Carissimi Sacerdoti alunni della Pontificia Accademia
Ecclesiastica.
HO ACCOLTO VOLENTIERI il desiderio espressomi dal vostro caro
Presidente, Monsignor Cesare Zacchi, di un incontro con voi, in questo momento
che segue di poco gli Esercizi Spirituali che avete fatto ad Assisi, e precede
la destinazione di alcuni di voi al servizio delle Rappresentanze Pontificie.
Vorrei anzitutto ringraziarvi dei voti augurali che mi avete
inviato da Assisi. Ogni firma che ho visto in quella missiva prende ora la forma
di un volto, a cui mi è gradito rivolgermi per un colloquio, che vorrei
semplice ma anche significativo.
Il richiamo a San Francesco penso non vi sia stato suggerito da
circostanze casuali, ma proceda piuttosto da un’intenzione profonda e dalla
ricerca di un'ispirazione per la vostra vocazione. In effetti, San Francesco
costituisce un esempio luminoso anche per il ministero che siete chiamati a
svolgere e aiuta efficacemente a comprenderne il vero senso e il genuino
spirito. Il suo voler essere uomo evangelico, la sua identificazione con Cristo,
il suo amore appassionato, senza riserve e senza critiche alla Chiesa, nella
testimonianza di una povertà radicale, nella mansuetudine come uomo della
fratellanza universale e della pace, non sono questi atteggiamenti e valori
congeniali alla natura e al compito del Rappresentante Pontificio?
È a questo spirito che mira a formarvi la Pontificia Accademia
Ecclesiastica, della quale ricorre quest'anno il 280° anniversario. Questa, che
ha una grande tradizione ed anche oggi una sua qualificata funzione, ha subito,
nel corso degli anni, vari aggiornamenti allo scopo di rispondere alle esigenze
di un idoneo servizio ecclesiale. Più recentemente si è rinnovata nel contesto
dellaecclesiologia del Concilio Vaticano II e del nuovo stile di rapporti fra
Sede Apostolica e Chiese locali. L'universalità che è così ben rispecchiata
dalla vostra provenienza, va accompagnata da altre note fondamentali che devono
contraddistinguere l'Accademia Ecclesiastica. Vorrei indicarvene alcune.
1) Essa dev'essere anzitutto un luogo di maturazione spirituale
e un cenacolo di preghiera. Se l'esercizio di ogni ministero sacerdotale esige
una profonda vita spirituale, vorrei dire che la missione che siete chiamati a
svolgere comporta situazioni così peculiari e talora ardue di vita e di azione
nelle quali, se venisse a mancare la fonte di un'intensa spiritualità, si
rischierebbe di privarsi di linfa e di ideali. Il tempo che trascorrete in
questoIstituto sia perciò tempo di raccoglimento, e di profondità; tempo non
di allentamento dell'ascesi, ma di allenamento perseverante a quelle virtù che
formeranno domani solido e sicuro sostegno della vostra missione.
2) La Pontificia Accademia Ecclesiastica dev'essere poi un luogo
diassidua preparazione culturale, un cenacolo di studio. Il servizio della Santa
Sede, partecipando della « sollicitudo omnium ecclesiarum », comporta oggi
gravi esigenze e reclama competenze che non si possono improvvisare.
Auspico di cuore che sappiate fare tesoro di questo periodo
prezioso per la vostra formazione, in modo che domani possiate essere
all'altezza del compito che vi è affidato. Ed auspico altresì che un impegno
serio di studio vi accompagni per tutta la vita.
3) In terzo luogo la Pontificia Accademia Ecclesiastica deve
essere un luogo di maturazione del senso pastorale. Al Rappresentante Pontificio
si richiede oggi una spiccata sensibilità a trattare con i Pastori che lo
Spirito Santo ha posto a reggere le varie Chiese locali ed uno spirito pronto a
cogliere e interpretare le situazioni ed i problemi pastorali. È questa una «forma
mentis» che dovete acquisire e sviluppare per rendervi idonei al servizio della
comunione ecclesiale tra le Chiese locali e la Sede di Pietro.
Ringrazio vivamente il vostro Eccellentissimo Presidente, che si
dedica con entusiasmo ed abnegazione alla vostra formazione, e ringrazio i
vostri docenti per l'opera che svolgono. Auguro agli alunni che termineranno
prossimamente i corsi di intraprendere il loro ministero con generosa
disponibilità e con serena fiducia nella protezione delta Vergine Santissima. E
tutti benedico di cuore nel nome del Signore.