospiti così
diversi produrranno frutti duraturi sia per loro stessi che per i vostri
connazionali.
Nel rinnovare la mia personale gratitudine, invoco di tutto cuore su di voi
e su tutto il popolo francese l'abbondanza delle benedizioni divine.