|
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI PARTECIPANTI
ALL'INCONTRO MARCEL GROSSMAN SULL'ASTROFISICA RELATIVISTICA
Venerdì, 21 giugno 1985
Signore e Signori, cari Amici.
È un grande piacere per me oggi dare il benvenuto in Vaticano a
tutti voi che partecipate all’incontro Marcel Grossman sull’astrofisica
relativistica. In voi saluto anche le illustri istituzioni che hanno organizzato
questo incontro: il Centro Internazionale di Fisica teorica di Trieste, i
Dipartimenti di Fisica delle due Università di Roma e la Specola Vaticana.
Assicuro tutti voi del mio rispetto e della mia stima.
Desidero inoltre cogliere questa speciale opportunità per
onorare il mondo della scienza e tutti gli illustri uomini e donne che
forniscono il loro contributo al progresso della conoscenza umana e alle
possibilità di pace. La vostra presenza qui oggi è un’ulteriore indicazione
della comune determinazione della Chiesa e della scienza di servire, fianco a
fianco, in amicizia e nel sostegno reciproco, la causa dell’uomo.
Rilevo cordialmente la presenza tra di voi dei vincitori di
premi Nobel, degli ambasciatori dei Paesi rappresentati al vostro incontro. Con
profonda soddisfazione la Chiesa prende nota della solidarietà che
contraddistingue il vostro importante incontro e questo raduno in Vaticano.
1. Noi viviamo in un’epoca unica. Ci fu un tempo in cui le
scoperte scientifiche aventi un enorme impatto sullo sviluppo della società
umana e sul modo in cui ci concepiamo avvenivano soltanto una volta ogni cent’anni.
Ora esse si verificano su scale temporali molto più brevi: ogni anno, ogni mese,
persino ogni settimana.
E, ciò che è forse più significativo, l’impatto sulla tecnologia
è quasi immediato. Infatti, nelle ultime decadi siamo stati testimoni di più
avanzamenti fondamentali nella nostra comprensione della realtà fisica di quanti
ne siano stati fatti durante tutta la storia precedente del nostro pianeta. È
evidente che questa crescita esponenziale di idee e di conoscenza scientifica
continuerà.
È meraviglioso vedere quanto si è compreso a riguardo della
struttura delle stelle - la loro nascita, vita e morte -, l’origine e la
struttura delle galassie, la formazione degli elementi, degli altri insiemi
costitutivi della realtà fisica nell’universo primitivo, e i ruoli
interdipendenti delle interazioni e dei processi fondamentali, nel grande e nel
piccolo. Questi traguardi scientifici proclamano la dignità dell’essere umano e
illuminano grandemente il ruolo unico dell’uomo nell’universo.
Dovrebbe comunque essere materia di riflessione per tutti noi il
fatto che, mentre la scienza si sviluppa a velocità sempre crescente, altri
campi di indagine umana rimangono relativamente fermi se non in regresso. In
assenza di una matura interazione tra scienza e le ricerche pratiche e teoriche
in politica, economia, arte, filosofia, etica e teologia, la nuova visione e i
nuovi poteri tecnologici fomiti dalla scienza possono condurre a una catastrofe
umana senza precedenti. L’attuale inadeguatezza di una tale interazione
responsabile a molti livelli rappresenta una grande “occasione perduta” per la
creazione di un nuovo genuino “umanesimo” di grande profondità, bellezza,
nobiltà spirituale e morale e sensibilità personale.
2. Le evidenti divergenze tra la pace e lo sviluppo della
scienza e di altri campi della ricerca umana, specialmente la politica, si
riflette nelle tragedie personali di alcuni scienziati al servizio dell’umanità
e delle loro nazioni. Alcuni sono stati e sono dei giganti, non soltanto nei
loro particolari campi di attività scientifica, ma anche nel loro incrollabile
impegno personale per i valori morali e personali, e per la crescita di questi
valori nella società umana sia a livello nazionale che internazionale.
Le sventure personali di questi uomini e donne testimonia una
tragedia molto più vasta, che viene sperimentata da una società silenziosa e
impotente. I non scienziati spesso possono soffrire incursioni ancora maggiori
nella loro libertà personale e nei loro diritti umani ma non hanno altrettanti
mezzi per farli conoscere. I diritti umani fondamentali non sono rispettati in
alcune società pur avanzate sul piano scientifico e tecnologico. La voce morale
e la sensibilità personale e spirituale sia di scienziati che di non scienziati
sono talvolta inascoltate o semplicemente ignorate da coloro che esercitano il
potere.
3. La scienza, per quanto importante, non può essere un
sostituto per altre attività umane. Innanzitutto, essa non può sostituirsi alla
fede, ai valori morali, all’arte o alla scienza politica. Il contributo che la
scienza può dare, attraverso il suo dinamismo e la sua costante ricerca della
verità, è di ispirare e fornire un contesto o una visione fisica più ricca ad
altre attività umane. Può condividere con esse i risultati che ha tratto dalle
sue continue investigazioni delle leggi universali della natura. La scienza può
infine condurre l’umanità a chinarsi davanti al Creatore dell’universo, che, dal
punto di vista cristiano, si è rivelato come il Redentore dell’uomo.
Oggi vediamo in questo nostro programma due esempi di relazione
simbiotica, in questo caso tra scienza e arte. Le soluzioni matematiche delle
equazioni di campo di Einstein della relatività generale, che descrivono le
orbite di particelle intorno a un oggetto crollato gravitazionalmente, hanno
ispirato uno scultore a creare un oggetto artistico, mentre i segnali
elettromagnetici di un pulsar, il resto compatto dell’esplosione di una
supernova avvenuta migliaia di anni fa, hanno fornito l’ispirazione per una
composizione di musica classica.
4. A prescindere dal vostro lavoro scientifico, ciò che è
maggiormente significativo in questo incontro è il fatto che scienziati che
rappresentano più di trenta nazionalità stanno qui lavorando e discutendo
insieme, stanno affrontando in fraterna solidarietà alcuni dei problemi più
impegnativi e fondamentali mai posti alla mente umana.
Nessuna nazione può essere isolata. Nessuna nazione può
permettersi il lusso di costringere altre nazioni a fare tutto secondo il suo
modo di pensare! Né alcuna nazione può utilizzare a suo esclusivo vantaggio i
diritti e i contributi dei suoi scienziati.
Ogni nazione, non ha importanza quanto sviluppata o quanto
piccola, deve poter partecipare a questo lavoro, a questa ricerca e a questo
dialogo. Ogni Paese, ogni persona si alimenta e si nobilita nel fare ciò. E, a
sua volta, ciascuno fornisce qualcosa di molto speciale allo studio di questi
problemi a partire dal suo background, dalla sua cultura e dal suo modo di
vedere il mondo. Il vostro lavoro e il vostro pensare individuale e
collaborativo manifestano in molti modi il carattere straordinariamente ricco e
prezioso della natura umana, che ha e continuerà ad avere un impatto cruciale
sul mondo e sulla società in genere.
Cari amici, siate certi del mio interesse e della mia preghiera
per le vostre ricerche, così impegnative e importanti. Che Dio, fonte di ogni
verità, vi conceda profonde intuizioni e abbondante saggezza. E che tutte le
vostre conquiste contribuiscano al miglioramento della società e al più pieno
riconoscimento della dignità della persona umana, creata a immagine e
somiglianza di Dio.
Copyright © Libreria Editrice
Vaticana
|