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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AD UN GRUPPO ECUMENICO FINLANDESE
Lunedì, 7 gennaio 1985
È una grande gioia per me dare oggi il benvenuto a Roma a voi, vescovi
cattolici, luterani e ortodossi della Finlandia. È una gioia particolare perché
voi siete venuti insieme in questa città, in uno spirito d’autentica amicizia
ecumenica, e il proposito della vostra visita riflette il vostro apprezzamento
del fatto che la preghiera dev’essere al cuore stesso di tutti gli sforzi per
ristabilire l’unità, per la quale il Cristo ha pregato.
Nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva, state per inaugurare un luogo di
preghiera per i vostri concittadini che si trovano in questa città. Nel fare
questo, voi fate memoria delle vostre comuni radici, come cristiani e come
finlandesi.
Nel vostro Paese i cristiani occidentali e orientali vivono fianco a fianco; e
voi vi unite nel venerare la memoria di Sant’Enrico, il primo vescovo
occidentale nel vostro Paese. Voi esprimete le vostre comuni radici anche nella
recita del Credo niceno-costantinopolitano nella sua forma originale. Questa
recita del Credo fornisce un solido fondamento per la nostra speranza di
raggiungere la piena unità tra i cristiani. In occasione del sedicesimo
centenario del Concilio di Costantinopoli io scrissi: “L’insegnamento del
Concilio costantinopolitano I è tuttora l’espressione dell’unica fede comune
della Chiesa e di tutto il cristianesimo. Confessando questa fede – come
facciamo ogni volta che recitiamo il Credo – noi vogliamo mettere in rilievo ciò
che ci unisce con tutti i nostri fratelli, nonostante le divisioni avvenute nei
secoli” (Giovanni Paolo II, Epistula ad universos Ecclesiae Episcopos
volvente anno MDC a Concilio Constantinopolitano I necnon MDL a Concilio
Ephesino I, 1, 25 marzo 1981: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, IV/1
[1981] 816).
A livello internazionale, la Chiesa cattolica, la Chiesa ortodossa e la
Federazione mondiale luterana sono impegnate nel dialogo ecumenico. I nostri
dialoghi stanno facendo progressi, per grazia di Dio, ma è importante che essi
non rimangano lontani dalla vita del popolo cristiano nelle Chiese locali. Con
la vostra presente iniziativa voi state dando una vivida espressione del
progresso già compiuto, e lo state facendo in un modo che, spero, incoraggerà il
popolo che voi servite a lavorare e a pregare con sempre maggiore zelo per la
grande causa dell’unità.
Così la vostra iniziativa è un’incisiva forma di testimonianza comune. Il fatto
che voi siate venuti qui insieme è già una testimonianza dell’importanza degli
sforzi per l’unità. Il fatto che voi preghiate insieme è una testimonianza della
vostra fede che soltanto per grazia di Dio si potrà raggiungere l’unità. Il
fatto che voi recitiate insieme il Credo è una testimonianza all’“unica fede
comune di tutto il cristianesimo” (Ivi).
Cari fratelli in Cristo: vi ringrazio per questa visita; prego per voi e per le
vostre responsabilità pastorali; prego per il vostro amato Paese. Che la vostra
visita, grazie alle preghiere di Sant’Enrico, ci conduca tutti più vicino al
grande giorno della perfetta unità in Cristo, nostro Salvatore, “che si
manifestò nella carne . . . fu annunziato ai pagani, fu creduto nel mondo” (1
Tm 3, 16).
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