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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI
PARTECIPANTI ALLA «MARATONA DI PRIMAVERA»
Domenica, 21 aprile 1985
Saluto di cuore tutti voi, partecipanti a questa festosa assemblea, ogni anno
sempre più numerosa e viva.
Come festa di primavera essa è prima di tutto manifestazione di gioia, felicità
di partecipare al dono della vita. Letizia tanto più intensa e dono tanto più
grande quanto più intimamente ancorati alla certezza che la nostra esistenza è
data da Dio, nostro Padre, e che dentro i nostri cuori batte la stessa vita di
Gesù risorto, vincitore della morte.
Ma la manifestazione di oggi vuole essere anche festa della Scuola Cattolica,
che si propone l’alto obiettivo di favorire la promozione umana con la fede nei
valori del Vangelo, di conoscere Dio per farlo vivere più profondamente dentro
di noi, per diffondere attorno a noi come per irradiazione l’idea che la vita di
ogni essere umano senza Dio è una piccola cosa che passa, con Dio è il valore
più grande che resta.
Saluto le organizzazioni cattoliche che, sotto vari nomi, con tanto amore,
spirito di solidarietà e senso di collaborazione hanno promosso e realizzato
questa riuscita manifestazione.
Vi saluto tutti uno per uno: genitori, docenti, alunni, ex alunni amici della
Scuola Cattolica, cittadini di tutti i quartieri di Roma, del centro e della
periferia, della provincia e della Regione. In modo speciale saluto voi, ragazzi
e giovani. Con voi rivolgo un deferente pensiero alle Autorità Governative che
hanno voluto essere presenti a questa manifestazione.
Fra poco avrà inizio la vostra marcia, divenuta ormai una tradizione attesa e
gradita della città di Roma. Il vostro corteo si snodi per le strade del centro
come fiumana di luce e di calore, perché tutti vedano che la vostra gioia viene
dalla convinzione intima del cuore che Dio amore è con noi, e che la primavera
che è dentro di voi è più bella di quella di fuori.
Io vi benedico di cuore, tutti e ciascuno.
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Vaticana
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