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MESSAGGIO URBI ET ORBI DI SUA
SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II
NATALE 199 9
1. ". . . Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio"
(Is 9, 5). Oggi risuona nella Chiesa e nel mondo la "buona notizia" del Natale. Risuona con le parole del profeta Isaia, detto l'"evangelista" dell'Antico
Testamento, il quale, parlando del mistero della
redenzione, sembra vedere gli eventi di sette secoli
dopo. Parole ispirate da Dio, parole sorprendenti
che attraversano la storia, ed oggi, alle soglie del Duemila,
riecheggiano in tutta la terra, annunciando il grande mistero
dell'Incarnazione.
2. "Un Bambino è nato per noi". Queste parole profetiche trovano la loro
realizzazione nel racconto dell'evangelista Luca, che descrive l'"evento"
ricco di sempre nuova meraviglia e speranza. Nella notte di Betlemme, Maria diede alla luce un Bambino, a cui pose
nome Gesù. Non c'era per loro posto nell'albergo; per questo la Madre partorì il Figlio in una grotta e lo depose in una mangiatoia. L’evangelista Giovanni, nel Prologo del suo vangelo, entra nel "mistero"
di questo evento. Colui che nasce nella grotta è l'eterno
Figlio di Dio. E' il Verbo, che era in principio, il Verbo
che era presso Dio, il Verbo che era Dio. Tutto ciò che è stato fatto, per mezzo di
Lui è stato fatto (cfr 1, 1-3). Il Verbo eterno, il Figlio di Dio, ha preso la natura dell'uomo. Dio Padre "ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito"
(Gv 3, 16). Il profeta Isaia dicendo: "ci è
stato dato un figlio", preannuncia già il mistero del Natale
in tutta la sua pienezza: l'eterna generazione del Verbo nel Padre, la sua nascita nel tempo per opera dello
Spirito Santo.
3. Si amplia il cerchio del mistero: l'evangelista Giovanni scrive: "Il
Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi"
(Gv 1, 14), ed aggiunge: "a quanti l'hanno
accolto, ha dato il potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome"
(ivi 1, 12). Si amplia il cerchio del mistero: la nascita del Figlio di Dio è il dono
sublime, la grazia più grande in favore dell'uomo, che la mente umana mai avrebbe potuto
immaginare. Ricordando, in questo giorno santo, la nascita di Cristo, viviamo, insieme con questo evento, il "mistero della divina adozione
dell'uomo", per opera di Cristo che viene nel mondo. Perciò, la notte e il giorno di Natale sono percepiti come "sacri" dagli
uomini che cercano la verità. Noi cristiani li professiamo
"santi", riconoscendo in essi l'inconfondibile impronta di Colui che è
Santo, pieno di misericordia e di bontà.
4. Un ulteriore motivo s'aggiunge quest'anno a rendere più santo questo giorno di
grazia: è l'inizio del Grande Giubileo. Questa notte, prima della Santa Messa, ho aperto la Porta Santa della Basilica
Vaticana. Atto simbolico, con cui è stato inaugurato
l'Anno giubilare, gesto che mette in luce con singolare
eloquenza un elemento già contenuto nel mistero del
Natale: Gesù, nato da
Maria nella povertà di Betlemme, Lui, il Figlio eterno
che ci è stato donato dal Padre, è, per noi e per
tutti, la Porta! La Porta della nostra salvezza, la Porta della vita, la Porta della pace! Ecco il messaggio del Natale e l'annuncio
del Grande Giubileo.
5. Volgiamo lo sguardo a Te, o Cristo, Porta della nostra salvezza, e Ti rendiamo grazie per il bene compiuto negli anni, nei secoli e nei millenni
passati. Dobbiamo però confessare che talora l'umanità ha cercato altrove la
Verità, si è fabbricata false certezze, ha rincorso
fallaci ideologie. Talora l'uomo ha escluso dal proprio
rispetto ed amore fratelli di razze e fedi diverse, ha negato i fondamentali diritti alle
persone e alle nazioni. Ma Tu continui ad offrire a tutti lo splendore
della Verità che salva. Guardiamo a Te, o Cristo, Porta della Vita, e Ti rendiamo grazie per i prodigi di cui hai arricchito ogni generazione. Talvolta questo mondo non rispetta e non ama
la vita. Ma Tu non ti stanchi di amarla, anzi, nel mistero del Natale vieni a
rischiarare le menti, perché legislatori e governanti, uomini e donne di buona volontà si impegnino ad accogliere, come dono
prezioso, la vita dell'uomo. Tu vieni a donarci il Vangelo della Vita. Fissiamo gli occhi su Te, o Cristo, Porta
della pace, mentre, pellegrini nel tempo, rendiamo visita ai tanti luoghi del dolore e
della guerra, dove riposano le vittime di violenti
conflitti e di crudeli stermini. Tu, Principe della pace, ci inviti a bandire l'insensato uso delle
armi, il ricorso alle violenze e all'odio che hanno segnato a morte persone, popoli e
continenti.
6. "Ci è stato dato un figlio". Tu, Padre, ci hai dato il tuo Figlio. Ce lo doni anche oggi, all'alba del nuovo
millennio. Egli è per noi la Porta. Attraverso di Lui entriamo in una nuova
dimensione e raggiungiamo la pienezza del destino di
salvezza da Te disegnato per tutti. Proprio per questo, Padre, ci hai dato il
tuo Figlio, perché l'uomo sperimenti che cosa Tu gli
vuoi elargire nell'eternità, perché l'uomo abbia la forza di realizzare il tuo arcano progetto d'amore. Cristo, Figlio della Madre sempre Vergine, luce e speranza di coloro che ti cercano
anche senza conoscerti e di quanti, conoscendoti, ti cercano sempre
di più; Cristo, Tu sei la Porta! Attraverso di Te, nella potenza dello Spirito Santo, vogliamo entrare nel terzo millennio. Tu, o Cristo, sei lo stesso ieri, oggi, e sempre (cfr Eb
13, 8).
© Copyright 1999 - Libreria
Editrice Vaticana
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