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VIAGGIO APOSTOLICO NELLA REPUBBLICA CECA E IN POLONIA
PAROLE DI GIOVANNI PAOLO II
AI CARDINALI E AI VESCOVI
Olomouc (Repubblica Ceca) -
Domenica, 21 maggio 1995
Non so come parlare, forse è meglio in italiano perché lo capiscono tutti. È
stata una grande giornata. Io mi sento molto soddisfatto. Ho ringraziato molto
la misericordia di Dio che ha consentito di arrivare a questo momento, perché
per tanti anni non è stato possibile, non si poteva pensare di venire qui. Sono
potuto ancora tornare in Polonia, anzi sono potuto andare più volte. Ricordo che
la prima volta, nel ‘79, ebbi modo di salutare i fratelli cechi a Gniezno. E ciò
sembrò già un rovesciamento del sistema sovietico nei paesi dell’est. Ma si vede
che la Provvidenza è più forte. Siamo arrivati, ancora in questa vita, a vedere
Olomouc, non solo Praga, l’Ungheria, altri Paesi; la Slovacchia la vedremo tra
poco, a Bratislava già siamo stati. Forse adesso sono più provati i fratelli
croati e sloveni, la Bosnia ed Erzegovina: Ma speriamo che anche là si possa
andare. I due nomi che oggi abbiamo iscritto nel catalogo dei Santi sono ben
conosciuti e molte volte dati ai neonati come nome di battesimo. Questo
pomeriggio avrò ancora un incontro con la gioventù, come dice il Vescovo
Ausiliare “una piccola Manila”. Una volta forse sarà più grande. C’è stata anche
una Manila di Czestochowa, ma ci vorrebbe ancora un’altra “piccola Manila” come
dice lui. Vorrei salutare ancora individualmente tutti i confratelli Cardinali e
Vescovi. Per il momento ringraziamo il Signore per questo pranzo nella residenza
dell’Arcivescovo di Olomouc. Ringraziamo il Signore.
© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana
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