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VIAGGIO APOSTOLICO NELLA REPUBBLICA CECA E IN POLONIA
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLA CITTADINANZA
Bielsko-Biała (Polonia) -
Lunedì, 22 maggio 1995
Sia lodato Gesù Cristo! Cari Fratelli e Sorelle – abitanti di Bielsko-Biała!
1. Partecipiamo insieme alla grande gioia della Chiesa per la canonizzazione di
un nuovo santo martire – Jan Sarkander, originario della vicina Skoczów. Il
fatto di una così stretta vicinanza con Skoczów permette a voi, agli abitanti di
Bielsko-Biała, di ritenervi in un certo senso concittadini del nuovo Santo...
Guardo la vostra città con ammirazione, poiché dopo tanti anni d’assenza, vedo
quanto è cambiata, come si è sviluppata. Costituisce oggi non soltanto un vitale
centro industriale, ma anche un importante centro culturale di Podbeskidzie, ai
piedi dei monti Szyndzielnia e Magurka, che molte volte attraversavo a piedi,
come tutta questa parte di Beskidy. So che anche qui non mancano difficili
problemi sociali ed economici, come per esempio la questione della
disoccupazione, e dell’espansione tra la popolazione della fascia di povertà,
che tocca dolorosamente numerose famiglie. A tutti coloro che soffrono per
questi motivi desidero dire: la Chiesa, come prima, così anche oggi, è vicina a
voi e non vi dimentica!
Saluto tutti gli abitanti di Bielsko-Biała e le Autorità cittadine e provinciali e, una volta ancora, ringrazio per il
contributo dato alla preparazione di questa visita. A coloro che si affaticano
nelle aziende di lavoro dico: “Dio vi benedica!”. Rivolgo un saluto particolare
ai malati negli ospedali e nelle case di cura. Visito in spirito e benedico
tutte le famiglie di questa regione. Saluto i bambini e i giovani che studiano
nelle scuole (specialmente i maturandi di quest’anno – gli esami sono ormai
vicini!) e gli studenti degli atenei. Tutti abbraccio con la mia preghiera.
Sono stato legato alla vostra città di Bielsko-Biała sin dalla prima infanzia, poiché a Biała nacque mio padre; qui e nel circondario abitavano i miei parenti, e
nell’ospedale di Bielsko lavorava il mio fratello maggiore – medico, che ivi
morì, servendo gli ammalati. Sono molto grato al Consiglio Municipale di Bielsko
per aver deciso di commemorare il suo lavoro e la sua morte con un’apposita
targa. Poi si aggiunsero legami di altro tipo derivanti dal mio ministero
episcopale nella Chiesa di Cracovia, la quale fino a poco tempo fa comprendeva
la città di Biała, fino al fiume Białka. Bielsko era già in Slesia. Ma oggi tutto è cambiato, tutta la città è nella
diocesi Bielsko-Żywiec.
2. Ciò che colpisce in Bielsko-Biała è il fatto dell’incontro e dell’armoniosa compenetrazione qui di due
tradizioni culturali e religiose: cioè della tradizione di Cracovia e di quella
della Slesia. Questa è la grande ricchezza di questa città e dell’intera
regione. Questa pluralità nell’unità costituisce anche la grande ricchezza
spirituale della nuova Diocesi di Bielsko-Żywiec. Bisogna che voi, cari
fratelli e sorelle, attingiate abbondantemente a queste risorse, ed anche che
costantemente le moltiplichiate. Si tratta di scambiare i doni spirituali. Che
questo scambio contribuisca all’approfondimento e allo sviluppo della vita
cristiana di tutti e di ciascuno!
Attualmente Bielsko-Biała è non soltanto la sede della provincia, ma anche la sede della Diocesi, cioè
della Chiesa locale. È in un certo senso una nuova qualità nella vita di questa
città. Questo è anche un nuovo compito. La Sede di una Diocesi non è soltanto un
centro amministrativo, ma prima di tutto un centro d’irradiazione spirituale su
tutta la regione. Auguro dunque che Bielsko-Biała sia sempre più matura per questo ruolo così importante, a vantaggio di tutti.
3. Vorrei menzionare un evento ancora, attraverso il quale la vostra città si è
iscritta profondamente nella mia memoria. Il quartiere “Złote lany”. La parrocchia di san Giuseppe nel quartiere “Złote lany” fu l’ultima parrocchia in cui mi fu dato di svolgere la visita
canonica, come Metropolita di Cracovia, prima dell’elezione alla Sede di san
Pietro in Roma, nel 1978. Questa era una parrocchia particolare. Ricordo ancora
oggi le lotte veramente drammatiche per la sua fondazione. Ricordo con quanti
sacrifici da parte dei pastori e dei fedeli bisognava pagare perché fosse nata.
Mi edificavo con la loro fede e il loro atteggiamento. E in quel periodo, di
simili casi nell’Archidiocesi di Cracovia e in tutta la Polonia ce n’erano
molti. In quell’epoca bisognava lottare per il diritto di Dio al posto nella
vita di questa Nazione, perché le autorità dello Stato lo rifiutavano
sistematicamente.
Per quale motivo lo ricordo oggi? Lo ricordo, perché il problema del posto per
Dio nella vita dell’uomo e dell’umana società è sempre attuale e sempre aperto.
Ricordiamo che Gesù ha detto: “Ecco, sto alla porta e busso” (Ap 3, 20).
L’uomo gli aprirà e gli farà posto nella propria vita? Gli farà posto
nell’ambito della società, della cultura, dell’economia, ed anche della
politica?... È una domanda da porre costantemente.
Auguro a voi qui presenti che nella vostra vita mai manchi il posto per Cristo!
Auguro a questa città che in essa mai manchi il posto per Cristo!
Per l’intercessione di san Jan Sarkander Martire, chiedo nella preghiera il
coraggio della testimonianza di fede per tutti voi, e per questo cammino di
tutto cuore vi benedico: Nel nome del Padre, e del Figlio e dello Spirito Santo.
Dio vi ricompensi.
© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana
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