29 settembre 1979
Signor Taoiseach.
Sono lieto di poter incontrare qui tutti i Membri del Governo d’Irlanda. Voi
rappresentate le aspirazioni, i bisogni e il futuro del Popolo Irlandese, ma
anche la potenzialità e le promesse del futuro contenute nella storia passata
del vostro Paese. Il popolo d’Irlanda ha avuto una lunga storia di sofferenza
e di lotta per raggiungere la propria coesione come Stato moderno e conseguire
quel grado di benessere cui ogni Nazione ha diritto.
È vostro privilegio servire il popolo, in suo nome e per il suo progresso,
attraverso il mandato che il popolo vi ha affidato. Ma vi sono anche principi e
imperativi di un ordine superiore, e senza i quali nessuna società può mai
sperare di promuovere il bene comune. Non è necessario che io spieghi in
dettaglio quali siano le esigenze della giustizia, della pacifica convivenza
nella società, del rispetto e della tutela della dignità che deriva dalla
natura stessa e dal destino di ogni essere umano come creatura dell’amore di
Dio. È vostro compito tradurre in modi concreti e pratici la collaborazione di
tutti i cittadini al conseguimento di questi sublimi ideali.
Un’Irlanda che sia prospera, pacifica e impegnata per l’ideale di relazioni
fraterne tra i suoi cittadini è anche un fattore che contribuirà a un pacifico
e giusto futuro dell’Europa e di tutta la famiglia delle Nazioni. Oggi, a
Drogheda, ho elevato un solenne e appassionato appello per la giustizia, per la
pace e per la riconciliazione, con particolare riguardo alla situazione
nell’Irlanda del Nord, situazione che non può lasciare indifferente nessun
Irlandese, nessun cristiano e certamente non il Papa. È mia fervida preghiera
che tutto il popolo di questa Isola trovi il coraggio e il modo di risolvere un
problema che per sua natura non è religioso, ma che ha la sua origine in una
molteplicità di cause storiche, sociali, economiche e politiche.
Desidero rinnovare ancora una volta il mio cordiale ringraziamento a voi per il
vostro cortese benvenuto e per tutto ciò che le autorità pubbliche hanno fatto
per facilitare la mia visita pastorale nel vostro Paese. Esprimo la mia stima
per voi e per i vostri colleghi nel Governo. Possa ciascuno, in conformità al
compito che gli è affidato e alla dignità che riveste, assolvere i propri
doveri ispirato da un sincero desiderio di promuovere la pace, la giustizia e il
rispetto della persona umana.