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VIAGGIO APOSTOLICO IN GIAMAICA, IN MESSICO E A DENVER (COLORADO)
CERIMONIA DI CONGEDO
DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II
«Norman Manley International Airport»
di Kingston (Giamaica) Mercoledì, 11 agosto 1993
Eccellenza, Signor Primo Ministro, Miei confratelli nell’Episcopato,
Cari amici,
1. Al termine della mia visita pastorale in Giamaica desidero ringraziare
tutti veramente di cuore per l’accoglienza tanto calda e le molte gentilezze
mostratemi in questi giorni. Esprimo la mia particolare gratitudine a Sua
Eccellenza, il Governatore Generale, per le sue gentili parole. Venuto tra di
voi come amico, prendo ora commiato dalla gente di questa splendida Isola con
rinnovati sentimenti di affetto e di stima.
Rivolgo un ringraziamento particolare all’Arcivescovo Carter, al Vescovo
Clarke e al Vescovo Boyle. È stato per me un piacere particolare nei giorni
scorsi far visita ai cattolici di Giamaica e sperimentare personalmente
la vita della Chiesa su quest’Isola. L’impegno dei cattolici di Giamaica per il
futuro del loro paese, che trova espressione concreta in numerose scuole e in
altre iniziative educative e sociali, riflette il loro rispetto per la
centralità della persona umana in tutto il suo genuino sviluppo. Ispirati
dalla loro fede in Cristo i cattolici giamaicani continueranno a lavorare con
gli altri cristiani e con i seguaci di altre tradizioni religiose per costruire
una società sempre più armoniosa e amante della pace.
2. Le prossime celebrazioni per il cinquecentesimo anniversario dell’arrivo
di Colombo su queste coste saranno un’occasione per ricordare il passato, per
rievocare i molti fili che si sono intrecciati per ordire la trama della ricca
storia di Giamaica. Che queste celebrazioni siano anche un’occasione per tutte
le genti di questa Isola per dedicarsi di nuovo agli ideali che hanno guidato
la Giamaica nella ricerca della libertà e del progresso. L’amore del popolo
giamaicano per la libertà e la sua capacità di trionfare sull’eredità lasciata
dalle sofferenze e dalle oppressioni del passato sono una grande risorsa per
affrontare le diverse sfide del presente e del futuro.
Prego perché la libertà conquistata a caro prezzo e che voi amate tanto
profondamente vi guidi sempre e ispiri il vostro sviluppo come nazione. Sto
parlando di libertà autentica: di quella libertà che non affranca semplicemente
i corpi, ma anche i cuori e le anime; la libertà che permette a tutti i membri
di una società di partecipare alla costruzione del bene comune. Promuovendo
questa libertà i Giamaicani si assicureranno un futuro in cui ogni individuo
sarà amato e apprezzato per il suo unico valore come essere umano, un futuro in
cui si darà ad ogni persona l’opportunità di svilupparsi e prosperare, e dove i
meno fortunati e gli svantaggiati saranno aiutati a partecipare pienamente alla
vita della società.
Possa Dio sostenere i vostri sforzi per costruire una vita nazionale segnata
dalla giustizia e dall’uguaglianza. Il paziente incoraggiamento della
comprensione reciproca e il dialogo sono gli unici mezzi veramente efficaci per
garantire il progresso. Questi sono obiettivi elevati e ardui, e prego perché
gli sforzi della Giamaica per raggiungerli vadano di pari passo con il
rafforzamento della cooperazione tra tutti i paesi dei Caraibi.
3. Nel proseguire il mio viaggio alla volta della Giornata Mondiale della
Gioventù a Denver, invoco la benedizione di Dio in particolar modo sui
bambini e sui giovani di Giamaica. Volgendo lo sguardo a queste nuove
generazioni, la Giamaica guarda al suo stesso futuro. Che possano sempre trovare
accoglienza amore e sollecitudine per i loro bisogni.
Che tutti gli abitanti di quest’Isola possano sperimentare le abbondanti
benedizioni di Dio Onnipotente, il dispensatore di ogni buon dono (cf. Gs
1, 17). Che Dio benedica la Giamaica! Che Dio benedica il popolo giamaicano!
© Copyright 1993 - Libreria Editrice
Vaticana
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