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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI MEMBRI
DEL «LIONS INTERNATIONAL CLUB PARIS-ETOILE»
Lunedì, 30 dicembre 1985
Signore e Signori.
Questo tempo di Natale è per i cristiani un grande momento di
grazia: noi sappiamo che la bontà e la tenerezza di Dio si sono manifestate nel
dono del suo unico Figlio. Nei Paesi dove il Natale conserva il suo significato
religioso molti uomini anche oltre la cerchia dei credenti, si sentono invitati
ad aprire i loro cuori al prossimo, nell’attenzione alle miserie degli altri,
nella condivisione dei beni, nell’amore che riconosce la dignità di ogni
fratello umano.
Mi sembra che siate animati da tali sentimenti, perché al centro
delle molteplici attività che il “Lions International Club Paris-Etoile”
organizza per il compimento umano e culturale dei suoi membri, si fa carico di
opere filantropiche per sostenere le popolazioni nel bisogno.
Sono particolarmente sensibile agli sforzi sostenuti in favore dei miei
compatrioti. Da cinque anni voi inviate numerosi autotreni carichi di viveri e
di medicinali che sono stati distribuiti in buone condizioni. I polacchi non
hanno trovato solo un soccorso apprezzabile ma sono stati felici dei gesti di
solidarietà dimostrati dai loro amici francesi, ai quali essi portano
testimonianza della loro volontà di vivere nella dignità e nell’attaccamento
alle proprie convinzioni morali e religiose. A questo proposito, si può parlare
di un certo scambio! A nome loro esprimo la mia gratitudine al vostro Club, agli
organizzatori, ai donatori, agli accompagnatori degli invii.
So anche che voi non limitate la vostra beneficenza. Voi studiate la possibilità
di istituire un centro di accoglienza per i figli di giovani mamme tossicomani.
Questa è infatti una piaga temibile della nostra società dei consumi; essa è
molto più vulnerabile dal momento che i valori morali e il senso della vita si
sono prostrati. Bisogna fare tutto il possibile per combattere questo flagello,
far prendere coscienza a coloro che ne sono responsabili nei diversi livelli o
ne sono le vittime più o meno colpevoli e più ancora da proteggere gli innocenti
contro le sue funeste conseguenze. Voi sapete che il successore di Pietro,
Vescovo di Roma che presiede la carità, accoglie nel suo cuore e nella sua
preghiera i bisogni innumerevoli provati da tanti popoli e tante persone che
soffrono per la fame, la guerra, la solitudine, l’odio, la violenza cieca che si
è appena manifestata in modo terribile. Ciò che colpisce il nostro mondo non è
tanto la penuria di risorse materiali, è la mancanza di solidarietà, di
fratellanza, è la mancanza di amore.
Vi incoraggio dunque a continuare ad apportare il vostro contributo, secondo le
vostre possibilità, e anche a farvi educatori con tutti i mezzi messi a vostra
disposizione insegnando il dono di sé alle giovani generazioni delle vostre
famiglie e dei vostri ambienti spontaneamente aperti a una generosità senza
frontiere. Che lo Spirito Santo, Spirito d’amore susciti ampiamente questa
carità! Da parte mia vi auguro un felice anno e benedicendovi chiedo al
Salvatore di colmarvi della sua gioia e dei suoi doni spirituali.
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Vaticana
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