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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO A LOURDES
CERIMONIA DI BENVENUTO
INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO
II CON IL PRESIDENTE
FRANÇOIS MITTERRAND
Aeroporto
Internazionale Tarbes-Lourdes-Pyrénées (Francia)
Domenica,
14 agosto 1983
Signor
Presidente, sono molto toccato dalle parole che mi ha indirizzato in nome del
popolo e del governo francese, e sono sensibile all’omaggio che rende alla mia
missione spirituale verso tutti i cattolici - del vostro Paese e dell’universo -
così come agli sforzi che questa missione comporta in favore della pace e della
giustizia nel mondo. La ringrazio, in special modo, di aver voluto venire di
persona a salutarmi e a conversare con me su importanti questioni, prima che io
incominci il pellegrinaggio per il quale sono venuto.
Ringrazio
anche l’Episcopato francese che mi ha invitato a più riprese a recarmi a
Lourdes, e che saluto qui nelle persone dei Signori Cardinali, del Presidente e
del vicepresidente della Conferenza, prima di incontrare i loro confratelli a
Lourdes. Il Signore mi permette di esaudire anche un desiderio che mi era assai
caro da molti anni: un desiderio che molti cristiani desiderano realizzare nella
loro vita, e a maggior ragione un Papa.
Contando
sulla fedeltà di un’umile fanciulla di questo Paese per trasmettere un messaggio
venuto dall’alto, la Vergine ha fatto di questo luogo un punto d’incontro
mondiale per coloro che credono nel Vangelo, per coloro che pregano, per coloro
che soffrono, per coloro che vogliono essere liberati dal peccato, per coloro
che aspirano a ritrovare nella Chiesa le radici della loro comunione nella fede
e nella carità. Mi unirò dunque alla preghiera, ai gesti religiosi dei
pellegrini di tutti i Paesi, riuniti qui.
Ma so che
la maggior parte di loro sarà venuta dalla Francia in coincidenza con il
Pellegrinaggio nazionale annuale. Pregherò dunque particolarmente con il popolo
cristiano di questo Paese, per le intenzioni dell’intera Nazione francese e per
coloro che hanno l’incarico di governarla e di servirla. Conosco il suo passato,
i suoi meriti e gli sforzi dei vostri concittadini - cristiani o non cristiani -
oggi come ieri, affinché resti degna delle sue tradizioni di libertà e di
fraternità e della sua giusta preoccupazione per la pace fra i diversi Paesi del
mondo. Immagino, altresì, le difficoltà che essa incontra e alle quali ciascuno
deve far fronte secondo le proprie responsabilità spirituali e civili. Senza
negare la complessità dei problemi economici e sociali, è necessario considerare
in primo luogo la grave posta spirituale che li sottende, come dicevo solo due
mesi fa nel mio Paese: la loro corretta soluzione implica la fedeltà di ognuno
alla propria coscienza, una coscienza ben educata a discernere il bene e il
male, desiderosa di giustizia, di amore e di verità; una coscienza rispettosa
del mistero di Dio, che solo può dare un senso pieno alle esigenze morali, così
come all’esistenza stessa: una coscienza sensibile al messaggio del Vangelo,
trasmesso dalla Chiesa di generazione in generazione in seno alla vostra Nazione
e che ha segnato dei suoi valori la cultura, l’arte e i costumi. Lourdes è
precisamente quella fonte in cui la coscienza diviene o ridiviene limpida e
ritrova il suo primitivo orientamento, con Maria, così venerata in questo Paese
e da così lungo tempo come a Puy, a Fourvière e in tanti altri luoghi.
È dunque
un momento privilegiato quello che sto per vivere qui, per il progresso della
Chiesa e per il bene della Francia, che chiedo a Dio di benedire per
intercessione di “Nostra Signora”!
© Copyright 1983 - Libreria Editrice
Vaticana
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