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VISITA PASTORALE IN FRIULI-VENEZIA
GIULIA
DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II ALLA CITTADINANZA DI GORIZIA IN PIAZZA DELLA VITTORIA
Gorizia
- Sabato, 2 maggio 1992
Signor Sindaco, Onorevole Rappresentante del Governo, Carissimi
fratelli e sorelle!
1. Sono grato al Signor Sindaco per le cortesi parole che ha voluto
rivolgermi, a nome anche della Comunità cittadina, in questo mio primo incontro
con Gorizia.
Gorizia, situata all’incrocio di correnti di pensiero, di attività e di
molteplici iniziative, sembra rivestire una singolare missione, quella di essere
la porta dell’Italia che pone in comunicazione il mondo latino con quello slavo:
porta aperta sull’Est Europeo e sull’Europa Centrale.
Saluto, pertanto, con gioia voi, abitanti di questa Città, del territorio
isontino e dell’intera Diocesi.
Saluto il Vescovo della Diocesi, il caro Monsignor Antonio Vitale Bommarco,
le Autorità presenti, il Rappresentante del Governo italiano,
dell’Amministrazione Regionale e Provinciale, i pubblici Amministratori, e
coloro che hanno lavorato alla realizzazione di questa Visita pastorale.
2. Ho voluto iniziare il mio pellegrinaggio apostolico nella regione del
Friuli-Venezia Giulia, proprio da Aquileia, nel territorio della vostra
Arcidiocesi, per sottolineare il ruolo fondamentale, che l’antico Patriarcato,
creato come tale nel sesto secolo, ha svolto nella trasmissione del Vangelo e
dei valori ad esso connessi alle Chiese di questa parte d’Italia e delle terre
limitrofe. Attorno ad Aquileia si ritrovarono uniti popoli di lingua e cultura
diverse, raccolti spiritualmente non solo da esigenze politiche, ma, e
soprattutto, dalla fede in Cristo e dalla civiltà ispirata all’insegnamento
evangelico.
La mia presenza tra voi vuole essere, perciò, un vivo sostegno agli sforzi
che vengono dispiegati per favorire la solidarietà all’interno della vostra
Comunità ecclesiale e fra le Diocesi del Triveneto e delle regioni confinanti.
Vuole essere, inoltre, un conforto per ogni iniziativa tendente al superamento
di quelle divisioni che potrebbero vanificare le concrete aspirazioni alla
giustizia e alla pace.
Abitanti di Gorizia e della terra, attraversata dal suggestivo fiume Isonzo,
aprite lo spirito all’annuncio della pace di Cristo Risorto! pace e concordia
che egli ci ha donato come segno del suo amore e come progetto da perseguire con
ogni nostra energia.
Vorrei ripetere a voi quanto i Vescovi hanno detto ai cristiani d’Europa a
conclusione della recente Assemblea Speciale del Sinodo: Non cedete ai richiami
di una certa cultura, oggi apparentemente dominante, che privilegia “in modo
esclusivo la soddisfazione dei propri desideri immediati e degli interessi
economici, con una falsa assolutizzazione della libertà del singolo e con la
rinuncia a confrontarsi con una verità e con valori che vadano al di là del
proprio orizzonte individuale o di gruppo” (Dichiarazione conclusiva, 1). Mai vi
seducano i falsi miraggi della civiltà materialista che insinua comportamenti e
attitudini praticamente atei, inducenti a vivere “come se Dio non esistesse”.
Senza Dio è forse possibile costruire una convivenza civile autenticamente
rispettosa di ogni essere umano? “Se il Signore non custodisce la città - ci
ricorda il Salmista - invano veglia il custode” (Sal 127, 1).
Nessun ostacolo è, invece, insormontabile per chi ha Dio come guida e
difensore. Sia questa la certezza posta a base di ogni vostro sforzo per dare
soluzione ai problemi che quotidianamente incontrate.
3. L’Isontino e il suo capoluogo vivono in effetti oggi un tempo di crescita
con risvolti carichi di speranza, ma segnati purtroppo da non piccole
difficoltà. Gorizia e la provincia necessitano di nuove prospettive di sviluppo;
le trasformazioni del settore industriale degli anni ottanta subiscono
attualmente una fase di stasi con evidenti ripercussioni sull’occupazione
soprattutto giovanile.
In voi è forte il desiderio di rilanciare lo spirito della vostra tradizione,
ma avvertite pure l’esigenza di proiettarvi con coraggio verso un avvenire da
costruire insieme a partire proprio dalla diversità intesa come ricchezza e come
termine di confronto e di solidale cooperazione.
Recuperare lo spirito della vostra identità culturale: ecco la strada maestra
che voi sentite di dover percorrere al fine di dar vita a un progetto di
rinnovata solidarietà. A quest’impresa tutti si sentano chiamati a collaborare:
uomini politici e di cultura, organizzazioni sociali e strutture economiche,
Comunità civile ed ecclesiale.
La vostra Terra, particolarmente provata in questo secolo da due guerre
terribili, ha saputo mantenere ardente il desiderio di rinascere a una speranza
fattiva.
Gorizia, tu conosci il valore della cooperazione e del dialogo, dei passi
solidali per realizzare un vero e integrale progresso. Sappi trarre frutto dalla
tua sperimentata saggezza.
Iddio protegga te e i tuoi abitanti.
Ti assistano anche la Vergine Maria e i Santi che hanno trasmesso ai tuoi
figli la fede lungo i secoli della tua storia.
Anch’io ti benedico di cuore, con un particolare pensiero per le giovani
generazioni, da cui dipende l’avvenire dell’intera Comunità cittadina.
©
Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana
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