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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI
RAGAZZI DELL'AZIONE CATTOLICA
Lunedì, 23 dicembre 1985
Carissimi Ragazzi dell’ACR.
1. È una grande gioia per me incontrarmi con voi, come ogni anno, nell’immediata
vicinanza del santo Natale. In voi saluto tutti i Ragazzi dell’Azione Cattolica
sparsi nelle varie diocesi italiane e che voi qui rappresentate.
A tutti i ragazzi dell’ACR desidero esprimere il mio apprezzamento e il mio
affetto: il Papa vuole bene a tutti i Ragazzi dell’ACR.
Esprimo il mio incoraggiamento per la proposta associativa, riguardante il nuovo
anno, della quale mi avete parlato. Tale proposta è incentrata sulla comunità
parrocchiale, radunata attorno alla celebrazione eucaristica, che è sacramento
di comunione e che alimenta in noi i doni dello Spirito per il servizio ai
fratelli.
Mi compiaccio per il motto scelto: “canta con noi la tua gioia” e auspico che
tutti i ragazzi dell’ACR siano convinti ed entusiasti annunciatori della gioia
che si alimenta nella celebrazione eucaristica.
2. Sono lieto che questo incontro avvenga in occasione del Natale. È bello
sentirci vicini in questa che è una delle più belle feste della nostra fede!
I bambini comprendono facilmente il mistero del Natale, per quanto tale mistero
sia così profondo, che neanche da adulti si finisce mai di comprenderlo del
tutto. Comunque, per gustare la realtà del Natale, bisogna in qualche modo
restare sempre fanciulli, essere quei fanciulli, per i quali - come diceva Gesù
- è fatto il regno dei cieli. Essere cioè fanciulli buoni.
Solo i fanciulli buoni comprendono il Natale. E anche gli adulti comprendono il
Natale, quando assomigliano ai fanciulli buoni. Infatti, il Natale è
innanzitutto la festa della bontà: della bontà vera, quella che ci insegna Gesù,
che è Dio e che si è fatto uomo, anzi si è fatto bambino, per insegnarci la
bontà.
E in che consiste questa bontà? Nell’amare Dio Padre, Figlio e Spirito Santo e
nell’amare tutti gli uomini nel rispetto dei comandamenti di Dio.
3. Così sarete buoni proprio come Gesù vi vuole. Diventerete amici di Gesù e
come suoi amici potrete fare moltissimo, per il mondo intero.
Gli adulti, il mondo intero, tutti gli uomini hanno un grande bisogno di bontà,
cari fanciulli; e voi, se amate il Natale, potrete fare tanto bene anche agli
adulti. Certo, voi per primi dovete rispettarli quando vi insegnano il bene, a
cominciare dai vostri genitori e maestri. Anche Gesù ha ubbidito a Maria e a
Giuseppe, ha ubbidito a coloro che rappresentavano l’autorità al suo tempo. Ma
mentre rispettosamente ascoltava e interrogava, dava anche modo agli adulti di
capire tante cose (cf. Lc 2, 46-47). Voi pure, cari ragazzi, potete
aiutare gli adulti ad essere migliori. Lo spirito di Gesù che è in voi vuol
servirsi di voi per fare tanto bene e che non immaginate neppure. L’importante è
che voi manteniate un cuore puro, pieno di buona volontà, pronto a correggersi
dai difetti, pronto a fare il bene.
Amate molto e sempre Gesù Bambino: egli sarà la vostra guida anche da grandi
quando si comprende com’era bella quella fanciullezza che si è lasciata. Gesù
Bambino ci aiuti tutti a trovare quella fanciullezza che conduce al regno dei
cieli!
Con la mia affettuosa benedizione.
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Vaticana
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