Venerati confratelli!
Carissimi fedeli di Brescia!
1. Siete venuti numerosi e ricchi di entusiasmo a Roma, per compiere il
pellegrinaggio giubilare ed acquistare l’Indulgenza dell’Anno Santo; ma siete
venuti anche per restituire la mia visita dello scorso settembre nella vostra
amata città. Vi ringrazio sentitamente e a tutti porgo il mio affettuoso saluto,
particolarmente lieto di questo incontro.
Desidero salutare in modo speciale Monsignor Luigi Morstabilini, che dopo
quasi vent’anni di intenso lavoro sta per lasciare la diocesi: mentre gli
rinnovo l’espressione del mio apprezzamento per l’opera svolta con costante
dedizione, mi unisco a lui nel ringraziare il Signore per il bene compiuto nei
lunghi anni di ministero. Al tempo stesso porgo il mio cordiale saluto ed i miei
auguri a Monsignor Bruno Foresti, che da Modena è stato chiamato a reggere la
ben più vasta diocesi di Brescia: auspico che il suo impegno pastorale trovi tra
voi generosa corrispondenza. Saluto poi il Vescovo ausiliare, tutti i sacerdoti,
i religiosi e le religiose, i seminaristi, i laici responsabili nei diversi
settori della vita ecclesiale. Sono lieto inoltre di esprimere il mio deferente
benvenuto al Sindaco della città e a tutte le autorità civili, che furono tanto
gentili e premurose durante la mia visita e resero calorosa e indimenticabile la
mia giornata trascorsa a Brescia! Ma siete in particolare tutti voi, cari
bresciani, che intendo abbracciare in un unico, grande saluto, col quale
desidero raggiungere l’intera diocesi.
Sia ringraziato il Signore per la fede cattolica, che vi fa sentire la
grandezza e l’importanza di essere uniti e fervorosi nella verità e nella
carità! E sia ringraziato anche per quello storico e magnifico 26 settembre
dello scorso anno, che ho vissuto con voi nella preghiera, nella meditazione,
nella comunione fraterna, nella celebrazione eucaristica, per onorare la memoria
di Paolo VI.
2. La vostra presenza, così numerosa e qualificata, mi spinge a riflettere
brevemente con voi sulla spiritualità tipica della vostra diocesi per esortarvi
ad essere sempre fedeli alle vostre radici cristiane.
Oltre a un clero fedele e generoso, Brescia ha avuto un laicato che ha
vissuto la fede cristiana con profonda convinzione e sincera coerenza.
Basterebbe citare al riguardo il Servo di Dio Giuseppe Tovini. Un laicato che
custodì la fede come il bene maggiormente prezioso e la testimoniò con una
operosa presenza nella società, dando origine a iniziative coraggiose
soprattutto nel settore della scuola e dell’educazione della gioventù, alcune
delle quali sono notevolmente cresciute e continuano a rendere un valido
servizio alla Chiesa e alla scuola italiana.
Anche se oggi voi siete chiamati ad operare in un ambiente molto diverso, per
le profonde trasformazioni che hanno caratterizzato questi anni, dovete avere lo
stesso spirito di fede, lo stesso ardore apostolico, lo stesso amore alla
Chiesa.
Guardando all’esempio del laicato che vi ha preceduto e che si distinse per
l’impegno, ispirato dalla fede, anche nel campo sociale e politico, sappiate
essere presenti nella società di oggi con entusiasmo e spirito di iniziativa,
illuminati e sorretti dalla medesima fede, vissuta e manifestata coerentemente
anche nella costruzione della città terrena.
Sarà necessario, per questo, impegnarsi in uno sforzo concorde di invenzione
e di proposta che, indicando mete umanamente persuasive e cristianamente
autentiche, sappia far presa sugli anni e sollecitare all’azione ogni persona di
buona volontà. Tale sforzo suppone un’approfondita riflessione ecclesiale,
capace di coinvolgere e guidare tutte le energie vive del mondo cattolico, sia
quelle raccolte nelle associazioni o in altre forme organizzative, sia tutte le
altre. Chi non vede quale vantaggio può derivare da un sempre più efficace
coordinamento delle forze operanti sia nel campo della promozione umana che in
quello più specificamente pastorale? Ne deriverà, fra l’altro, quell’incisivo
sviluppo della evangelizzazione e della catechesi, che il vostro recente Sinodo
diocesano ha caldamente auspicato.
3. Desidero, cari bresciani, raccomandarvi in particolare di dare alla
preghiera il posto che le spetta nella vostra vita. È dalla preghiera e dal
senso di Dio che ancora oggi deve prendere le mosse un laicato che anche nella
sua attività professionale e nell’impegno sociale intenda essere fedele alla
vocazione cristiana contenuta nel Battesimo.
Non dimenticate mai la significativa parabola del giudice distratto e della
vedova insistente, narrata dal Divin Maestro, per farci comprendere “la
necessità di pregare sempre, senza stancarsi” (cf. Lc 18, 1-8).
Infatti, bisogna sempre pregare, per non lasciare che l’uomo si riduca “ad
una sola dimensione”, quella terrena. Pregate e vigilate per non soccombere alla
tentazione della mentalità consumistica e permissiva; pregate e vigilate per
poter portare proprio in questa società la luce della verità, le certezze
trascendenti ed eterne, la gioia della vera speranza, l’impegno della carità
coraggiosa e universale. Il mondo ha bisogno di maggiore preghiera.
Siate sempre fedeli, in particolare, alla Santa Messa festiva, e, quando è
possibile, alla partecipazione quotidiana al divin Sacrificio. Più che un
dovere, che obbliga gravemente in coscienza, la Messa festiva deve essere vista
come un dono e un invito, a cui si prende parte con fede e letizia. Il “Giorno
del Signore” abbia un posto speciale nella vostra vita.
Il pellegrinaggio giubilare che avete compiuto con tanta fede, cari bresciani,
sia per voi tutti un efficace stimolo a propositi fermi di preghiera e di
assiduità alla Santa Messa.
4. Concludendo questo incontro, il mio pensiero va al Santuario della Madonna
delle Grazie, dove il futuro pontefice Paolo VI fin dalla sua giovinezza si
raccoglieva in devota preghiera ai piedi della Vergine Santissima; li celebrò la
sua Prima Messa, indossando la pianeta ricavata appositamente dall’abito nuziale
di sua madre; e lì si recò a pregare anche prima di partire per il Conclave che
lo avrebbe eletto Sommo Pontefice. A lei, alla Madre del cielo, affido voi, e
tutta la diocesi di Brescia: continuate a pregarla con lo stesso fervore di
Paolo VI; continuate ad invocare grazie abbondanti sulle vostre famiglie, sui
vostri sacerdoti, sulle vocazioni ecclesiastiche e religiose, per la Chiesa
intera e le sue attuali necessità! E là, nel vostro bel Santuario, pregate anche
per me e per la mia missione pastorale!
Vi accompagni la mia benedizione, che volentieri estendo a tutti i fedeli
della diocesi!
So che all’udienza partecipa un folto gruppo di persone qui convenute per
celebrare il 95° anniversario di fondazione della rivista “Madre”.
Nell’esprimere cordiale apprezzamento a quanti curano con intelligenza e amore
la redazione del periodico, formo l’auspicio che esso, in sintonia con gli
ideali che ne hanno ispirato l’ormai lungo cammino, si impegni ad essere sempre
eco fedele della voce della coscienza illuminata dalla fede.
Estendo poi il mio saluto a tutti gli altri gruppi, di varia provenienza, che
sono presenti nell’aula. Tutti assicuro del mio ricordo nella preghiera e del
mio affetto.
A tutti imparto la mia Benedizione.
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Vaticana