ALLOCUZIONE AI PARTECIPANTI DELLA XXIV CONFERENZA
DELLA FAO
Signor Presidente, Signor Direttore Generale, Vostre
Eccellenze, Gentili Delegati e Uditori.
1. E' per me un immenso piacere avere quest'opportunità di
incontrarvi, rappresentanti ed esperti degli Stati e delle organizzazioni membri
della FAO. Do il benvenuto a voi partecipanti alla XXXIV assemblea generale che
ha luogo qui a Roma. Quest'incontro al Vaticano, rinnovato più volte sin
dall'inizio della vostra Organizzazione nel 1945, è divenuto oramai una
tradizione delle vostre assemblee. Colgo l'opportunità per esprimere i più
cordiali saluti al direttore generale, Edouard Saouma, che inizia un nuovo
periodo del suo ufficio. Assicuro a tutti voi la mia stima per il lavoro svolto
dall'Organizzazione e riconfermo lo speciale interesse che la Santa Sede ha per
le questioni relative alla fame e alla malnutrizione nel mondo, come indicai nel
messaggio inviato in occasione della Giornata mondiale della fame.
2. Gli interessi e le preoccupazioni che diedero origine alla FAO non hanno
risolto ancora alcuni problemi urgenti esistenti dall'anno della fondazione
dell'Organizzazione. I paesi membri sono impegnati ad elevare il livello di
nutrizione e gli standard di vita dei loro popoli, a incrementare la produzione
e la distribuzione degli alimenti e dei prodotti agricoli, con particolare
attenzione a migliorare le condizioni della popolazione rurale. Il principale
scopo della FAO è la sicurezza alimentare mondiale, per la quale tutti i
popoli devono sempre avere possibilità economiche e fisiche di ottenere
il cibo di cui hanno bisogno.
Semplicemente menzionando queste intenzioni si riconosce la natura globale
dei compiti che sono stati intrapresi. Come in altri campi dell'attività
umana, la produzione di cibo, la sua accessibilità e la sua
distribuzione, sono questioni che oggi vanno al di là delle frontiere
delle singole nazioni e anche degli stessi continenti. La struttura dei vostri
sforzi deve essere fatta di comprensioni internazionali, collaborazione e buona
volontà. Se gli stati non sono disposti ad assumere un atteggiamento di
apertura e solidarietà nella famiglia umana, i vostri sforzi
incontreranno seri ostacoli e difficoltà.
L'ideale originario e l'ispirazione che guida la FAO hanno bisogno di
essere costantemente sostenuti e rafforzati. E' dalla convinzione morale della
bontà delle intenzioni originali che voi traete la forza necessaria per
far fronte ai compiti tecnici e umani. Condividendo sempre più pienamente
questa convinzione gli stati membri troveranno la forza di lavorare insieme
nella grande causa per eliminare dalla faccia della terra l'antica piaga della
fame. L'estensione e la varietà delle attività mondiali e dei
progetti di assistenza tecnica della FAO in così tanti paesi in via di
sviluppo, parlano chiaramente del bisogno che il mondo ha di questa
Organizzazione. E' da sperare inoltre che la vostra dedizione continua e la
vostra cura consolideranno gli stati membri nello scopo da raggiungere. La
capacità di ogni Organizzazione internazionale di agire effettivamente
dipende molto dalla forza di consenso e dall'unità dei propositi dei suoi
membri.
3. Considerando lo stato attuale della situazione alimentare nel mondo, si
rimane impressionati del contrasto tra l'esistenza di un sovrappiù in
alcune aree, soprattutto di cereali, e il presente stato di crisi in altre aree,
dove la gente non ha abbastanza da mangiare, al punto che esiste un reale
pericolo di morte per fame. Per rispondere a questa tragica situazione c'è
urgente bisogno di solidarietà internazionale. Esiste l'impegno, attuale
e futuro, di rendere le risorse accessibili a coloro le cui vite sono
maggiormente in pericolo. Ciò è particolarmente vero in quanto la
produzione alimentare mondiale eccede ai fabbisogni dell'attuale popolazione
mondiale. Di fatto è oggettivamente prevedibile che in futuro sarà
prodotto sufficiente cibo per una popolazione mondiale accresciuta. Il progresso
scientifico e tecnologico nella coltivazione e nell'uso delle risorse della
terra, che risulta in nuovi e migliori prodotti, può garantire
quest'abbondanza.
Tale aspetto è valido se si considera la produzione alimentare nella
sua interezza; rimangono però al momento scarsità in certe regioni
e paesi rispetto ai loro livelli di popolazione, scarsità talvolta
aggravate da fattori sociali e politici. Queste aree colpite hanno costantemente
bisogno di assistenza tecnica per sviluppare le proprie risorse a beneficio
delle loro popolazioni. Ma il loro immediato benessere dipende anche
dall'effettuazione di un miglior sistema di distribuzione, con disposizione per
l'uso del surplus alimentare per andare incontro agli urgenti bisogni delle
vittime della siccità e delle carestie.
Inoltre devono essere sviluppati dei modi per bilanciare la giusta
richiesta da parte dei produttori di prezzi giusti per i beni da loro offerti, e
la reale capacità delle nazioni più povere di pagare i beni di cui
abbisognano. Questo è un problema complesso che richiede un ripensamento
circa la priorità, sia da parte dei paesi sviluppati che da parte di
quelli in via di sviluppo. L'intera comunità internazionale è
chiamata a porre la questione dello squilibrio negli scambi internazionali.
Soprattutto è richiesta una nuova mentalità, che ricerchi una
genuina forma di giustizia nelle relazioni internazionali, nelle quali gli
interessi dei più poveri vengano meglio salvaguardati e l'eccessiva
difesa di particolari interessi venga sostituita da una sincera ricerca del vero
bene comune dell'intera famiglia umana.
4. E' oggi più che mai ovvio che i problemi riguardanti
l'alimentazione e l'agricoltura devono venir affrontati nel contesto della
situazione economica mondiale. Concrete linee di condotta sono fortemente minate
da forze e debolezze, oscillazioni e crisi nell'economia mondiale. Solo in
questo contesto è possibile formulare e adempiere processi di crescita
economici, monetari, sociali e politici nelle nazioni individuali e sul piano
internazionale.
Un'istanza particolarmente impressionante di questo fatto sono le difficoltà
che vivono i paesi con un enorme debito pubblico. Anche se ci sono altre
condizioni favorevoli a una reale crescita, questi paesi vedono il loro
progresso frenato dall'immensità del loro debito, con il conseguente
esaurimento delle risorse. La gravità del problema relativo al debito
pubblico presente nella comunità mondiale ha indotto la Santa Sede a
pubblicare un documento redatto dalla Commissione Pontificia «Iustitia et
Pax», concernente gli aspetti etici della questione del debito
internazionale. La Chiesa è convinta che le relazioni economiche non
possano essere distaccate dalle questioni morali ed etiche, poiché la
persona umana è il cuore di ogni impegno e attività umana.
Infatti, come la presentazione del Documento sottolinea, «le strutture
economiche e i meccanismi finanziari sono al servizio della persona umana e non
viceversa». Esso esprime la speranza che «le relazioni di scambi e i
meccanismi di finanza che vanno di pari passo possano essere riformati prima che
la pusillanimità e l'egoismo - siano essi privati o collettivi -
degenerino in conflitti irrimediabili» («Al servizio della comunità
umana: un approccio etico alla questione del debito internazionale»,
presentazione). La Santa Sede spera anche che come esito si arrivi a un maggiore
senso di responsabilità e solidarietà tra le nazioni del mondo,
che vengano fatti degli sforzi per stabilire relazioni internazionali e
assistenza internazionale sui principi di genuina giustizia e mutuo rispetto.
5. Un'altra seria questione riguardante l'alimentazione e l'agricoltura che
deve essere affrontata da una prospettiva globale è l'urgente questione
della protezione dell'ambiente. Rispetto a ciò ebbi l'occasione, alcuni
giorni fa, di parlare a un incontro organizzato dalla Pontificia Accademia delle
Scienze sul tema «Un moderno approccio alla protezione dell'ambiente».
Di particolare interesse è la crescita del disboscamento e della
desertificazione. «Nei paesi in via di sviluppo, caratterizzati
generalmente da condizioni climatiche avverse e ostili, esiste l'acuto problema
della distruzione delle foreste nelle regioni tropicali umide e quello della
desertificazione nelle regioni tropicali secche, problemi che minacciano il
nutrimento delle popolazioni. Le scoperte della scienza devono essere utilizzate
per assicurare un'alta produttività del territorio in modo che sia
garantito alle popolazioni cibo e sostentamento senza distruggere la natura».
Comunque, l'ambiente è in pericolo non solo nei paesi in via di sviluppo.
«Nei paesi industrializzati esistono dei problemi preoccupanti riguardanti
i prodotti di scarto in forma liquida, solida, gassosa o radioattiva. Pratiche
imprudenti hanno causato seri danni alla natura. Scarichi incontrollati hanno
causato piogge acide, scorie nell'ambiente e contaminazione dei mari» (6
novembre 1987, n. 2).
Se si vuole risolvere tali seri problemi è necessario uno sforzo
comprensivo da parte di tutti i governi e le industrie, così come sforzi
educativi e culturali, sostenuti e incoraggiati da organizzazioni
internazionali, inclusa la FAO.
Allo stesso modo, progressi nel campo dell'ingegneria genetica, che in
alcuni casi portano a legittimare delle scoperte applicate alla genetica umana,
tuttavia offrono la speranza di grandi benefici per lo sviluppo dei paesi se
applicate alla genetica vegetale e animale. Un benefico e reale progresso in
questi campi sarà effettivo solo se ci sarà un più grande
senso di interdipendenza e solidarietà.
La Santa Sede esprime il suo sostegno alla FAO nel suo impegno ad offrire
linee guida per l'effettiva applicazione della genetica vegetale, specialmente
per quanto riguarda la condivisione dei risultati delle ricerche scientifiche in
maniera ricca e aperta e particolarmente a beneficio delle aree che più
hanno bisogno di questa assistenza tecnica e scientifica.
6. Dopo oltre quattro decenni di esistenza delle Nazioni Unite a delle
agenzie intergovernative associate ad essa, si desidera che lo spirito di
speranza e solidarietà che ispirò i membri fondatori venga
rinnovato e accresciuto, rendendo la comunità internazionale sempre più
capace di raggiungere obiettivi di pace, libertà e progresso sociale che
soli offrono all'umanità la prospettiva di un futuro migliore. A questo
riguardo la FAO svolge un ruolo importantissimo, e il suo speciale contributo al
benessere delle popolazioni del mondo chiama a una collaborazione responsabile
da parte di tutti gli stati che hanno dato il loro apporto ai suoi regolamenti
fissati dalla legge.
Di particolare importanza è la reale documentazione da voi offerta
concernente lo stato attuale della produzione agricola e alimentare nei singoli
paesi e nel mondo. L'assistenza della vostra Organizzazione nei progetti e
programmi organizzativi a favore dei governi e delle altre organizzazioni
internazionali è veramente necessaria e auspicabile; così anche i
vostri sforzi nel cercare adeguati finanziamenti per progetti in paesi in via di
sviluppo sono non solo su una base bilaterale, bensì su una più
ampia base multilaterale.
La crescente attivazione e l'espansione delle cooperazioni tecniche
intraprese dalla FAO sono un beneficio per molti paesi, specialmente nella
misura in cui rafforzano la capacità dei governi di analizzare situazioni
locali e di formulare e di attivare appropriati programmi e progetti di sviluppo
culturale. Un aspetto particolare delle attività della FAO che merita
particolare lode è la pronta risposta alla grave situazione alimentare
che colpisce il continente africano.
7. Esprimendo l'apprezzamento della Santa Sede per i risultati così
ampi, desidero assicurarvi, distinti rappresentanti ed esperti, del continuo
interesse della Chiesa per gli scopi e le attività della vostra
Organizzazione. E' preoccupata soprattutto del completo benessere delle persone
umane che sono, in ultima analisi, i beneficiari del vostro servizio. Imploro
per voi i doni di Dio Onnipotente di sapienza, forza e compassione
nell'adempimento degli elevati compiti al servizio dell'umanità. La
comunità internazionale diventi sempre più sensibile ai bisogni
dei poveri e degli affamati nel mondo. Dio vi benedica abbondantemente.
13 novembre 1987
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