Fratelli e sorelle in
Cristo, amati brasiliani.
Sia lodato il nostro Signore Gesù Cristo!
1. Non è la prima volta che mi è gradito comunicare, attraverso la radio e la
televisione con il diletto popolo brasiliano, in occasione dell’apertura della
nuova campagna di fraternità che quest’anno ha come tema “La comunicazione
sociale”. Entrando nelle vostre case, nei locali dei vostri incontri, saluto
tutti voi, secondo lo slogan della campagna: “La Verità e la Pace” siano con
voi!
Ciò equivale a dire, innanzitutto, che sia con voi Gesù Cristo, che è venuto
a dare testimonianza della verità e ci dice: “Io sono . . . la verità” (Gv
14, 6). Come “mediatore tra Dio e gli uomini” (1 Tm 2, 5), egli ci ha
riconciliato con Dio stesso e ci ha lasciato il suo messaggio di riconciliazione
fraterna; e “primogenito fra molti fratelli” (Rm 8, 29) ci ha costituito
nella libertà di figli di Dio e ci ha proclamati tutti fratelli: “È lui la
nostra pace” (Ef 2, 14).
2. Comincia la Quaresima, tempo di penitenza, in preparazione della Pasqua:
ci accingiamo a celebrare la salvezza, che abbiamo ottenuto attraverso la vita,
la morte e la Risurrezione del Signore. Noi siamo stati introdotti in questo
mistero pasquale attraverso il Battesimo, quando siamo stati liberati dal
peccato e arricchiti con la grazia e lo Spirito di verità; quando abbiamo
rinunciato alle opere contrarie alla luce e alla pace con Dio e con gli altri,
opere che provengono soprattutto dal maligno. Egli è il principe delle tenebre e
il padre della menzogna, dal quale nascono l’odio, i conflitti e le guerre (cf.
Gc 3, 14).
3. Attraverso il Battesimo, poi, siamo entrati nella Chiesa pellegrina che,
in continuità con la Chiesa della Pentecoste, dà il mandato: “Andate in tutto il
mondo e annunciate la Buona Novella a tutte le creature” (Mc 1,15).
Fra questo mandato di evangelizzazione - “fate discepole tutte le nazioni” -
e la comunicazione sociale, c’è un richiamo reciproco, in quanto convergono
nell’uomo e nella sua salvezza.
La Chiesa ha sempre più coscienza dell’importanza della comunicazione
sociale; la Chiesa vuole evangelizzare i rapporti di relazione e di scambio di
esperienze fra le persone, i valori e gli ideali. Desidera portare il “fermento”
del Regno alla “produzione” dei meravigliosi mezzi di comunicazione che
caratterizzano il nostro tempo, i quali privilegiano l’immediatezza e non la
riflessione.
4. La comunicazione sociale rappresenta uno dei beni di maggiore consumo; e
il suo controllo risveglia le avidità del potere, del possesso e del compiacersi
della sapienza terrena, contrapposta alla sapienza che viene dall’Alto (cf.
Gc 3, 15). E accade che, per sopravvivere, le imprese della comunicazione
vanno ad incentivare i padroni di quella condotta che disturba l’ordine nella
società: la violenza, l’erotismo e il consumismo. Sollecita verso il bene degli
uomini e dei popoli, la Chiesa ricorda agli imprenditori, ai professionisti
della comunicazione sociale e a tutti gli operatori della comunicazione che
prestino attenzione alla grave responsabilità dell’inversione di valori, che
incide negativamente nel tessuto diversificato della società; indica loro la
solidarietà e la fraternità come condizioni affinché tutti gli uomini possano
usufruire dei beni della verità e della pace; ricorda loro che queste hanno
radice nei principi basilari di condotta che salvaguardano il rispetto per
l’altro; il senso del dialogo, la giustizia, l’etica corretta della vita
personale, professionale e comunitaria, la libertà e la dignità della persona
umana e la sua capacità di partecipazione e di condivisione con gli altri.
5. Quando vengono a mancare la verità nel riconoscimento dei diritti
all’informazione, all’opinione, al pluralismo culturale e alla libera
iniziativa, e la verità nell’osservanza dei doveri correlati, la pace comincia
ad essere minacciata. La pace autentica non è solamente l’assenza di guerra ma è
“opera della giustizia” (Is 32, 7) per la quale anelano gli uomini: è
qualcosa che deve essere costruita.
Ma come la volontà degli uomini è debole e ferita dal peccato, la pace esige
uno sforzo di conversione delle menti e dei cuori, per gli autentici valori
umani. Nel caso dei cristiani sono la “penitenza e la fede nel Vangelo” (Mc
1, 15) che vi porteranno a vivere, testimoniare e annunciare la buona Novella
della salvezza in Gesù Cristo, lo stesso ieri, oggi e per sempre (cf. Eb
13, 8).
Solamente con cuori convertiti si potranno mutare gli ambienti dove
coesistono libertà e paura, scienza e analfabetismo, abbondanza e miseria,
consumismo e condizioni disumane e proprio lì far emergere la fraternità.
Implorando lo Spirito della verità, in special modo per la missione della
Chiesa in Brasile; affinché lì si affermi una comunicazione sociale a servizio
della verità e della giustizia, che dia frutti di pace nella patria e nel cuore
di ogni Brasiliano, vi benedico tutti!
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Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana