Abside del Santuario di Loreto -
Sabato, 10 dicembre 1994
Carissime Sorelle,
Considero questo incontro con voi, vedove provenienti da Sarajevo e da altre
zone della Bosnia ed Erzegovina, un momento particolarmente importante di questa
visita pastorale. Il Papa non è potuto andare a Sarajevo e nel vostro Paese e
voi siete venute dal Papa. Ed eccoci ora qui alla presenza di Maria, presso la
santa Casa di Loreto. Saluto ciascuna di voi con profondo affetto, esprimendo
sentita partecipazione alle sofferenze vostre, delle vostre famiglie e della
vostra gente. Il pensiero va, in questo momento, alla Famiglia di Nazaret.
Grande è il suo fascino! In essa si rispecchia ogni situazione familiare,
anche la vostra. Maria Santissima, infatti, per quanto possiamo intuire leggendo
i Vangeli, ha conosciuto la condizione della vedovanza: del suo sposo San
Giuseppe, dopo l’episodio di Gesù dodicenne nel Tempio, non si fa più parola. Si
offre così alla nostra meditazione l’esperienza di fede di Maria che, privata
del marito, rimane con Gesù, lo accompagna con la sua preghiera, lo segue nella
sua missione, fino alla passione e al Calvario, dove, ai piedi della Croce, è
associata al mistero della sua morte redentrice. Maria è nello stesso tempo la
Madre di Gesù e la sua più fedele discepola.
Oggi Maria vuole in qualche modo comunicare a voi questa sua esperienza di
discepola di Cristo anche nella difficile condizione della vedovanza. La vostra
situazione, carissime sorelle, alla luce della fede è un patrimonio inestimabile
per la Chiesa, per la sua vita e per la sua missione nel mondo. In particolare,
il vostro sacrificio di spose e di madri, private dalla guerra dei mariti e
spesso anche dei figli, ha grande rilievo davanti a Dio: unito a quello di
Cristo, attira sull’umanità il dono della pace, quel dono che il mondo non può
dare, ma che Lui, il Signore Gesù, ci ha lasciato, pegno e promessa del Regno
futuro dei cieli.
Grazie, care Sorelle, di essere venute; il Signore vi ricompensi. Maria vi
sia sempre vicina e vi aiuti a sopportare la durezza della prova con la speranza
di chi accumula tesori per la patria eterna, dove, con tutti i nostri cari,
godremo per sempre la pienezza della pace.
A tutte la mia affettuosa benedizione.
Siano lodati Gesù e Maria!
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