Maturazione vocazionale e vita spirituale
Venerati Fratelli nell'Episcopato, carissimi Fratelli e Sorelle di tutto
il mondo!
1. Avvicinadosi l'annuale Giornata Mondiale di Preghiera per le
Vocazioni, che la Chiesa universale celebrerà, come di consueto,
nella IV Domenica di Pasqua, mi piace riandare con voi a quella confortante
promessa di Gesù: «Se due di voi sopra la terra si metteranno
d'accordo per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve
la concederà, perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io
sono in mezzo a loro»(1).
Il prossimo 6 maggio tutta la Chiesa si troverà riunita nel nome del
Signore per implorare dal «Padrone della messe» il dono delle
vocazioni di speciale consacrazione; Sacerdoti, Diaconi, Religiosi e Religiose,
Laici, Comunità parrocchiali, Gruppi, Associazioni, Movimenti, eleveranno
insieme suppliche al Padre celeste perché arricchisca la sua Chiesa di
nuove vocazioni.
Confido che questa corale implorazione sarà largamente esaudita. Non
posso, però, non ricordare che alla preghiera deve accompagnarsi
l'impegno personale e comunitario a farsi promotori di vocazioni. Non va,
infatti, dimenticato che ordinariamente la chiamata del Signore è mediata
dall'esempio e dall'azione degli uomini, specie di quanti nella Chiesa vivono già
la gioiosa esperienza della sequela del Cristo.
Proprio in ragione di questo impegno e anche in vista del prossimo Sinodo
dei Vescovi, che avrà per tema «La formazione dei sacerdoti nelle
circostanze attuali», desidero richiamare l'attenzione di tutto il
popolo di Dio, e in particolar modo di quanti in esso hanno responsabilità
educative eformative, sull'importanza che assume nella nascita e nella crescita
delle vocazioni la cura della vita spirituale.
Non può esserci, infatti, maturazione vocazionale di alcun genere se
non all'interno di un cammino spirituale deciso e vigoroso, perché solo
una vita spirituale autentica costituisce il «terreno buono»(2) che
consente al «seme» della vocazione di essere accolto e di crescere
fino alla sua piena espansione.
La piena comunione con Dio
2. La vocazione fondamentale dell'uomo consiste nel conseguire la
piena comunione con Dio. Egli, infatti, è creato ad «immagine e
somiglianza di Dio»(3) ed è chiamato, in Cristo, a realizzare
progressivamente un rapporto di intima unione e di amore filiale con il suo
Creatore.
Per attuare tale vocazione, l'uomo è reso partecipe della vita
divina, che, grazie anche al suo personale impegno, cresce in lui operando quel
processo di santificazione che lo rende «creatura nuova»(4), sempre più
capace di accogliere e conoscere i segreti di Dio(5)e di aderire pienamente al
suo progetto di amore.
Il luogo, dove questa vita sboccia e via via, sotto l'impulso dello Spirito
Santo, cresce e matura, è la Chiesa, di cui il cristiano diventa membro
per il battesimo.
I mezzi che favoriscono il pieno sviluppo della vocazione
3. Le vocazioni di speciale consacrazione sono una esplicitazione della
vocazione battesimale: esse si alimentano, crescono e si irrobustiscono mediante
la seria e costante cura della vita divina ricevuta nel battesimo e, usufruendo
di tutti quei mezzi che favoriscono il pieno sviluppo della vita interiore,
conducono a scelte di vita completamente dedite alla gloria di Dio e al servizio
dei fratelli. Essi sono:
- l'ascolto della Parola di Dio, la quale illumina anche circa le
scelte da compiere per una sequela di Cristo sempre piu radicale;
- la partecipazione attiva ai sacramenti, soprattutto a quello dell'Eucaristia,
che è centro insostituibile della vita spirituale, sorgente e
alimento di tutte le vocazioni;
- il sacramento della penitenza, che, favorendo la continua
conversione del cuore, purifica il cammino di adesione personale al progetto di
Dio e rafforza il legame di unione con Cristo;
- la preghiera personale, che consente di vivere costantemente alla
presenza di Dio, e la preghiera liturgica, che inserisce ogni battezzato
nell'azione pubblica della Chiesa;
- la direzione spirituale, come mezzo efficace per discernere la
volontà di Dio, il cui compimento è fonte di maturazione
spirituale;
- l'amore filiale alla Vergine Santa, che viene ad inserirsi come un aspetto
particolarmente significativo per la crescita spirituale e vocazionale di ogni
cristiano;
- infine, l'impegno ascetico, giacché le scelte vocazionali
esigono spesso rinunce e sacrifici che solo una sana ed equilibrata pedagogia
ascetica può favorire.
La vita spirituale abbia sempre il primo posto
4. Invito, pertanto, gli educatori cristiani - genitori, insegnanti,
catechisti, animatori di gruppi ecclesiali, guide di associazioni e movimenti -
a porre ogni cura perché i ragazzi e i giovani vengano costantemente e
premurosamente aiutati a sviluppare il seme della vita divina che hanno in
dono col battesimo. In ogni progetto educativo la vita spirituale abbia
sempre il primo posto; siano indicati e spiegati i mezzi che ne favoriscono il
pieno sviluppo.
Esorto, inoltre, i responsabili delle comunità cristiane, in primo
luogo i Pastori, a pascere il gregge di Dio nutrendolo alle sorgenti genuine
della vita della grazia.
In modo del tutto particolare mi rivolgo ai responsabili della formazione
delle vocazioni di speciale consacrazione - rettori di seminari, padri
spirituali, insegnanti e quanti condividono questo delicato compito - chiedendo
loro di porre ogni cura perché la vita spirituale dei chiamati abbia un
posto privilegiato nella formazione.
Aprire il cuore a Cristo
5. Infine voglio rivolgermi personalmente a voi, cari ragazzi e ragazze,
adolescenti e giovani.
Aprite il vostro cuore a Cristo, andategli incontro, dissetatevi
alle sue sorgenti. Egli vi offre un'acqua che appaga la vostra sete di verità,
di gioia, di felicità, di amore; un'acqua che sazia la vostra sete
d'infinito e di eternità, poiché l'acqua che egli vi da
diventa in voi «sorgente che zampilla per la vita eterna»(6).
Ascoltate Cristo: egli apre i vostri cuori alla speranza. Seguite Cristo:
egli è «la luce del mondo» e «chi segue lui non cammina
nelle tenebre, ma avrà la luce della vita»(7).
Riscoprite la bellezza della vocazione cristiana e confermate i
vostri impegni battesimali; rinnovate il proposito di camminare in «novità
di vita»(8), rimanendo uniti a Cristo come i tralci alla vite(9), per
portare molto frutto. Rendetevi personalmente sensibili ai bisogni della Chiesa,
docili agli impulsi della grazia divina, generosi e solleciti nel rispondere
all'eventuale chiamata del Signore che vi invita a seguirlo più da vicino
in una vita di totale consacrazione all'amore di Dio e al servizio del prossimo.
Preghiera
6. Ed ora preghiamo insieme:
O Spirito di verità, che sei venuto a noi nella Pentecoste per
formarci alla scuola del Verbo Divino, adempi in noi la missione per la quale il
Figlio ti ha mandato.
Riempi di te ogni cuore e suscita in tanti giovani l'anelito a ciò
che è autenticamente grande e bello nella vita, il desiderio della
perfezione evangelica, la passione per la salvezza delle anime.
Sostieni gli «operai della messe» e dona spirituale fecondità
ai loro sforzi nel cammino del bene.
Rendi i nostri cuori completamente liberi e puri, e aiutaci a vivere con
pienezza la sequela di Cristo, per gustare come tuo dono ultimo la gioia che non
avrà mai fine. Amen!
Con tali voti imparto di cuore la Benedizione Apostolica a voi, venerati
Fratelli nell'Episcopato, ai Sacerdoti, ai Diaconi, ai Religiosi, alle Religiose
e a tutti i Fedeli laici, in particolare ai Giovani e alle Giovani, che con
generosità accolgono la voce di Gesù, che li invita alla sua
sequela.
Dal Vaticano, 4 ottobre 1989, undecimo di Pontificato.