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VIAGGIO APOSTOLICO NELLE FILIPPINE, IN PAPUA NUOVA GUINEA, AUSTRALIA
E SRI LANKA
INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II
CON LA POPOLAZIONE NEL «SIDNEY DOMAIN»
Sidney (Australia)
- Mercoledì, 18 gennaio 1995
Cari amici australiani, buona sera
1. Come potete vedere, sono ancora una volta qui in Australia. Negli ultimi
mesi alcune persone si sono chieste se sarei stato in grado di venire. Tuttavia
la Divina Provvidenza mi ha permesso di effettuare questo pellegrinaggio, che mi
ha già portato a Manila nelle Filippine per la Giornata Mondiale della Gioventù
e per il Quarto Centenario della presenza istituzionalizzata della Chiesa in
quelle isole. Come potete vedere i giovani sono molto forti! Essi hanno spinto
il Papa a venire non solo nelle Filippine ma anche in Australia! Poi ho avuto la
gioia di recarmi a Port Moresby in Papua Nuova Guinea per la Beatificazione di
Pietro To Rot, un catechista che ha dato la sua vita per la fede in un campo di
prigionia, poco prima della fine della Seconda Guerra Mondiale. Ora eccomi a
Sidney per la Beatificazione di Madre Mary MacKillop. Da qui mi recherò a
Colombo per un’altra Beatificazione, quella di Padre Joseph Vaz, il grande
missionario dello Sri Lanka. Finché Dio lo permetterà io dovrò continuare ad
adempiere il ministero di Pietro: professare che Gesù Cristo è il Messia e il
Signore (cf. Mt 16, 16) e confermare i miei fratelli e le mie sorelle
nella fede vera (cf. Lc 22, 32).
Sono grato a tutti voi per il gentile e cordiale benvenuto che mi avete
riservato questa sera. Ringrazio in particolare il Primo Ministro del Nuovo
Galles del Sud e tutte le autorità locali, federali e statali. Sono lieto di
essere con il Cardinale Clancy, gli altri miei Fratelli Vescovi, e così tanti
sacerdoti, religiosi e laici della Chiesa a Sydney e di altre parti di questa
vasta terra, non so se basta dire “questa vostra terra”. È un continente! Il più
piccolo, ma un continente! Con le parole del Nuovo Testamento vi saluto tutti:
“Grazia e pace sia concessa a voi in abbondanza” (2 Pt 1, 2). Le parole
di San Pietro.
2. Qui, nel territorio di Sidney, siamo circondati da impressionanti simboli
dell’Australia moderna, strabilianti costruzioni che sono come monumenti alla
benedizione che Dio Onnipotente ha profuso sul vostro Paese. Tutti ci ricordiamo
che l’arte, la scienza, il governo e la religione hanno contribuito alla
formazione della società creativa e vigorosa che si è sviluppata nel vostro
Paese. Per i credenti queste opere dell’uomo rievocano una realtà più profonda,
più misteriosa: il fatto che noi stessi siamo le pietre viventi che Dio sceglie
per costruire il suo Regno tra noi. Egli desidera far uso di ognuno di noi in
modo che il mondo venga riedificato nella giustizia e nella pace.
Avete appena assistito ad una rappresentazione che ha illustrato la vita e
l’opera di Mary MacKillop, Madre Maria della Croce. Essa rappresenta un esempio
eminente di come Dio usi una persona, ogni persona che realmente voglia essere
uno strumento di Dio, per cambiare le cose in meglio, e per portare la luce e la
speranza nel cuore umano. La sua storia, la storia di Mary MacKillop, esorta
tutti voi Australiani ad un rinnovamento personale e sociale radicale,
chiamandovi ad abbracciare e a vivere la speranza che è nostra in Cristo Gesù
(cf. 1 Pt 1, 3). Mary MacKillop ha consacrato tutto il suo essere a Dio,
e rispondendo alla richiesta della sua vocazione religiosa ha cercato ogni
giorno di obbedire al primo di tutti i Comandamenti: “Amerai il Signore Dio tuo
con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”; e al
secondo comandamento che è come il primo: “Amerai il prossimo tuo come te
stesso” (Mt 22, 37-39). Poiché l’amore di Dio infiammò il suo cuore, ella
difese tenacemente i deboli, i poveri, i sofferenti e tutti coloro che vivevano
ai margini della società. Lavorò per assistere le donne e le famiglie in
disgrazia e per sradicare l’ignoranza tra i giovani. Con una volontà risoluta e
un cuore misericordioso scorse in ognuno dei suoi fratelli e delle sue sorelle
l’immagine e la somiglianza di Dio; vide in ogni individuo un’anima inestimabile
per la quale Cristo aveva versato il suo Preziosissimo Sangue. In lei, le
persone reiette, non amate ed emarginate dalla società trovarono conforto e
forza. Attraverso il suo lavoro diventò una potente fonte di ispirazione per
altre donne come lei, e dalla loro esperienza condivisa nacque la Congregazione
delle Sorelle di San Giuseppe. La fede e l’impegno di Mary MacKillop sono
diventati una parte della vostra eredità australiana: una fede immersa nella
conoscenza di Dio, una speranza piena della presenza di Cristo, un amore
espresso dall’altruismo di un cuore sincero e indiviso.
3. L’Australia ha bisogno del tipo di impegno di cui Mary MacKillop è un
esempio così significativo. Considerate la storia del vostro Paese: l’Australia
attuale è sorta da uomini e donne provenienti da ogni parte del globo, che sono
approdati sulle vostre sponde in cerca di una vita migliore o in cerca di
libertà, giustizia e tolleranza. Di conseguenza, la vostra è una società di
varietà multi-culturale. In un mondo in cui l’unità è sempre più minacciata
dalla rivalità etnica e da atteggiamenti razzisti, dovete continuare ad essere
saldamente ancorati agli ideali di armonia e di solidarietà, basati sul rispetto
della dignità inalienabile di ogni essere umano, senza eccezioni.
4. Sono felice di avere incontrato qui, stasera, i rappresentanti delle varie
Chiese cristiane e delle Comunità ecclesiali presenti in Australia. All’inizio
di questa settimana di Preghiera per l’Unità Cristiana, quando i seguaci di
Cristo nel mondo implorano lo Spirito Santo per il dono della riconciliazione e
dell’unità, uniamo le nostre speranze e le nostre preghiere per la grazia e la
saggezza necessarie a superare le divisioni del passato, che hanno portato a
incomprensioni e sfiducia reciproche. Vi incoraggio nel vostro impegno per un
dialogo ecumenico autentico, così come riconfermo lo stesso impegno da parte
della Chiesa Cattolica, nella certa speranza che un giorno la preghiera di
Cristo in occasione dell’Ultima Cena diventi una realtà: “perché tutti siano una
cosa sola” (cf. Gv 17, 21).
5. Cari Fratelli e Sorelle, nello splendido scenario dei progressi moderni
che ci circonda nel Territorio di Sidney, ricordo semplicemente che ognuno di
noi è chiamato ad essere una parte, una unica ed indispensabile parte di una
struttura che è di gran lunga più grande di qualsiasi cosa possiamo vedere qui.
Dio che ha creato tutte le cose per comunicare il suo amore e la sua saggezza è
infinitamente più esperto di quanto possa mai esserlo qualsiasi costruttore
umano: cercate di essere volenterosi strumenti nelle sue mani. Guardate
l’esempio di una delle vostre donne eroiche, la santa figlia della Chiesa, Mary
MacKillop. Possa ella far sorgere in ognuno di voi il desiderio di essere
creazione di Dio. Prego ardentemente affinché anche oggi la Chiesa australiana
ispiri, incoraggi e guidi con la luce del Vangelo la costruzione di una nazione
la cui storia sia, il più possibile, profondamente segnata dall’amore di Dio e
del prossimo.
Dio benedica il popolo di Sidney e del Nuovo Galles del Sud!
Dio benedica l’Australia!
Dio benedica il Commonwealth dell’Australia!
È tutto per oggi! A domani!
© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana
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