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VIAGGIO APOSTOLICO NELLE FILIPPINE, X GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTŁ
DISCORSO DI SUA
SANTITĄ GIOVANNI PAOLO II
Sala Domingo Salazar Hall, Curia
dell'Arcidiocesi di Manila Cari Fratelli in nostro Signore Gesù Cristo, 1. Il mio desiderio di celebrare la Decima Giornata Mondiale della Gioventù
a Manila, nello stesso momento in cui la comunità cattolica filippina
commemora il Quarto Centenario dell'Arcidiocesi di Manila, Cebu, Caceres e Nueva
Segovia, non poteva non contemplare anche il desiderio di avere questo incontro
speciale con voi - i Pastori della Chiesa di Dio nelle Filippine -. Uniti
insieme nel suo nome (cfr. Mt 18,20), siamo un'icona viva della comunione che dà
vita alla Chiesa. Ogni incontro del Vescovo di Roma con i membri del Collegio
dei Vescovi rievoca la gioia e l'entusiasmo evangelico della Pentecoste, quando
«Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici» (At 2,14), proclamò
senza paura la Buona Novella della salvezza attraverso la Morte e la
Risurrezione del Signore. Oggi a Manila, in questa Sala dedicata a Domingo
Salazar - il primo Vescovo delle Filippine - proviamo di nuovo lo stesso vincolo
di carità e affetto che univa gli Apostoli a Gerusalemme. 2. Nel corso dei secoli, il messaggio cristiano si è profondamente
radicato nell'anima filippina e rimane la forza animatrice della vostra società.
Dopo oltre quattro secoli e mezzo da quando la fede cattolica è stata qui
proclamata per la prima volta, lo Spirito che ha portato i popoli di questo
Arcipelago ad abbracciare il Vangelo senza rinunciare ai molti elementi positivi
del loro retaggio culturale, adesso chiama la Chiesa a rendere una rinnovata
testimonianza del potere del Vangelo di trasformare la vita e la cultura umana
(cfr.
Gaudium et spes, n. 58). Al fine di promuovere la «grande primavera cristiana»
(Redemptoris missio, n. 86) che Dio sta preparando all'approssimarsi del Terzo
Millennio, le vostre Chiese particolari hanno impegnato generosamente le loro
energie spirituali e pastorali nella nuova evangelizzazione. Il Secondo Concilio
Plenario delle Filippine (PCP II), celebrato in conformità alle direttive
del Concilio Vaticano Secondo, è una tappa decisiva nel vostro cammino
verso il Grande Giubileo dell'anno 2000. Esorto tutti - Pastori, sacerdoti,
religiosi e laici: fate dell'adempimento degli Atti e dei Decreti del Concilio
Plenario e del Piano Pastorale Nazionale il fulcro della vostra vita e del
vostro apostolato. 3. Come osservate nel vostro Documento Conciliare, l'attenzione alla
catechesi è «il primo elemento di una rinnovata evangelizzazione»
(n. 156). La catechesi della nuova evangelizzazione intende invitare il popolo,
come primo passo, a una più profonda conversione del cuore. Questa
metanoia, il cammino di conversione che conduce al Grande Giubileo dell'Anno
2000, comprende un «impegno a percorrere l'aspro sentiero della Croce»
(ibid, 669). I Pastori devono vegliare per garantire che la predicazione e la
catechesi presentino la Buona Novella pienamente e sistematicamente, senza
distorsioni (cfr.
Catechesi Tradendae, n. 30), soprattutto riguardo ai
Sacramenti, attraverso i quali si alimenta e si sostiene la fede del vostro
popolo. A tale proposito state saggiamente svolgendo una catechesi completa e
continua, con lo scopo di condurre i fedeli a una più devota celebrazione
di questi «capolavori di Dio» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n.
1116). In tal modo, la natura prettamente soprannaturale della missione della
Chiesa verrà tutelata e abbondanti energie spirituali verranno attivate
nella vita dei fedeli. 4. Il pellegrinaggio della Chiesa verso il Regno passa attraverso il mondo
che essa si impegna a servire. Al fine di essere lo strumento divino dell'amore
redentore in mezzo alle crisi sociali dei nostri giorni, la Chiesa deve essere
un segno convincente del suo Signore, che «spogliò se stesso,
assumendo la condizione di servo» (Fil 2, 7). Essa è chiamata a
esercitare «un vero ruolo profetico, denunciando i mali dell'uomo nella
loro sorgente contaminata, indicando la radice delle divisioni e infondendo la
speranza di poter superare le tensioni e i conflitti per giungere alla
fratellanza, alla concordia e alla pace a tutti i livelli e in tutti i ceti
dell'umana società » (Reconciliatio et Paenitentia, n. 4). In quanto
Vescovi, conoscete bene le enormi sfide che vi si presentano: la perdita di
nobili ideali, la confusione della coscienza morale riguardo al bene e al male,
il crescente materialismo e l'indifferenza religiosa, le ingiustizie proprie di
certe politiche economiche, il crescente divario tra ricchi e poveri.
Affrontando questi ed altri problemi con il potere liberatore del Vangelo, la
vostra missione giunge al cuore della società filippina.
L'evangelizzazione integrale deve mirare a creare e alimentare una fede che
comporti un'autentica trasformazione degli individui e della società. Una situazione in cui il benessere economico e il potere politico sono
concentrati nelle mani di pochi, rappresenta, come avete scritto, «un
affronto alla dignità e alla solidarietà umana» (Documento
Conciliare PCP II, n. 296). Troppe famiglie non hanno una terra da coltivare e
una casa in cui vivere, e troppe persone non hanno un lavoro e sono prive dei
servizi basilari. Il vostro compito deve consistere nel contribuire a creare un
nuovo atteggiamento, una convinzione forgiata dal principio dell'obiettivo
sociale del potere e del benessere, che può condurre a opportuni
cambiamenti nell'ordine predominante. Le ricchezze della creazione rappresentano
un bene comune di tutta l'umanità, e quanti possiedono le varie forme di «benessere»
in una data società devono considerarsi «amministratori, cioè
ministri tenuti ad operare in nome di Dio» (cfr.
Tertio Millennio
adveniente, n. 13). 5. Nello svolgere il vostro ruolo di Pastori, avete impegnato la Chiesa
delle Filippine ad essere una «Chiesa dei Poveri». Avete fatto appello
ai cattolici affinché abbraccino «lo spirito evangelico della povertà,
che associa il distacco dal possesso con una profonda fiducia nel Signore quale
fonte di salvezza» (Documento Conciliare PCP II, n. 125). Questa è
la via del Signore Gesù, con il suo amore speciale per i sofferenti e gli
emarginati, i piccoli e i peccatori. Non siete rimasti in silenzio di fronte
alle ingiustizie perpetrate contro i poveri, ma avete energicamente difeso i
loro diritti. Nelle Filippine i poveri sono chiamati ad essere validi agenti
dell'evangelizzazione e non soltanto il suo oggetto. Avete difeso con forza la verità sull'uomo nel vostro insegnamento
sul valore della vita umana e la santità della procreazione. Lo scorso
anno, nella mia Lettera alle famiglie, ho scritto che «ci troviamo di
fronte ad un'enorme minaccia contro la vita: non solo di singoli individui, ma
anche dell'intera civiltà» (n. 21). Quando grandi interessi
promuovono politiche che sono contro la legge morale iscritta nel cuore umano
(cfr. Rm 2, 15), essi offendono la dignità dell'uomo fatto a immagine e
somiglianza di Dio, e nel fare ciò minano le fondamenta della stessa
società. Poiché la Chiesa attribuisce un alto valore ai doni
divini della vita umana e alla sua inalienabile dignità, essa non può
che opporsi con forza a tutte quelle misure che, in qualsiasi modo, tendono a
promuovere l'aborto, la sterilizzazione e anche la contraccezione. Voi vi
opponete fermamente al pessimismo e all'egoismo di quanti tramano contro lo
splendore della sessualità umana e della vita umana (cfr. Documento
Conciliare PCP II, n. 585), quale esigenza essenziale del vostro ministero
pastorale e del vostro servizio al popolo filippino. 6. Poiché «a ciascuno è stata data una manifestazione
particolare dello Spirito per l'utilità comune», le «varietà
di doni» e le «diversità di ministeri» presenti nella
comunità cristiana devono essere convogliate a costruire l'unico Corpo di
Cristo (cfr. 1 Cor 12, 4-7). Quali vostri «cooperatori, figli e amici»
(Lumen gentium, n. 28) i sacerdoti per primi hanno diritto alla vostra guida, al
vostro incoraggiamento e alla vostra ispirazione, affinché possano
adempiere al loro ministero con fedeltà e in modo fecondo. I vostri
sforzi per dare nuovo impulso all'evangelizzazione dipenderanno molto dalla
vostra solerte attenzione allo sviluppo spirituale dei sacerdoti e dei
seminaristi. Sono lieto di notare che la vostra Conferenza sta preparando un
Programma Filippino aggiornato di Formazione Sacerdotale, che si fonderà
sulla Ratio fundamentalis e sulla
Pastores dabo vobis, mettendo in evidenza una
sana formazione nella vita spirituale e nella teologia del sacerdozio
ministeriale (cfr. Piano Nazionale di Pastorale, art. 75,77.1). Tutta la comunità
deve avvertire la necessità di promuovere vocazioni sacerdotali, e tocca
a voi garantire che «la dimensione vocazionale sia sempre presente in tutto
l'ambito della pastorale ordinaria, anzi sia pienamente integrata e quasi
identificata con essa» (Pastores dabo vobis, n. 41). Non occorre dire che i religiosi e le religiose hanno un ruolo importante
da svolgere nella nuova evangelizzazione delle Filippine, così come lo
hanno avuto sin dall'avvento della Chiesa in questi luoghi. Ciascun Istituto è
chiamato a esaminare il suo particolare carisma alla luce dei segni dei tempi,
mettendo i suoi doni comunitari al servizio della Chiesa (cfr.
Perfectae
caritatis, n. 20). I regolari consulti attraverso canali aperti di comunicazione
tra Vescovi e Superiori generali, che voi raccomandate nel Piano Nazionale di
Pastorale (cfr. n. 89.1) non possono che rendere più efficace quel «lavoro»
nella vigna da cui il Signore trarrà il suo raccolto. Il Concilio Vaticano Secondo - che deve essere considerato il «grande
dono dello Spirito alla Chiesa sul finire del secondo millennio» (Tertio Millennio
adveniente, n. 36) - ha aperto le porte ai laici affinché
sviluppino una spiritualità consona al loro stato di vita. Li ha
sollecitati a partecipare più ampiamente ai settori di vita della Chiesa
che giustamente li riguardano. I laici cattolici delle Filippine devono essere
incoraggiati ad assumersi la loro piena responsabilità per la missione
della Chiesa nel mondo. Poiché è loro vocazione specifica ordinare
gli affari temporali «secondo Dio» (Lumen gentium, n. 31), la sfida
che devono affrontare è quella di essere «santi in tutta la loro
condotta» (cfr. 1 Pt 1, 15), conducendo gli altri a Cristo grazie alla
convincente testimonianza della loro vita nel foro quotidiano delle attività
umane. Perciò essi si attendono da voi le risorse di una formazione
spirituale e dottrinale in grado di rispondere alle esigenze di un mondo sempre
più complesso. 7. Una sfida particolare che il vostro ministero deve affrontare è
quella di difendere la famiglia e di rafforzare la vita familiare. La società
filippina ha ancora una forte tradizione a questo proposito, ma sempre di più
- come siete ben consapevoli - le famiglie hanno bisogno di aiuto per opporsi ai
negativi effetti sociali e culturali che accompagnano le rapide e profonde
trasformazioni economiche che stanno avendo luogo in tutta l'Asia. Desidero
ringraziarvi per tutto ciò che la vostra Conferenza, e in particolare la
vostra Commissione per la Vita Familiare, ha fatto per richiamare l'attenzione
sui bisogni della famiglia nel corso del passato Anno della Famiglia. Allo stesso modo, i doni e le necessità particolari dei giovani
richiedono una sollecita attenzione pastorale. I giovani sono la sorgente di
speranza per il futuro, come abbiamo visto durante la Decima Giornata Mondiale
della Gioventù proprio qui a Manila. Con il loro entusiasmo e la loro
energia, devono essere incoraggiati e formati a diventare «protagonisti
dell'evangelizzazione e artefici del rinnovamento sociale» (Christifideles
laici, n. 46). Essi sono evangelizzatori che portano il Vangelo ai loro pari,
soprattutto a quanti si sono allontanati dalla Chiesa e che spesso non possono
essere raggiunti dalle normali attività pastorali. Mentre gli strumenti
ordinari dell'opera giovanile nelle parrocchie devono continuare e svilupparsi,
al fine di garantire che i giovani non vengano isolati dalla comunità più
ampia, sono ugualmente utili associazioni, movimenti, centri speciali e gruppi
che vengano incontro alle loro particolari necessità (cfr.
Redemptoris missio, n. 37). La Chiesa, che è sempre giovane, percorre costantemente
le vie del mondo per incontrare i membri della generazione più giovane,
traendo ispirazione dal loro idealismo sincero, dalle loro menti che si
interrogano e dai loro cuori generosi. 8. Cari Confratelli Vescovi, questi sono alcuni pensieri che desideravo
condividere con voi che guidate il gregge di Dio nell'unica nazione dell'Asia in
cui la maggior parte degli abitanti sono membri della Chiesa. Nel nome del
Signore vi incoraggio a rispondere alla grazia speciale della vostra vocazione,
di portare il Vangelo oltre i lidi di questo splendido Arcipelago, agli altri
popoli di questo vasto continente. Un grande raccolto attende quanti porteranno
queste antiche e nobili civiltà alla scoperta di Cristo, che solo è
«la via, la verità e la vita» (Gv 14, 6). L'Asia ha bisogno del
vostro aiuto se vuole ascoltare la Buona Novella di Cristo crocifisso e risorto. Voi siete Pastori di un popolo innamorato di Maria. Che la Madre del
Redentore guidi il vostro ministero episcopale affinché, unito in Cristo,
il popolo di questa amata Nazione «sia ricolmo di tutta la pienezza di Dio»
(cfr. Ef 3, 19). Con la mia benedizione Apostolica.
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