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VIAGGIO APOSTOLICO IN TOGO, COSTA D'AVORIO II, CAMERUN I,
REPUBBLICA CENTRO-AFRICANA, ZAIRE II, KENYA II, MAROCCO
ATTO DI CONSACRAZIONE ALLA VERGINE NEL SANTUARIO DI
NOSTRA SIGNORA DEL LAGO TOGO
DISCORSO
DI GIOVANNI PAOLO II
Togoville (Togo) - Venerdì, 9 agosto 1985
Cari fratelli e sorelle, pellegrini di Notre-Dame del lago
Togo.
1. La vostra gioia è straboccante! La mia è grande quanto la
vostra! È vero che un incontro tra amici, e questo è ben uno di essi, fa
crescere l’amicizia. Altrettanto certo è che un raduno di pellegrini - e questo
è uno stupendo raduno - risveglia la fede cristiana. E chiaramente la presenza
del successore di Pietro tra voi porta l’entusiasmo al suo culmine, un po’ come
se vi ritrovaste sulle rive del lago di Galilea. Il Signore sia sempre lodato
per la grazia accordata a tutti noi!
Il nostro incontro si svolge in un contesto meraviglioso:
sulle rive del lago Togo. Si svolge accanto al santuario iniziato nel 1910 dai
missionari del Verbo Divino. Si svolge vicinissimo all’immagine rappresentante
Notre-Dame del lago Togo, invocata col nome di Madre della misericordia.
Pellegrini di tutte le età, indovino il vostro desiderio di manifestare la
vostra gioia nel modo africano e togolese. Allora potete battere le mani per
Notre-Dame! Per la santissima Madre di Dio!
Il Dio che adoriamo è Spirito. Per amore dell’umanità, si è reso
visibile nella persona del suo unico Figlio, il quale, da sempre, è una sola
cosa con lui, nell’unità dello Spirito Santo. Questo Figlio, divenuto uomo, ha
compiuto l’esperienza dell’esistenza umana su un piccolo lembo dell’immenso
universo, che a partire da questo avvenimento storico viene chiamato Terra
santa. Sì, il Figlio di Dio ha voluto nascere da una donna scelta sin
dall’inizio dei tempi. Nascere da una donna esente dal peccato! E questa Madre,
benedetta tra tutte, Dio ce l’ha data alcuni istanti prima di spirare sulla
croce, sulla quale offriva la sua vita per noi. Gesto misterioso e allo stesso
tempo così luminoso! Il Figlio di Dio ci ha dato sua Madre. Perché? Per aiutare
i cristiani, i suoi discepoli di tutti i continenti e di tutti i tempi, a capire
il mistero di Gesù, il solo salvatore del mondo, il solo intermediario tra Dio e
gli uomini. Per aiutarli con sollecitudine materna a seguire Gesù. Come a Cana,
ella sembra dirci: “Fate quello che vi dirà” (Gv 2, 5). Ella ci aiuta a
meditare sulla testimonianza unica resa al mondo da suo Figlio: disponibilità
filiale verso Dio, Padre suo e Padre nostro, e allo stesso tempo apertura agli
altri uomini e agli altri popoli, apertura fraterna, generosa, senza limiti né
di frontiera né di razza. Non smettiamo mai di adorare questo Salvatore,
traboccante d’amore misericordioso per tutti e per ciascuno! Veneriamo
ugualmente e incessantemente la Madre di questa misericordia divina, incarnata
nella persona di Gesù. Come suo Figlio, anch’essa è misericordia. Come avete
avuto ragione, in occasione dei festeggiamenti del 1973, di completare
l’appellativo “Notre-Dame del lago Togo” aggiungendovi “Madre della
misericordia”.
Vi siete ispirati al Vangelo stesso e a tutta la storia della
devozione mariana da duemila anni a questa parte. Non potremo andarcene da
questo luogo benedetto senza esserci rifugiati in spirito tra le braccia di
questa Madre, facendo nostra la consacrazione che pronuncerò in nome di tutti.
2. Ma prima vorrei rivolgermi in particolare ai giovani così
come agli ammalati e agli handicappati qui presenti. Cari adolescenti e giovani,
che avete la fortuna d’essere in salute: ringraziate il Signore. Rispettate
questo tesoro. Imparate a padroneggiare il vostro corpo nella disciplina
sportiva, con una buona igiene. Apportate alla società togolese e in particolare
alla vostra famiglia le sane forze fisiche di una personalità equilibrata. La
vostra dignità di uomini deriva dalla vostra rassomiglianza a Dio stesso. Sapete
che le vostre capacità di riflessione, di decisione, di dono di voi stessi sono
di natura spirituale, e rispecchiano una certa presenza di Dio in voi. Il vostro
Battesimo è un avvenimento che segna tutta la vostra vita. Confermati nello
Spirito, uniti al corpo di Cristo, siete sostenuti nella vostra dignità di
uomini dalla presenza di Dio in voi. Una tale dignità si manifesta e si
manifesterà ogni giorno attraverso la vostra lealtà, il vostro coraggio, la
vostra disponibilità, la vostra capacità di perdono e di riconciliazione, la
fedeltà alle vostre credenze religiose e alla preghiera. Le conoscenze religiose
che avete ricevuto devono essere sviluppate, approfondite, molto al di là del
catechismo dell’infanzia, soprattutto se seguite degli studi. Esse devono essere
all’altezza della vostra cultura, devono permettervi di rispondere a domande
vecchie e nuove, di dar testimonianza della speranza che è in voi. Devono
soprattutto portarvi ad aver totale fiducia in Cristo, a intrattenere un dialogo
con lui attraverso la preghiera, a prendere posto attivo nella Chiesa, a cercare
di costruire insieme a lui un mondo nuovo.
Tra tutte le creature, Maria, con la sua fedeltà, con la sua
dedizione totale al Signore e alla sua opera di salvezza, è un ammirevole
esempio per tutti noi. Sì, Maria ha ricevuto molto dal Signore. Essa ha anche
fatto fruttare al massimo i talenti ricevuti. Ecco perché ha dato molto
all’umanità intera, e continua ad accompagnare i singoli e i popoli.
Giovani, la Chiesa in questo Paese ha bisogno di voi. La società
togolese ha bisogno di voi. L’Africa ha bisogno di voi. Siate pronti, come Maria
di Nazaret, a dare il meglio di voi stessi per servire Dio e i vostri fratelli.
3. E voi, cari giovani o adulti che siete segnati da
un’infermità, da una malattia, da sofferenze morali, rivolgetevi sempre più alla
Madre di misericordia. Penso in particolare ai ciechi che mi ascoltano. La
Vergine Maria vi condurrà vicinissimo a suo Figlio. Certo, è importante che,
all’interno di ciascun Paese, e tra Paesi meglio attrezzati e Paesi meno
avanzati, ci si aiuti reciprocamente a fare indietreggiare la miseria sotto ogni
aspetto. Servono più medici, più ospedali, più dispensari. Purtroppo esistono
dappertutto, anche nei Paesi molto attrezzati, infermità e malattie difficili da
guarire, perlomeno completamente. E vi è poi la sofferenza morale, più pesante
talvolta della sofferenza fisica.
Fratelli e sorelle, giovani e adulti, la devozione a Gesù
Cristo, la pietà verso sua Madre hanno aiutato generazioni di credenti ad
accettare sempre più la propria croce. I pellegrini di santuari quali Lourdes
sono stati colpiti nel constatare la pace e persino l’intimo sorriso degli
ammalati sulle sedie a rotelle o distesi sulle barelle. Il male rimane un
problema lancinante, che fa dire a ciascun infermo o a chi lo circonda: perché,
perché proprio io? E tuttavia il signore Gesù - e solo Lui - ha dato in qualche
modo un senso a questa prova, una luce. Egli ha assunto su di sé la sofferenza.
Ha portato la propria croce. Abbiamo meditato questi misteri. Tuttavia in lui
non vi è alcuna traccia di rivolta, né di fatalismo: questa sofferenza, l’ha
offerta per amore. Ed è così che ha ottenuto la vittoria sul male. La
sofferenza, guardata in faccia, accettata a poco a poco, offerta in unione con
Cristo, può essere un cammino di luce, un’ascensione spirituale. Esistono
numerosi casi di cristiani, privati dell’uso parziale o totale delle forze
fisiche, dei sensi - vista o udito - che illuminano e talvolta addirittura
convertono i propri simili, non per ciò che fanno, ma per ciò che sono. In un
certo senso, essi sono i segni evangelici d’oggi. Sì, la Vergine Maria, in tutti
i santuari che le sono consacrati nel mondo intero, aiuta i pellegrini che
soffrono a divenire un dono fecondo, una luce salvifica per l’umanità. Infermi e
ammalati venuti a questo pellegrinaggio, credete al valore della vostra
esistenza vissuta con Cristo e accanto a sua Madre! La Chiesa conta sulla vostra
preghiera. E anch’io vi conto per il ministero che mi ha affidato il Signore al
servizio di tutta la Chiesa.
Un istante di silenzio sarebbe utile a tutti noi, prima di unire
i nostri spiriti e i nostri cuori nella preghiera di consacrazione che
pronuncerò a nome di tutti.
Atto di consacrazione
O Maria, Madre del Figlio di Dio, il solo Redentore venuto a
salvare i popoli di tutti i continenti e di tutti i tempi, noi ti lodiamo.
Tu sei la più santa e la più umana tra tutte le creature del
Signore. Tu sei la più grande, “benedetta fra le donne” della terra. Sei allo
stesso tempo la più umile, la più avvicinabile! Sei per sempre la Madre di Dio.
Hai voluto accettare di essere anche la misericordiosissima Madre di tutte le
generazioni umane, che non smettono mai di dirti: Beata”.
Da venti secoli, mentre risiedi vicino a tuo Figlio, nella
gloria del cielo, è come se tu stessi visitando la terra! Tendi l’orecchio ai
discepoli di tuo figlio Gesù, ti chini sui peccatori! Accogli tutti gli uomini
di buona volontà, come faceva lo stesso Gesù nei villaggi e nelle città di
Giudea e di Galilea! Nel tempo della Chiesa inaugurato dalla Pentecoste, alla
quale eri presente, non smetti di presentare ai singoli e alle nazioni questo
Bambino, frutto stupendo dello Spirito Santo nella tua carne virginale, questo
Bambino venuto, al tempo prescelto, luce per il mondo, Figlio di Dio che rimette
la propria vita tra le mani del Padre per salvare molti. Risuscitato il mattino
di Pasqua come vincitore della morte. O Maria, tu desideri una sola cosa
affinché la nostra gioia sia perfetta, anche nelle prove della vita. Tu desideri
una sola cosa: che noi accettiamo pienamente Gesù.
O Madre di misericordia, in questo giorno, in questo luogo, noi
sentiamo il bisogno di riceverti - ancor di più - come nostra madre. Portarti
con noi giorno per giorno, negli anni, più profondamente nel cuore! Affinché tu
ci mantenga vicini, sempre più vicini a Gesù salvatore, sempre più fedeli al
servizio di tutti i suoi fratelli, che sono anche tuoi figli, al servizio
soprattutto dei più piccoli, di coloro che conoscono le angosce più grandi. Il
nostro spirito, la nostra volontà, il nostro cuore, il tesoro della nostra fede,
i nostri limiti, i nostri insuccessi, le nostre gioie, i nostri re-inizi, le
nostre diverse responsabilità, i nostri rapporti umani, i nostri sforzi di
capire l’epoca in cui viviamo, tutta la nostra vita fino all’ultimo respiro . . .
tutto è affidato al tuo sguardo materno, alla tua bontà, alla tua preghiera
d’intercessione! Tutto ciò che siamo, tutto ciò che abbiamo è rimesso tra le tue
mani, per la causa di Gesù e per l’edificazione del suo regno di verità, di
santità, di giustizia, di fraternità, di pace.
In questo giorno e in questo luogo noi ti affidiamo questa cara
patria del Togo, le nostre famiglie, le nostre comunità cristiane, i pastori
chiamati a condurle. Noi ti affidiamo l’Africa tutta intera e il suo futuro. Ti
affidiamo il mondo intero, questo mondo che ami e che vuoi salvare, accanto a
tuo figlio Gesù.
O Madre, facci sentire la sua presenza materna così discreta ed
efficace. Fa’ di noi dei discepoli ardenti di Gesù e degli operai generosi del
suo Vangelo, nella Chiesa che ha fondato!
Amen!
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