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VIAGGIO APOSTOLICO IN TOGO, COSTA D'AVORIO II, CAMERUN I,
REPUBBLICA CENTRO-AFRICANA, ZAIRE II, KENYA II, MAROCCO
SALUTO DI GIOVANNI PAOLO II AI GIOVANI DI DOUALA E DI TUTTO IL CAMERUN
Douala (Camerun) -
Martedì, 13 agosto 1985
Cari amici, Giovani di Douala e di tutto il Camerun.
1. Durante la messa, abbiamo molto parlato dell’educazione cattolica. Ci
auguriamo che tutti voi ne beneficiate. Abbiamo ricordato tutti coloro che
possono aiutarvi a realizzare il vostro progetto di vita, la vostra vocazione. E
in primo luogo i vostri genitori, cui dovete la vita; essi vi hanno inoltre
prestato le loro attenzioni, che vi hanno permesso, come a Tobia, di realizzare
questa vita, e un’educazione da cui resterete segnati per sempre, poiché essa è
inscritta nell’affetto paterno, nella tenerezza materna. Abbiamo fatto appello
ai responsabili della scuola, ai vostri insegnanti, alle parrocchie, ai
movimenti, a tutti coloro che possono darvi un orientamento, un aiuto,
un’amicizia, un’esperienza di vita.
2. Ma spetta a voi, crescendo, prendere in mano la vostra educazione;
attingere al vostro patrimonio familiare, culturale, alla vostra formazione
catechetica, ai vostri studi, frequentando i vostri amici più grandi e i vostri
coetanei, le convinzioni che vi permettono di condurre una vita come giovani,
uomini e donne degni del progetto di Dio su ciascuno di voi.
Poiché ciascuno ha un posto nel pensiero di Dio, nella famiglia di Dio.
Nessuno escluso, anche se, ahimè, non trova ancora una collocazione nel mondo
del lavoro. Coloro che sono cristiani sanno che Gesù li guarda con amore, come
un certo giovane del Vangelo. Egli conta sulla vostra risposta. Egli ci invita
in primo luogo ad essere fedeli ai comandamenti inscritti nella vostra
coscienza: onesti, franchi e coraggiosi, puri, rispettosi degli altri, dei
vostri genitori, degli anziani, dei giovani e delle giovani come voi. Egli vi
mette in guardia contro le insidie di quanti vi promettono un avvenire senza
pene, un godimento senza responsabilità, un successo senza fatica, un profitto
senza condivisione. Preferire la fuga nell’egoismo, nella passività, talvolta
anche nella dissolutezza, nel brigantaggio, nella droga e nella violenza, vedete
bene che è una disgrazia, che è indegno dell’uomo!
3. Ma Cristo - e la Chiesa con lui - sa bene che voi siete generosi. Voi
volete che la vostra vita serva a qualcosa, a qualcuno. Egli vi reputa capaci di
amare veramente. Aprite gli occhi su coloro che sono forse più sfortunati di
voi. Siate solidali. Sviluppate la vostra intelligenza e, nello stesso tempo,
allargate il vostro cuore. Cristo vi esorta a fare della vostra vita un dono che
sia per gli altri un sostegno, che li conforti e li rallegri. Alcuni
identificano questo dono nella Chiesa per servire come sacerdoti, come diaconi,
come catechisti; e, cari amici, voi sapete quanto la messe spirituale è grande e
urgente. Altri la vedono come un impegno nella famiglia, nella società. La
società ha infatti bisogno di voi, perché questa città di Douala, perché le
vostre città e villaggi, perché il Camerun intero conoscano una maggiore
prosperità condivisa, una maggiore giustizia, una maggiore fraternità.
4. Sì, un grande cantiere si è aperto dinanzi a voi. Tendete la mano ai
vostri amici e fate la vostra parte. Un grande cantiere si è aperto dinanzi ai
giovani di tutto il mondo. L’Anno internazionale dei giovani vuol essere il
punto di partenza di questa presa di coscienza. I giovani si sentono spesso
deboli e bisognosi; talvolta dubitano di loro stessi, degli adulti, perfino di
Dio. La maggior parte di essi aspira alla pace. “La pace e i giovani camminano
insieme” come dicevo nel mio messaggio di Capodanno. Vogliono la fraternità al
di là delle razze e delle frontiere. Vogliono che ci si mobiliti per vincere la
fame. Vogliono un mondo rispettoso dell’uomo, della sua libertà, della sua
coscienza. Vogliono un mondo di verità, senza ipocrisia.
Questo mondo, cari amici, lo desiderate, lo volete anche voi? In tal caso
bisogna pagarne il prezzo: quello degli sforzi generosi, rigorosi, metodici per
arrivare alla verità, per costruire la civiltà dell’amore, cominciando
dall’ambiente in cui vivete. Il rinnovamento del mondo passa anche attraverso la
lotta. Non una lotta contro l’uomo, ma una lotta contro il male presente in noi
e nel mondo. Ciò richiede sacrificio.
5. I cristiani che si sono messi al seguito di Gesù lo sanno bene. Sul
cammino vi è la croce e, con la croce, la conversione, il perdono. Ma anche la
risurrezione. Gesù ha aperto la strada a una vita nuova, alla fratellanza: essa
non verrà mai ostruita. Egli ha aperto le porte del mondo dei figli di Dio: esse
non saranno mai chiuse.
Vi dico, amici, non temete quel mondo! Abbiate fiducia in Cristo, l’amico
della vostra giovinezza, restate suoi familiari nella preghiera. Sì, trovate il
tempo di pregare, di meditare insieme la Bibbia, di partecipare all’Eucaristia
domenicale. Approfondite la vostra fede, in proporzione alla vostra cultura,
convinti che non vi è opposizione tra la fede e la scienza. Non vi lasciate
sedurre da una qualsivoglia dottrina intellettuale. Abbiate fiducia nella
Chiesa: malgrado le sue imperfezioni, essa vi trasmette il messaggio di Cristo e
i suoi sacramenti in modo certo. Come dice un vostro proverbio locale: “Non
respingere la piroga che ti ha condotto sull’altra sponda”. La Chiesa non è una
setta nata ieri, essa è la grande corrente di vita che viene da Cristo per mezzo
degli apostoli. E oso dire: non accontentatevi di ricevere. Non restate sul
ciglio della strada. Voi siete la Chiesa. Costruitela nel vostro ambiente con i
vostri sacerdoti, i vostri assistenti spirituali, i vostri professori cristiani,
i vostri movimenti cattolici. Siate a vostra volta degli apostoli per questo
mondo nuovo.
Un giorno, San Pietro, come Gesù, disse ad uno storpio di Gerusalemme:
“Alzati e cammina”. Che il Signore, col suo Spirito, sia la tua gioia, il tuo
amore, la tua forza! Che egli ti benedica! Che vi benedica tutti, ragazzi e
ragazze, figli di Douala e di tutto il Camerun!
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