|
VISITA PASTORALE AD ASTI
DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II DURANTE LA VISITA AL PAESE NATÌO DEL
SEGRETARIO DI STATO, CARDINALE ANGELO SODANO
Isola d’Asti (Asti) - Domenica, 26 settembre 1993
Carissimi fratelli e sorelle!
1. Salendo su queste alture, che propongono allo sguardo ammirato scenari
sempre nuovi ed inattesi, ho visto delinearsi all’orizzonte, in alto sulla
collina, la bella chiesa parrocchiale di San Pietro. Mi è sembrata l’immagine
viva del vostro paese, dove la fede è radicata da secoli e fa tutt’uno con la
popolazione e, in certo senso, con lo stesso paesaggio. Ringrazio vivamente il
Signor Sindaco, che ha voluto farsi eco della vostra storia di cultura e di
fede. Ringrazio i due Parroci di Isola, che mi hanno portato l’omaggio delle
vostre Comunità. Vi sono davvero grato di questa vostra affettuosa accoglienza.
2. Naturalmente non posso dimenticare, che Isola d’Asti è il paese natìo
del Signor Cardinale Angelo Sodano, mio primo e prezioso collaboratore al
quale rinnovo con affetto i sentimenti della più alta stima e riconoscenza. Se
egli oggi può rendere accanto a me, un servizio di primo piano alla Chiesa
universale, è certamente anche merito di questa comunità che gli ha dato i
natali e la fede.
Come non ricordare dunque i suoi carissimi genitori, da non molto tempo
entrati nella gioia del premio eterno? Il papà, l’Onorevole Giovanni Sodano, era
a voi ben noto per il suo impegno ecclesiale, come membro attivo dell’Azione
Cattolica, e anche per il suo lungo e benemerito impegno sociale e politico; la
mamma, Signora Delfina Brignolo, fu ricca di quelle virtù cristiane che hanno
caratterizzato generazioni di mamme di queste campagne, mamme che hanno saputo
educare santi e pastori della Chiesa: basti pensare a mamma Margherita, la madre
di san Giovanni Bosco.
Sono questi papà e queste mamme che hanno fatto la storia più vera delle
comunità astigiane, creando famiglie ricche di tenerezza e di fede, installando
nei figli il senso del lavoro e dell’onestà, educandoli all’impegno e alla
solidarietà.
È una grande eredità, che le nuove generazioni dell’astigiano, le nuove
generazioni di Isola d’Asti devono saper custodire e sviluppare, specialmente in
quei tre ambiti fondamentali che sono la famiglia, la parrocchia, la comunità
civile.
3. La famiglia, in primo luogo. Nella crisi di valori del nostro tempo, è
soprattutto compito delle famiglie costituire per i giovani un punto di
riferimento, proponendosi come luoghi di testimonianza, di discernimento e di
sintesi. È la famiglia il luogo primario della trasmissione della fede.
Non è forse alle famiglie credenti che va in gran parte ricondotta quella
splendida fioritura di Sacerdoti zelanti e generosi, che hanno saputo costruire
la trama di un solido tessuto cristiano, impegnandosi per la formazione alla
fede e per la promozione umana del loro popolo?
4. Accanto alle famiglie, la grande risorsa delle vostre comunità è senza
dubbio la parrocchia, ambito concreto nel quale è possibile fare
esperienza dell’amore di Dio attraverso l’annuncio della Parola, la celebrazione
dei Sacramenti e la fraterna solidarietà.
Carissimi fratelli e sorelle! Queste ridenti colline sono disseminate di
piccole e grandi comunità, nelle quali è maturata la fede di tante generazioni.
Esse hanno un compito insostituibile anche per il futuro della gente
astigiana, soprattutto se sapranno ulteriormente sviluppare la reciproca
apertura, con uno scambio di doni che valorizzi le rispettive peculiarità.
L’esperienza delle unità pastorali, che si sta avviando in Diocesi, va
perciò sostenuta e incoraggiata, perché maturi sempre più il concetto di Chiesa
“comunione e missione”, dove ciascuno si senta fraternamente accolto e tutti
insieme si responsabilizzino ai nuovi compiti dell’evangelizzazione.
5. Il mio pensiero si rivolge infine alla comunità civile, qui
rappresentata dal Signor Sindaco e dai Consiglieri comunali. Comunità civile e
comunità ecclesiale sono presenti sul medesimo territorio e a servizio delle
identiche persone. Qui ad Isola d’Asti, collaborando lealmente nella distinzione
dei rispettivi ruoli, è stato possibile costruire una storia comune, portatrice
di molti valori e ricca di istituzioni benemerite. Continuate in questo spirito,
carissimi fratelli e sorelle, a servizio del bene comune! Sarà possibile allora
facilmente affrontare le sfide che l’attuale momento storico presenta anche
nella vostra regione.
6. Carissima comunità di Isola d’Asti, nel congedarmi da voi voglio
esprimervi ancora una volta il mio grazie per aver dato alla Chiesa un fedele
servitore qual è il Cardinale Angelo Sodano. Custodite e rinnovate la ricchezza
della vostra tradizione cristiana, che è stata l’anima della vostra storia.
Ritornando a Roma porto nel mio cuore la testimonianza del vostro affetto. La
vicinanza del Cardinale Segretario di Stato mi farà spesso rivivere la gioia di
questo incontro.
Il Signore e la Vergine Santa vi accompagnino nel vostro cammino ed
esaudiscano i vostri desideri di bene. Come segno della protezione di Dio e
quale segno del mio affetto imparto di cuore a voi tutti, cittadini e
parrocchiani di Isola d’Asti, a tutta la comunità, la mia benedizione
apostolica. Voglio invitare anche il Cardinale e il vostro Vescovo di Asti a
farlo insieme a me.
© Copyright 1993 - Libreria Editrice
Vaticana
|