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VISITA PASTORALE A SUBIACO
PREGHIERA DI GIOVANNI
PAOLO II NEL SACRO SPECO
28 settembre 1980
Al termine di questo pellegrinaggio che ho compiuto insieme con
i Vescovi dell’Europa in questi luoghi così carichi di spiritualità e
consacrati dalla presenza di san Benedetto, desidero innalzare al santo patrono
d’Europa una fervida invocazione:
1. O san Benedetto abate! / L’umile successore di Pietro e i
Vescovi dell’Europa, / che tu hai tanto amata, / siamo venuti in questo luogo,
nel quale, giovane studente, / hai cercato e trovato il significato più vero
della tua esistenza; / in questo luogo, nel quale, aiutato dal silenzio, / dalla
riflessione, dalla preghiera, dalla penitenza, / ti sei preparato ad essere
docile strumento della misericordia di Dio, / che voleva fare di te una guida ed
un maestro / per l’Europa, per la Chiesa, per il mondo.
Siamo venuti in pellegrinaggio al fine di esprimere, anzitutto,
/ la nostra immensa gratitudine alla Trinità santissima / per il dono, che
quindici secoli fa, ha fatto alla Chiesa; / ed altresì al fine di dire a te, o
santo patrono dell’Europa, / la nostra fervorosa ammirazione per la tua piena
corrispondenza / alla grazia ed ascoltare quel messaggio, che tu hai vissuto /
in te ed hai anche trasmesso alle future generazioni, / radicato sulla forza
liberante del Vangelo, / che è “potenza di Dio per la salvezza di chiunque
crede” (Rm 1,16).
O santo patriarca, / tu che non hai insegnato diversamente da
come sei vissuto (cf. S. Gregorio Magno, Dial., II,36), / fa’ sentire a
noi tutti, in questa singolare circostanza, / la perenne attualità del tuo
insegnamento, / perché continui ad essere ispiratore di bene per l’uomo
contemporaneo.
2. Tu ci hai insegnato che Dio creatore e padre / deve essere il
“primo servito”, mediante la fede viva, / il culto decoroso, l’adorazione
devota, la preghiera assidua, / la lieta obbedienza alla sua santissima volontà.
Tu ci hai insegnato che la vita dell’uomo / è degna di esser
vissuta, / senza superficiale ottimismo utopistico né disperato pessimismo, /
perché è dono dell’amore di Dio e deve essere / una continua, perenne,
costante ricerca di Dio, / l’unico vero ed autentico valore assoluto.
Tu ci hai insegnato che il cristiano, per esser veramente tale,
/ deve “servire nella milizia di Cristo Signore, vero re” (S. Benedetto, Regula,
Prol.), / facendo di Cristo il centro della propria vita e dei propri interessi.
Tu ci hai insegnato che, insieme al distacco interiore dai
caduchi beni della terra, / dobbiamo possedere una gioiosa ed operosa apertura
di spirito e di cuore / verso tutti gli uomini, fratelli in Cristo, figli del
medesimo Padre celeste.
Tu ci hai insegnato che, per l’uomo, il lavoro / - non solo
quello di chi si china sui libri, ma anche di chi si china / con la fronte
madida di sudore e con le mani doloranti, a dissodare la terra - / non è
umiliazione né alienazione, ma elevazione, esaltazione, / anzi partecipazione
all’opera creativa di Dio; / e contributo cosciente e meritorio alla
costruzione della città terrena, / in attesa di quella definitiva ed eterna.
Tu ci hai insegnato che la fede cristiana, / lungi dall’essere
elemento di divisione o di disgregazione, / è matrice di unità, di
solidarietà, di fusione / anche nell’ordine temporale, sociale, culturale, /
e che quindi la libertà religiosa è uno dei diritti inalienabili dell’uomo.
3. Per questo, o santo patriarca, ti invochiamo questa sera: /
innalza le tue larghe, paterne braccia alla Trinità santissima / e prega per il
mondo, per la Chiesa e, in particolare, per l’Europa, / per la tua Europa, di
cui sei celeste patrono: / che essa non dimentichi, non rifiuti, non rinunci
allo straordinario tesoro / della fede cristiana, che per secoli ha animato e
fecondato la storia / ed il progresso morale, civile, culturale, artistico,
delle sue singole nazioni; / che, in forza di tale sua matrice “cristiana” /
sia portatrice e generatrice di unità e di pace / fra i popoli del continente e
quelli del mondo intero; / garantisca a tutti i suoi cittadini la serenità, la
pace, il lavoro, la sicurezza, / i diritti fondamentali, quali quelli
concernenti la religione, la vita, la famiglia, il matrimonio.
Con la tua preghiera, o santo patrono dell’Europa, /
invochiamo supplici l’intercessione della tua diletta sorella.
O santa Scolastica, a te affidiamo in particolare le fanciulle,
le giovani, / le religiose, le madri, perché sappiano vivere oggi / la loro
dignità di esser donne, secondo il disegno di Dio.
San Benedetto e santa Scolastica, pregate per noi! / Amen!
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