DISCORSO ALL'ASSEMBLEA PLENARIA DEL PONTIFICIO
CONSIGLIO DELLA CULTURA
Signori Cardinali, cari amici.
1. Sono lieto di accogliervi in occasione della riunione annuale del
Pontificio Consiglio per la Cultura. Dopo un primo quinquennio, ricco di
promesse e di realizzazioni, si apre ora una nuova fase per il vostro dicastero
e io sono felice di salutare tra voi i membri di recente nomina. In America del
Nord e in America latina, in Africa e in Asia, in Europa voi siete testimoni
della vitalità e della diversità delle culture, come anche della
presenza della Chiesa in tutti i campi in cui si svolge l'attività umana.
Il dinamismo evangelico è all'opera nelle più grandi realizzazioni
della cultura: la filosofia e la teologia, la letteratura e la storia, la
scienza e l'arte, l'architettura e la pittura, la poesia e il canto, le leggi,
la scuola e l'università. Cari amici, vi spetta di essere nella Chiesa i
testimoni attivi delle culture odierne e i rappresentanti visibili e operosi del
Pontificio Consiglio per la Cultura in tutto il mondo.
2. Il recente Sinodo dei Vescovi, dedicato alla vocazione e alla missione
dei laici nella Chiesa e nel mondo, a vent'anni dal Concilio Vaticano II, ha
sottolineato l'urgenza di formare laici che rendano il Vangelo più
presente nel tessuto vivo delle culture, negli ambienti che segneranno domani le
mentalità e ispireranno i comportamenti: la famiglia, l'impresa, la
scuola, l'università, i mezzi di comunicazione sociale. Alcuni di voi
hanno fatto un'osservazione di rilievo, sottolineando l'importanza dell'impegno
per aprire il mondo intellettuale e universitario ai valori evangelici.
I lavori del Sinodo hanno fatto prendere coscienza ancor più
chiaramente che la sfida per tutti i battezzati è di testimoniare la loro
fede con intelligenza e coraggio, in modo da portare la salvezza e la speranza
nelle culture del nostro tempo. Vi invito di nuovo a far meglio comprendere ai
nostri contemporanei che cosa significhi concretamente e vitalmente
evangelizzare le culture. Il compito è arduo e complesso, ma il mio
incoraggiamento, il mio appoggio e la mia preghiera vi accompagnano in questa
missione a cui attribuisco un'importanza primaria.
3. Perché il Vangelo possa fecondare le culture di questo mondo in
pieno cambiamento, un impulso rinnovato deve venire da tutte le componenti della
Chiesa, dagli organismi della Santa Sede come dalle Conferenze episcopali, dalle
organizzazioni cattoliche internazionali come dalle comunità religiose e
dagli istituti secolari, dai laici impegnati nella ricca diversità dei
movimenti di apostolato, come anche nelle istituzioni civili.
Il vostro presidente esecutivo mi ha informato dei progetti di incontri,
preparati da tempo, che vi permettono a poco a poco di entrare in contatto con
le realtà vive della Chiesa in tutti i continenti. Penso in particolare
al prossimo colloquio africano promosso dalla signora Victoria Okoye, che vi
permetterà, dopo Onitsha, di riconoscere l'impegno rilevante delle donne
africane per trasmettere la fede e la cultura, per incarnare i valori del
Vangelo nelle nuove generazioni che saranno l'Africa del prossimo millennio.
Nel quadro delle attività della Santa Sede presso le istituzioni
internazionali, a cominciare dall'Unesco e il Consiglio d'Europa, voi avete un
contributo specifico da portare secondo le vostre competenze, al fine di rendere
più incisiva la presenza dei cristiani e delle loro organizzazioni nelle
grandi assemblee dove si dibattono i problemi dell'educazione, della scienza,
dell'informazione e della cultura. Incoraggio vivamente la vostra partecipazione
alle iniziative prese dai dicasteri romani per realizzare quegli obiettivi che
rispondono alle aspirazioni della nostra epoca, così sensibile ai valori
di una cultura solidale e fraterna.
4. Al termine del primo quinquennio, ho il piacere di rendere omaggio a
tutti coloro che si sono impegnati senza risparmiare energie per creare il
Pontificio Consiglio per la Cultura, e renderlo presente, vivo, attivo in tutto
il mondo. Il caro Cardinale Garrone e i membri del Consiglio di presidenza, il
Cardinale Poupard e il Comitato esecutivo, il Consiglio internazionale, tutti
avete lavorato senza tregua per realizzare il mandato che vi avevo affidato il
20 maggio 1982 istituendo questo Consiglio. Come testimoniano il vostro
bollettino e altre pubblicazioni, questo nuovo dicastero della Santa Sede è
riuscito, con un suo stile, ad attivare a Roma come nel resto del mondo, una
rete viva di collaboratori e ad intraprendere un'azione capillare che comincia a
portare frutto. Mi è caro in particolare sottolineare l'utilità
della collaborazione con gli altri organismi della Santa Sede, con le Conferenze
episcopali, con le organizzazioni cattoliche internazionali, con le Conferenze
dei religiosi. Cari amici, con la vostra nuova équipe, proseguite questa
fruttuosa cooperazione, in stretta unione con la Pontificia Accademia delle
Scienze, come ho già sottolineato a più riprese.
Apprezzo inoltre la vostra collaborazione con la Commissione Teologica
Internazionale. I problemi concernenti la fede e l'inculturazione, che voi avete
cominciato ad esaminare insieme, meritano certamente uno studio approfondito per
portare in luce un'adeguata pastorale della cultura.
5. Il progetto «Chiesa e cultura universitaria», portato avanti
insieme con la Congregazione per l'Educazione Cattolica e il Pontificio
Consiglio per i Laici, può anche diventare un mezzo efficace di
collaborazione della Chiesa alla promozione cristiana di una civiltà
dell'amore e della verità, alla vigilia del nuovo millennio. Il mondo
universitario costituisce per la Chiesa un campo privilegiato per la sua opera
evangelizzatrice e per la sua presenza culturale. Quali valori umani e religiosi
segneranno la cultura universitaria di domani? Chi non vede la serietà di
tali questioni per la salute intellettuale e morale delle nuove generazioni? La
posta in gioco è molto complessa e richiede una collaborazione attiva da
parte di tutti nella Chiesa. Perciò mi rallegro per lo studio e le
riflessioni comuni che il Pontificio Consiglio per la Cultura e i due dicasteri
già citati hanno messo in atto, in collaborazione con gli episcopati, le
organizzazioni dei laici e gli istituti religiosi, affinché l'azione
della Chiesa sulla cultura universitaria risponda veramente alle esigenze della
nostra epoca.
6. In quest'anno mariano, che la Madonna sia la vostra stella e il vostro
modello! Donandoci suo Figlio, Gesù, ella tutto ci ha donato. Nella sua
persona, i valori umani sono stati assunti e trasfigurati in un mistero
congiunto di interiorità e di trascendenza. Sul suo esempio la vostra
cultura sia il riflesso di quello che avete ricevuto e il crogiolo di quello che
offrite alla Chiesa e al mondo, cioè la testimonianza che il regno
annunciato dal Vangelo è vissuto nella vostra propria cultura!
Con tutti i miei auguri per le vostre persone e le vostre famiglie, vi
assicuro la mia preghiera per la fecondità del vostro lavoro, sul quale
chiedo l'abbondanza della grazia divina, mentre di tutto cuore vi impartisco la
mia benedizione apostolica.
15 gennaio 1988
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