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VIAGGIO APOSTOLICO IN BRASILE
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI
BAMBINI BRASILIANI
«Baixa do Bonfim»
(Salvador) - Domenica, 20 ottobre 1991
Miei cari fanciulli,
1. Quante volte nella mia vita ho letto e ascoltato le
parole di Nostro Signore che dicevano che se “non diventerete come i bambini,
non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 18, 3), e che “Chi invece scandalizza
anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che
gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli
abissi del mare” (Mt 18, 6). Quando volevano allontanare da Lui i bambini,
reclamò: “Lasciate che i bambini vengano a me” (Mt 19, 14).
Ecco perché io, che
sono indegno discepolo di Gesù e faccio le sue veci nella Chiesa, sono stato
felice quando ho saputo che i bambini del Brasile volevano incontrarmi. Ho
detto: “Lasciate che essi vengano dal Papa!”.
Sono ancora più contento per il
fatto che siete voi, bambini di Bahia, ad incontrarvi con me, a nome di tutti i
bambini brasiliani. Perciò vi dico: “Bambini di Bahia, buongiorno! Bambini del
Brasile, buongiorno!”.
2. Voglio dirvi, innanzitutto, che voi siete molto
importanti per il Papa. Importanti perché qui, in Brasile, siete tanti e formate
gran parte della popolazione. Lo sapevate? Importanti perché siete il futuro del
Brasile, il futuro della Nazione, importanti perché siete anche il futuro della
Chiesa. Lo sapevate? Dovete esserne consapevoli sempre più.
Ciò che è bello in
voi è che ognuno guarda gli altri bambini e dà loro la mano, senza differenza di
colore, di condizione sociale, di religione. Voi vi date la mano gli uni con gli
altri. Magari gli adulti facessero come voi e la smettessero con tutte le
discriminazioni. Solo così il mondo potrebbe trovare la pace. Voi volete la pace
nel mondo? Volete un mondo nella pace?
Per essere veramente importanti, avete
bisogno di una famiglia, di genitori uniti, di un’atmosfera di amore e di pace.
Bisogna aiutare i bambini che nascono e crescono al di fuori di una vera
famiglia. Ma bisogna fare qualcosa anche perché tutti i bambini vedano
rispettato il loro diritto ad avere genitori uniti, fratelli che si amano, una
casa armoniosa e felice. Se volete questo, alzate la mano destra.
Per essere
importanti, avete bisogno di scuole dove tutti, senza eccezione, imparino a
leggere e a scrivere, a contare e a fare tutto ciò che è necessario per
crescere. Bambini che già andate a scuola, volete applicarvi ed essere studiosi
per imparare molto? Volete che altri, che ancora non vanno a scuola, abbiano
buone scuole per studiare?
Per essere importanti, dovete conoscere Gesù Cristo,
avete bisogno di amarlo come il vostro migliore amico, pregarlo sempre, ogni
giorno. Se volete questo, adesso alzate la mano sinistra. Dovete anche imparare
il catechismo in casa, a scuola e in chiesa, prepararvi alla Prima Comunione e
alla Cresima. Se volete questo, alzate tutte e due le mani!
Se essere bambini è
tanto importante, allora tutti i bambini sono importanti. Tutti i bambini sono
importanti, tutti. Non possono né devono esserci bambini abbandonati. Né bambini
senza famiglia. Né bambini o bambine di strada. Non possono né devono esserci
bambini usati dagli adulti a scopi immorali, per il traffico di droga, per i
piccoli e grandi crimini, per praticare il vizio. Non possono né devono esserci
bambini nei riformatori e nelle case di correzione, dove non riescono ad avere
una vera educazione. Non possono né devono esserci, è il Papa a chiederlo e ad
esigerlo in nome di Dio e di suo Figlio, che è stato bambino, Gesù, non possono
né devono esserci bambini assassinati, eliminati con il pretesto di prevenire i
crimini, segnati a morte. Volete che tutti i bambini siano felici? Volete una
città, uno Stato, un Paese senza infanzia abbandonata né bambini o bambine di
strada?
3. Mi rivolgo, ora, agli adulti qui presenti, in compagnia dei loro
bambini, o che stanno ascoltando le mie parole, da questo altipiano del “Bonfim”
fino a Bahia e in tutto il Brasile. Credo di parlare a nome e per delega di
questi bambini.
Lasciatemi, prima di tutto, esprimere alla società brasiliana la
mia gioia e i miei complimenti per due avvenimenti. In primo luogo, per la
creazione di un Ministero dell’Infanzia. Mi auguro che questo organo possa
trovare la creatività e l’agilità necessarie e i mezzi indispensabili per
portare rimedio a tutti i problemi che affliggono l’infanzia brasiliana. Gioia e
complimenti, in secondo luogo, per la promulgazione, di recente, dello Statuto
del Fanciullo e dell’Adolescente. Ho potuto seguirne, con interesse,
l’elaborazione. Mi rallegro nel sapere che lo Statuto è già in vigore, essendo
stato approvato dalle due Camere del Congresso Nazionale e, quindi, da quasi
tutto il popolo brasiliano. Non è una panacea né pretende di risolvere tutti i
problemi. Dobbiamo comunque aver fiducia e pensare che, malgrado i suoi
inevitabili limiti, potrà servire per portare avanti una politica sociale
adeguata in favore dei fanciulli e degli adolescenti. Mi auguro che esso possa
suscitare, a tutti i livelli della comunità brasiliana, efficaci iniziative
volte a risolvere questi problemi.
In campo ecclesiastico, noto con gioia il
dinamismo con cui un gran numero di diocesi sta portando avanti, in tutto il
paese, la Pastorale del Fanciullo e la Pastorale del Minore. Infatti, le parole
pronunciate poco fa da Suor Maria do Rosário della Segreteria della Pastorale
del Minore, che ringrazio molto, provano questo dinamismo, in questo momento.
Distinte per quanto riguarda gli obiettivi immediati e i metodi, queste due
pastorali sono necessariamente legate fra di loro per il servizio che prestano.
Con piacere segnalo la recente creazione, prima a Brasilia e ora a Salvador, del
Movimento a favore della Vita al quale auguro e per il quale chiedo la
benedizione divina, affinché sia uno strumento valido ed efficace per far
diminuire il flagello dell’aborto, per promuovere e difendere la vita dal
concepimento dentro il ventre materno fino alla sua fine naturale, dare
accoglienza alle gestanti e alle madri in difficoltà, offrire una migliore
qualità di vita ai bambini che nascono.
4. Desidero ora invitare tutti, ognuno
nel proprio ambito umano, religioso, professionale e politico, ad assicurare
alcuni fattori in grado di trasformare la triste situazione di milioni di
bambini brasiliani emarginati.
Primo fattore, un’educazione di base di buona
qualità, che si rivolga al bambino fin dall’età prescolare. L’educazione della
donna nelle zone carenti affinché possa portare avanti con competenza la sua
insostituibile missione all’interno della famiglia e della comunità.
Secondo, la
paternità e la maternità responsabili, ideale fortemente predicato dal mio
predecessore Paolo VI, che esclude metodi anticoncezionali artificiali che non
rispettino la dignità della persona e delle coppie. Per questo, fra le
iniziative a favore di una crescita normale ed equilibrata della popolazione, i
pubblici poteri non hanno il diritto di promuovere l’aborto, la sterilizzazione
di massa, la propaganda indiscriminata dei metodi artificiali per limitare le
nascite. La pianificazione secondo metodi naturali contribuisce all’educazione e
alla maturità delle coppie, soprattutto negli ambienti più carenti. L’esigenza
di una paternità e una maternità responsabili devono avere un supporto legale
efficiente. Il nascituro ha il diritto non solo di nascere, ma di nascere come
frutto di un amore responsabile e non di un’avventura, di trovare affetto,
dedizione e protezione dentro una famiglia ben organizzata.
5. In nome di
Cristo, nostro Maestro e Signore, chiedo a tutti di lavorare a favore
dell’infanzia!
Scusatemi bambini! Dovevo dire alcune cose agli adulti, ma ora
torno a parlare con voi. Se non avete capito ciò che ho detto agli adulti, non
importa. L’importante è che essi capiscano! A voi, voglio dire una cosa molto
seria, veramente molto seria: il Papa ama, con tutto il cuore, i bambini del
Brasile!
Per dimostrarvi quanto il Papa ami i bambini del Brasile, vi farò una
confidenza. Alcuni mesi fa ho ricevuto una somma di denaro, in occasione del
premio “Artefice della Pace” che mi è stato attribuito. Allora ho preso la
decisione di destinare integralmente questa somma ai bambini abbandonati del
Brasile, consegnandola al vostro amato Arcivescovo, Cardinale Lucas Moreira
Neves, in modo di contribuire alle iniziative in favore dei bambini più
bisognosi. E lo faccio con tutto il cuore perché, seguendo l’esempio di Gesù,
torno a ripetervi: “Il Papa ha un grande amore per i bambini!”.
Voglio vedervi
crescere felici! La vostra gioia, l’entusiasmo con cui cantate, gridate e
pregate, sono la maggior ricchezza e la più grande speranza del Brasile. Dio vi
benedica tutti! Nostra Signora vi protegga!
A voi giunga il mio grande, grande
abbraccio e la mia benedizione!
Viva i bambini di Bahia!
Viva i bambini del
Brasile!
Viva i bambini del mondo intero!
© Copyright 1991 - Libreria
Editrice Vaticana
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