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VISITA PASTORALE
A RIETI E GRECCIO
INCONTRO CON LE CLAUSTRALI DEI MONASTERI DELLA
DIOCESI DI RIETI
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
Santuario di Greccio Domenica, 2 gennaio 1983
Carissime sorelle nel Signore!
1. Nella gioiosa circostanza della mia visita a Greccio e nell’atmosfera mistica
e soave di questa località, così intimamente francescana e quindi cristiana,
sono molto lieto di poter rivolgere un saluto particolarmente cordiale a voi,
religiose claustrali, qui convenute per incontrarmi, ben ricordando ed imitando
l’amore e la venerazione che san Francesco sempre sentì e insegnò verso il
Romano Pontefice.
Vi ringrazio commosso per la vostra presenza, così affettuosa e significativa e
desidero rinnovare anche a voi i sentimenti che provo per la vostra totale
consacrazione alla vita contemplativa. Questa vostra donazione all’Assoluto, che
esige una vocazione e che ha come ideale unicamente l’Amore, è un modo tipico di
essere Chiesa, di vivere nella Chiesa, di compiere la missione illuminatrice e
salvatrice della Chiesa. Intendo sottolineare con forza il valore essenziale
della vostra presenza nel provvidenziale disegno della Redenzione e confermarvi
nella validità dei vostri propositi di preghiera e di penitenza per la salvezza
dell’umanità.
2. Il vostro ideale è prima di tutto un “segno” per l’uomo moderno affannato da
mille problemi e tormentato da tante vicende sociali e politiche. Le claustrali,
con la loro vita di preghiera e di austerità, propongono al mondo le parole di
Gesù: “Cercate prima il Regno di Dio e le altre cose vi saranno date in
aggiunta” (Lc 12, 13); e quelle della Lettera agli Ebrei: “Non
abbiamo qui una città stabile, ma cerchiamo quella futura” (Eb
13, 14). Il vostro esempio reale e concreto, diventa perciò un’esortazione e un
invito all’uomo a rientrare in se stesso, a lasciare la superficialità, la
dispersione, l’efficientismo per sentire che in effetti il nostro cuore - come
diceva sant’Agostino - è fatto per l’Infinito e solo in esso trova pace e
riposo. Anche per voi valgono le parole che santa Teresa di Gesù scriveva nella
sua autobiografia: “Dopo aver visto la grande visione del Signore, non vi fu più
persona che al suo confronto mi apparisse così piacevole da occupare ancora il
mio spirito . . . (S. Teresa di Gesù, Vita, 37, 4). È la sfida continua che,
con la vostra scelta, voi lanciate al mondo!
3. La vostra consacrazione totale all’Amore è anche un monito per tutti i
cristiani, per i sacerdoti, i religiosi, i teologi e i responsabili della
Chiesa. Certamente, per l’annunzio del Vangelo e per la salvezza delle anime
sono necessari i vari mezzi di apostolato; la ricerca di nuovi metodi, la
creatività, la novità, il dinamismo operativo, l’aggiornamento nelle idee e
nelle proposte . . . Ma la preghiera personale, l’implorazione di luce e di forza
per sé e per il mondo intero, rimane essenziale, così come la preoccupazione
fondamentale deve rimanere sempre il mantenimento e la difesa del “deposito” di
verità che Gesù, nascendo a Betlemme, ha rivelato e poi ha affidato alla Chiesa.
4. A pochi mesi dall’inizio del Giubileo commemorativo della Redenzione di
Cristo, raccomando a voi, carissime sorelle claustrali, il buon esito di questa
iniziativa, che sento tanto necessaria per la riflessione e la conversione.
Raccomando alle vostre preghiere e al vostro fervore spirituale l’intero Anno
Giubilare, e in modo particolare due avvenimenti che mi stanno più a cuore: il
Congresso Eucaristico nazionale italiano e il Sinodo dei Vescovi sul tema:
“Riconciliazione e penitenza”.
Il Divin Salvatore vi ricolmi sempre della santa letizia che provò qui a Greccio
san Francesco d’Assisi! La Vergine santissima e san Giuseppe vi accompagnino con
la loro celeste protezione! E vi sia di aiuto la mia benedizione apostolica, che
con grande effusione vi imparto.
© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana
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