Miei amati figli in Cristo Signore.
1. Questo incontro con i disastrati della tragedia provocata dal vulcano
Nevado del Ruiz, è per me particolarmente commovente. Come il samaritano del
Vangelo mi avvicino al mondo della sofferenza, dove Gesù è presente in modo
particolare; perciò la Chiesa tutta vuole anche rendersi presente con me in
mezzo a voi con la sua parola di conforto e di speranza, con la sua materna
carità e anche, nell’ambito delle sue possibilità, col suo generoso aiuto.
Qui, nella vostra terra, segnata dalla croce di Cristo, voglio salutare e
manifestare la mia solidarietà, la solidarietà di tutto il popolo di Dio, verso
le persone e le famiglie che hanno sofferto la tragica morte dei loro cari, così
come ai sopravvissuti che sopportano la solitudine, l’abbandono, la povertà. Nel
condividere, come padre e pastore, la vostra pena, vi invito a trasformare così
grandi sofferenze in un atto redentore, associandovi alla passione del Signore,
con chiara coscienza del senso cristiano e del valore salvifico del dolore.
2. Saluto il signor presidente della Repubblica, la cui presenza in questa
circostanza testimonia ancora una volta del suo interesse per i disastrati.
Saluto anche il signor governatore e le altre autorità civili e militari; essi,
come molti altri generosi cittadini, si sono tutti prodigati nel soccorrere le
vittime, superando grandi difficoltà. Saluto fraternamente il pastore di questa
Chiesa locale, il signor arcivescovo di Manizales, il suo presbiterio, i
religiosi, le religiose e gli apostoli laici che con grande senso evangelico
sono sempre disposti a soccorrere, amare e esercitare la carità, seminando la
bontà e facendo il bene. Il Signore premi tutte le vostre pene, particolarmente
quelle più segrete, quelle meno conosciute, che sono a volte le più meritorie ed
efficaci.
Nell’ora della tragedia ho voluto inviare il mio contributo a favore dei
disastrati e per il lavoro di ricupero. Profitto oggi di questa occasione per
manifestare la mia soddisfazione per la ammirevole solidarietà universalmente
dimostrata da tante persone e istituzioni. Benedico di tutto cuore le opere che
si stanno realizzando per riparare le conseguenze di così dolorosa calamità.
3. So, d’altra parte, che vi è preoccupazione, inquietudine e perfino
angoscia dinanzi al pericolo che sopravvengano nuove catastrofi. Alla
desiderabile e opportuna previsione, alla necessaria prudenza dinanzi al rischio
e alle efficaci precauzioni, bisogna unire una grande fiducia in Dio, nostro
Padre. Come discepoli di Cristo, dobbiamo saper cogliere e leggere il senso che
hanno per noi tutti gli avvenimenti, anche quelli più tristi, nei quali è sempre
presente una chiamata del Signore in relazione al rinnovamento e alla
conversione.
4. Guardando verso la città di Manizales, posta sulla montagna, penso alla
sua origine cristiana e alla sua tradizione culturale, che le conferiscono una
vocazione e un’altezza morale e spirituale per irradiare agli altri la luce che
promana dalla sua vigorosa eredità di fede. Bisogna guardare al passato non
solamente per vivere delle sue glorie, ma anche per trovare nelle proprie radici
le risposte adeguate alle sfide della storia, per affrontare e superare con
buona preparazione religiosa e morale, con maturità e coraggio, le lusinghe del
materialismo e dell’edonismo, i pericoli del secolarismo e delle ideologie che
seminano la divisione e l’odio e che fanno perdere all’uomo di oggi il senso di
Dio e il senso del peccato.
Difendete la famiglia dalla dissoluzione e dalle contaminazioni che la
minacciano; difendete la gioventù affinché si mantenga sana, generosa e aperta a
Cristo, in modo da essere veramente sangue nuovo per forgiare le nuove
generazioni e dar vita a un avvenire migliore, nel quale domini la civiltà della
pace, della solidarietà e dell’amore.
Queste terre, grazie a Dio, hanno nella coltivazione del caffè una delle
grandi risorse dell’economia nazionale, un elemento fondamentale
dell’agricoltura. Mettete quindi il maggior impegno nel difendere, organizzare e
promuovere questo settore, affinché sia fonte di benessere collettivo e di
progresso umano; e perché, al di fuori di qualsiasi sfruttamento di persone o
egemonia di gruppi, risulti a beneficio di tutti, secondo i postulati della
desiderata giustizia sociale, che la Chiesa propone e propugna alla luce del
Vangelo.
Amati figli di Chinchiná e Villamaria: Coraggio e fiducia! Cari abitanti di
Caldas e di Manizales: Sempre avanti! Continuate a far grande la patria con i
più genuini valori umani e cristiani, secondo l’esempio dei vostri padri, per
rendere credibile il presente e illuminare il futuro.
In questo Anno mariano nazionale, come pegno del mio cordiale affetto e come
segno di speranza per il futuro, vi lascio l’immagine incoronata di Nostra Madre
del Rosario, perché ella ottenga dal suo divin Figlio per tutta questa bella
regione e per questo nobile popolo di Caldas che la onora e venera con amore,
pace piena, crescente benessere, fede incrollabile e coerente vita cristiana.
E ora, come figli che ripongono tutta la fiducia nel loro Padre, rivolgiamo a
Dio la nostra fervente preghiera.
© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana