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SALUTO DI GIOVANNI
PAOLO II AI PELLEGRINI NEOZELANDESI
Sabato,
5 febbraio 1983
Cari fratelli e sorelle della Nuova Zelanda.
Quando il Vescovo di una diocesi viene a Roma in pellegrinaggio, può essere
che egli sia o non sia accompagnato da membri della sua Chiesa locale, ma in
entrambi i casi non è mai solo. Il Vescovo porta nel suo cuore le speranze e le
aspirazioni di tutto il suo popolo; è sostenuto dalle loro preghiere e porta con
sé - per presentarle a Cristo - la forza e la debolezza del suo gregge. Egli
giunge a Roma quale alto sacerdote dell’unità e universalità cattolica.
Questo è vero in modo particolare oggi per l’Arcivescovo di Wellington che
viene alla Sede di Pietro quale pellegrino, prescelto dal successore di Pietro
per rendere uno specifico servizio alla Chiesa universale. Nello stesso tempo,
sono sicuro che l’intera arcidiocesi - l’intera Chiesa della Nuova Zelanda -
desidera associarsi in questo compito particolare, mediante le preghiere, la
collaborazione e la fedeltà al perenne messaggio della salvezza in Gesù Cristo,
che trascende l’originalità di qualsiasi e ogni cultura e che rimane immutabile
patrimonio della Chiesa universale e di ogni Chiesa locale in ogni generazione:
“Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre” (Eb 13, 8). La vostra
Chiesa locale, anche se geograficamente distante, è oggi legata più strettamente
che mai alla Chiesa universale e al suo Pastore e, grazie a questa unione, è
vicina a tutte le altre Chiese locali. E in questa comunione ecclesiale trova la
garanzia della propria cattolicità.
Nel suo compito di servizio universale, caro Cardinale Williams, lei porterà
con sé il grande contributo dei malati e dei sofferenti, le preghiere delle
claustrali, la dedizione di numerose famiglie cattoliche, la fedeltà dei
sacerdoti, dei fratelli e delle sorelle, e la santità sia dei giovani che degli
anziani. E nella unità e carità cattolica noi lavoreremo insieme, affinché “la
parola del Signore si diffonda e sia glorificata” (2 Ts 3, 1).
A tutti gli abitanti della Nuova Zelanda, e in particolare alle autorità
religiose e civili della vostra terra, invio i miei saluti esprimenti la mia
stima e rispetto. Dio benedica la Nuova Zelanda.
© Copyright 1983 - Libreria Editrice
Vaticana
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