Solennità dell’Assunzione della Beata
Vergine Maria - Mercoledì, 15 agosto 1990
Cara Gioventù Ucraina!
Diletti figli e figlie.
Con vera gioia ho appreso la notizia che la Gioventù ucraina di Leopoli e
dell’Ucraina Occidentale ha deciso di effettuare quest’anno il proprio raduno
estivo. Come obbiettivo di questo solenne raduno vi siete posti il motto:
“Aprire le porte a Cristo, le porte dei cuori umani, le porte di tutta la
comunità, specialmente le porte delle giovani e dei giovani”.
Vorrei essere presente in quei giorni insieme con voi, ma questo per ora non
è possibile. Per ciò vengo a voi con questa mia parola e vi assicuro che anche
se fisicamente sono lontano da voi, tuttavia con il cuore e coi sentimenti sono
in mezzo a voi.
Rendiamo oggi tutti insieme gloria e onore a Dio onnipotente per questa
grazia che con nuove speranze ci dà la possibilità d’iniziare il secondo
Millennio del Cristianesimo in Ucraina. Con tali sentimenti abbiamo festeggiato
due anni fa il Millennio del Battesimo della Rus’ di Kiev, rendendo grazie alla
Santissima Trinità per il grande dono del battesimo. Ora invece preghiamo Iddio
che ci conceda la sapienza e la forza per portare questo dono al successivo
millennio e trasmetterlo nella sua pienezza ed integrità alle future
generazioni.
Il vostro raduno festivo ci offre una buona occasione per ricordare con grata
ammirazione un simile raduno della Gioventù ucraina, che si svolse a Leopoli
nell’anno 1933 sotto la parola d’ordine: “La Gioventù Ucraina a Cristo”. Allora,
nell’anno giubilare della passione e della morte salvifica di nostro Signore
Gesù Cristo, la Gioventù ucraina a Leopoli con una sola bocca e con un cuor solo
invocava la Regina dei cieli:
“Deh benedici, o Madre,
al grido della Fé,
noi vogliam Dio ch’è
nostro Padre
noi vogliam Dio ch’è nostro Re”.
Benediceva allora la sua amabile Gioventù il servo di Dio il metropolita
Andrea Szeptyckyj insieme con tutta la Gerarchia cattolica di Galizia per quella
via crucis che la Chiesa e il Popolo dovevano affrontare nell’ultimo mezzo
secolo. Oggi la Gioventù ucraina di Leopoli può con gioia cantare quel cantico,
che i figli d’Israele cantarono dopo la miracolosa traversata del mar Rosso:
“Voglio cantare in onore del Signore:
perché ha mirabilmente trionfato,
ha gettato in mare
cavallo e cavaliere.
Mia forza e mio canto è il
Signore,
egli mi ha salvato.
È il mio Dio e lo voglio lodare,
è il
Dio di mio padre
e lo voglio esaltare!” (Es 15, 1-2).
Dal raduno dei giovani a Leopoli sotto la parola d’ordine “La Gioventù
Ucraina a Cristo” sono passati 57 anni e in questo periodo si sono alternate due
nuove generazioni. Ma il compito della Gioventù ucraina e l’obbiettivo della sua
vita e del lavoro creativo rimangono immutabili: Rinnovare tutto in Cristo,
perché la pace di Cristo sia nel Regno di Cristo, affinché l’Ucraina sia sempre
fedele a quegli obblighi, che si è assunta con il Battesimo nelle acque
benedette del fiume Dniepr.
Come successore di San Pietro apostolo nella sua sede, a cui è fedele la
Gioventù ucraina così ieri come oggi, affido voi tutti alla protezione della
Santissima Madre di Dio, che il popolo ucraino venera come la propria Madre e
Sovrana. Mi rivolgo a voi da Roma, dalle tombe dei Santi Apostoli Pietro e Paolo
e a gran voce esclamo: Cara Gioventù Ucraina, Figli e Figlie! Siate fedeli a
Cristo! Perché la fedeltà a Cristo è il cosciente adempimento di tutti i doveri
cristiani. La fedeltà a Cristo è la visione cristiana del mondo. La fedeltà a
Cristo è amare Dio e il prossimo. Essere fedeli a Cristo è essere puri ed
evitare il peccato. Essere fedeli a Cristo è amare la Chiesa Madre, ascoltarla e
riconoscerla ad alta voce per propria.
Possa questo raduno della Gioventù ucraina a Leopoli diventare una nuova
guida per il prosieguo della via e del lavoro della Gioventù ucraina così ora
come in avvenire. Per questo prego Iddio misericordioso, e come pegno delle più
abbondanti grazie divine, imparto a tutti i partecipanti al raduno la mia
Benedizione Apostolica, che estendo a tutto il Popolo ucraino.
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1990 - Libreria
Editrice Vaticana