DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AD UN
GRUPPO DI SACERDOTI COREANI
Venerdì, 18 gennaio 1985
Cari fratelli nel sacerdozio di nostro signore Gesù Cristo.
Sono molto lieto di darvi il benvenuto in Vaticano e di avere questa opportunità
di partecipare alla vostra gioia nella celebrazione del 33° anniversario della
vostra ordinazione sacerdotale. I miei saluti e le mie congratulazioni al
vescovo Kim e a tutti voi! La mia visita nel vostro Paese, l’anno scorso, e la
memorabile esperienza dell’incontro con tanti vostri connazionali, mi hanno
lasciato la grande speranza che il seme di fede piantato dai vostri martiri,
vostri antenati, porti sempre più frutto nella vita cristiana e nel genuino
servizio al bene di tutti i coreani. Che la fedeltà dei martiri continui a
vivere in voi come una preziosa eredità!
Alla messa di ordinazione a Taegu ho avuto l’opportunità di parlare della
necessità per il sacerdote di essere dove è Cristo. Ciò significa che noi
dobbiamo essere con lui non soltanto nel nostro ministero verso gli altri ma
anche nella nostra partecipazione ai sacramenti, nella nostra meditazione sulla
sua parola, e nell’aprire noi stessi ai doni di grazia che sono abbondantemente
elargiti su ciascuno di noi. So che questa unione con Cristo è stata la forza
del vostro sacerdozio in tutti questi anni, fin dalla vostra ordinazione. Prego
perché voi continuiate a trovare gioia perfetta e forza in questa vicinanza al
divino Maestro.
Su tutti voi, sulle vostre famiglie e sul popolo che voi servite, invoco
abbondanti grazie divine e con gioia vi imparto la mia apostolica benedizione.
Dio benedica la Corea!
|