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VISITA PASTORALE IN ABRUZZO
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI FEDELI AL
TERMINE DELLA CELEBRAZIONE DELLA MESSA
Teramo - Domenica, 30 giugno 1985
Carissimi fratelli e sorelle,
i Padri della Chiesa, soprattutto i Padri greci, chiamavano i cristiani
“Teoforoi” o “Cristoforoi”, che significa “portatori di Dio”, “Portatori di
Cristo”. Io voglio rievocare questa splendida tradizione alla fine del vostro
Congresso Eucaristico perché esso è servito a rendere tutti i cristiani del XX
secolo “Cristoforoi”, cioè portatori di Cristo, e “Teoforoi”, portatori di Dio.
Sì, si potrebbe ancora intendere questa parola come “portati da Cristo”.
Ecco, la finalità di questo Congresso Eucaristico, al quale avete lavorato sotto
la guida del vostro vescovo per lungo tempo, è stata quella di compiere un lungo
cammino. Un cammino per divenire portatori di Cristo, un cammino per farsi
“portare da Cristo”.
Carissimi, in questo modo vivevano i cristiani sin dagli inizi dei primi secoli
della persecuzione, in diverse parti del mondo; e così vivono anche nel mondo
contemporaneo, in mezzo a diverse persecuzioni perché sono “portatori di
Cristo”, “portati da Cristo”. E io vorrei, prima di concludere con la solenne
benedizione questo Congresso Eucaristico, augurarvi la stessa cosa: questo è il
vostro cammino, è il cammino che avete compiuto, il cammino che vi attende. Il
Congresso Eucaristico ha preparato questa Chiesa a essere più consapevole di
cosa vuol dire Eucaristia: Eucaristia è una parola senza limiti, una realtà
senza limiti, una profondità divina; insieme è una dimensione umana perché noi
tutti siamo partecipi, perché noi tutti siamo portatori di Cristo, di Dio. Per
questo il Congresso ci ha preparati. E il cammino che vi aspetta deve vedervi
sempre più consapevolmente, sempre più efficacemente, “portatori di Cristo”. Ma
per essere suoi portatori dobbiamo lasciarci portare da Lui. Io auguro a tutti
voi e alla vostra Chiesa di essere portati da Cristo in un modo del tutto nuovo,
in una misura nuova, più matura, più adeguata alle necessità dei vostri tempi,
ai bisogni del nostro mondo. Sì, essere cristiani in questo mondo d’oggi, nel
mondo di domani, qualche volta sembra difficile, potrebbe sembrare troppo
difficile. No, carissimi. È così come lo era nei primi secoli, così come lo è
adesso in Paesi dove si deve pagare per essere portatori di Cristo, pagare un
prezzo in termini di sacrificio. Ma è possibile! Anzi, è un cammino unico,
l’unica strada degna dell’uomo, l’unica strada che ci porta verso la fine: non
verso la morte e la distruzione ma verso la vita, verso il sacramento della
vita, portatori di Cristo, portatori della vita, portati da Cristo verso la
vita. Ecco, questo voglio augurare alla Chiesa, alla conclusione di questo
Congresso, al quale avete voluto anche invitare il Papa. Ve ne sono molto grato.
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