MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
NEL 50° ANNIVERSARIO DELL'INSURREZIONE
DI VARSAVIA
1. Quest’anno celebriamo il 50 anniversario dell’Insurrezione di Varsavia. Fu un
avvenimento grande sia per eroismo che per tragicità; un evento che rimane
legato da un nesso logico alla storia della nostra Patria, almeno nell’arco
degli ultimi due secoli. Fu questo il periodo in cui sulla Polonia infuriavano
spesso bufere belliche e storiche sconfitte, ma contemporaneamente fu il tempo
di eroici slanci della Nazione, che mai si rassegnò alla perdita della propria
indipendenza: dall’Insurrezione di Kosciuszko, il cui 200 anniversario è stato
celebrato recentemente, attraverso l’Insurrezione di Novembre, poi quella di
Gennaio, fino alla patriottica azione armata durante la prima guerra mondiale,
per giungere all’anno 1939.
Atto culminante di una lotta di cinque anni
2. L’Insurrezione di Varsavia, fu
in un certo senso, il coronamento dell’insurrezione durante tutto il periodo
della seconda guerra mondiale. I polacchi vi hanno preso parte su vari fronti.
L’Insurrezione di Varsavia fu quasi l’atto culminante di quella lotta di cinque
anni, di quell’insurrezione dell’intera Nazione che in questo modo ha espresso
la sua protesta contro la privazione della sua indipendenza e ha dato la prova
di essere disposta ad immani sacrifici pur di riacquistarla e consolidarla. Si
può dire che l’Insurrezione di Varsavia fu la più radicale e la più cruenta di
tutte le insurrezioni polacche. Comportò un inaudito numero di vittime: non
soltanto la Capitale venne distrutta, ma vi furono anche decine di migliaia di
vittime umane, specialmente tra le giovani generazioni dei polacchi. Alcuni si
pongono la domanda se c’era bisogno di questo, se c’era bisogno di questo su una
scala così alta? Non si può rispondere a questa domanda solo con categorie
puramente politiche o militari. Bisogna piuttosto chinare in silenzio la testa
davanti alla grandezza del sacrificio, davanti all’altezza del prezzo pagato, da
quella generazione di cinquant’anni fa, per l’indipendenza della Patria. Può
darsi che furono prodighi nel pagare tale prezzo, ma quella generosità fu al
tempo stesso magnanimità. Si nascondeva in essa una risposta alla chiamata, che
Cristo ha portato anzitutto con il proprio esempio, dando la vita per i
fratelli: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri
amici” (Gv 15, 13).
Un’importanza chiave per l’Europa della seconda metà del XX secolo
3.
Celebrando solennemente il 50 dell’Insurrezione di Varsavia occorre sottolineare
il fatto che esso ebbe un’importanza chiave per l’Europa della seconda metà del XX secolo. Come atto culminante della lotta dei Polacchi per il loro stato
indipendente, divenne, in una certa misura, l’inizio del processo della
formazione di Stati indipendenti nel territorio del centro-est dell’Europa.
Questo processo si è potuto realizzare pienamente dopo il 1989, insieme alla
caduta del totalitarismo comunista, facendo sorgere in questa parte d’Europa non
solo la Polonia veramente sovrana, ma anche la Lituania, la Lettonia, l’Estonia,
la Bielorussia e l’Ucraina; ed al sud: la Boemia, la Slovacchia e l’Ungheria. Se
l’Europa deve diventare la “patria delle patrie”, è necessario che il diritto
delle nazioni, che ha avuto voce in questo processo, incontri il rispetto di
tutta la comunità europea. Senza garantire un uguale diritto a tutti gli Stati
nazionali che emergono nel territorio dell’Europa, non si può parlare di una
pacifica convivenza nel nostro continente.
Richiamare alla memoria anche tutti i sacerdoti e le religiose-infermiere
4.
Ricordando oggi con venerazione gli Eroi dell’Insurrezione di Varsavia, non si
può tralasciare ancora un aspetto. In questi giorni è difficile non richiamare
alla memoria anche tutti i sacerdoti che parteciparono all’insurrezione come
cappellani, e le religiose-infermiere, ed anche quelle SS. Messe celebrate tra
lo scoppio delle bombe e dei proiettili dell’artiglieria. Tutto l’eroismo di
Varsavia in lotta ebbe un segno cristiano molto chiaro. Nei luoghi dove venivano
sepolti gli insorti caduti, fino ad oggi vi sono delle croci e vengono accesi
dei lumi, come segno della fede nella comunione dei santi e nella vita eterna.
Bisogna sperare che il 50 dell’Insurrezione di Varsavia confermerà questa fede e
in questo modo consoliderà la speranza nelle generazioni in cammino: non solo la
speranza della vita eterna, ma anche la speranza della conservazione e dello
sviluppo di questo bene comune che si chiama Repubblica indipendente.
Grande eredità di eroismo e di sacrificio Mi inginocchio oggi in spirito
sulle tombe dei caduti insorti di Varsavia e prego che Cristo, Signore della
storia, degli uomini e delle nazioni, premi il loro sacrificio con la vita
eterna; prego affinché il loro sacrificio, sull’esempio di un seme gettato nella
terra (cf. Gv 12, 24), porti molto frutto nella vita della contemporanea
generazione dei Polacchi. Il loro eroico gesto impegna!
Abbraccio con la
preghiera anche quegli Insorti di Varsavia che sono sopravvissuti ed oggi
prendono parte alle celebrazioni dell’anniversario come testimoni vivi di quei
giorni.
Prego infine per tutta la Patria, per tutti i miei Connazionali, ed in
particolare per gli abitanti della Capitale, affinché, nella fatica quotidiana
di costruire una Polonia giusta e prosperosa, sappiano rimanere fedeli a questa
grande eredità di eroismo e di sacrificio.
Benedico di cuore tutti i
partecipanti alla celebrazione del 50 dell’Insurrezione di Varsavia: nel Nome
del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Vaticano, il 1° agosto 1994.
GIOVANNI PAOLO PP. II
© Copyright 1994 - Libreria Editrice Vaticana