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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II AI
PARTECIPANTI ALLA CONFERENZA INTERNAZIONALE DI VIENNA SULL’ABUSO E IL
TRAFFICO ILLECITO DELLA DROGA PROMOSSA DALLE NAZIONI UNITE
Ai rappresentanti della Conferenza Internazionale sull'abuso e il
traffico illecito della droga
Il fenomeno dell’abuso della droga è una delle maggiori tragedie che affliggono
la società di oggi, una tragedia di sempre più vaste proporzioni, che colpisce
sia i paesi industrializzati che quelli in via di sviluppo con effetti
distruttivi sugli individui, le famiglie e l’intero tessuto sociale. Il fatto
che coloro che ne abusano siano per la maggior parte giovani rappresenta una
minaccia per la futura stabilità della società che avanza verso la fine del
Secondo Millennio.
Sfortunatamente vi sono degli indizi di peggioramento di
questa tragedia umana: a) droghe illegali vengono prodotte in quantità sempre
maggiore, b) traffico illecito di droga che produce immensi profitti continua
incontrollato, c) il carattere esteso dell’abuso di droga che, seppur
concentrato maggiormente tra i giovani, sta anche al fondo di ogni livello della
moderna società, nelle aree rurali come in quelle urbane, tra gli uomini e tra
le donne, in mezzo a tutte le razze e culture. Non c’è paese che sia oggi immune
da questo moderno flagello, sia all’Est che all’Ovest, nell’emisfero
settentrionale come in quello meridionale, nei paesi più ricchi o più poveri.
Molti fattori contribuiscono alla drammatica crescita dell’abuso della droga.
Sicuramente un fattore primario è lo sfacelo della famiglia. In aggiunta vi è un
costante indebolimento dei modi tradizionali di vita che per generazioni hanno
rappresentato dei valori culturali e dato un senso all’esistenza quotidiana; ci
sono tensioni crescenti nelle relazioni umane, aumento della disoccupazione,
modi di vita sub–umani, paure generate dalla minaccia della guerra nucleare e
numerosi altri fattori sociali, non ultimo quello del bisogno psicologico di
sfuggire alla durezza e alla gravosa difficoltà della vita. Ma alla radice di
questi mali sta la perdita dei valori etici e spirituali. È vero che i giovani
di oggi sono i maggiori consumatori di droghe pesanti, quindi è legittimo
domandarsi se questo sia dovuto al tipo di società nella quale i nostri giovani
sono stati educati.
L’abuso della droga impoverisce ogni comunità dove esso
esiste. Sminuisce la forza umana e la fibra morale. Mina i valori stimati.
Distrugge la voglia di vivere e contribuisce ad una migliore società. L’abuso di
droga è inoltre un flagello, ancor più che una carestia, la siccità o
un’epidemia. Ogni anno miete un numero crescente di vittime.
Ma la moderna piaga
della droga non è andata avanti interamente incontrollata o non combattuta. Non
possiamo chiudere gli occhi davanti all’immensità di male inflitto all’umanità
da questo tragico problema; ma nemmeno dobbiamo mancare di vedere i molti
sforzi, anche eroici, che sono stati fatti per andarvi incontro.
L’Organizzazione delle Nazioni Unite, come anche altre Istituzioni sia
governative che non governative, hanno richiamato l’attenzione internazionale e
regionale sulle conseguenze dell’abuso di droga. Sono state fatte delle
convenzioni, sono stati intrapresi degli studi e altri mezzi sono stati
impiegati, ed inoltre è stato chiesto alla Santa Sede di prendere parte attiva a
queste iniziative.
La crescita continua della produzione illegale e la vendita di droghe rende
ancor più urgente il dovere di espandere queste iniziative che sembrano ora
ottenere concreti e positivi risultati. È obbligatorio che l’attività criminale
della produzione e del traffico di droga venga combattuta direttamente e
ultimamente fermata. A questo proposito il mio incoraggiamento e la mia
ammirazione vanno a quelle nazioni nelle quali i capi di governo e i cittadini
sono veramente impegnati a combattere la produzione, la vendita e l’abuso della
droga, talvolta pagando un prezzo molto alto, addirittura a sacrificio della
loro stessa integrità fisica. Approvo tutti coloro che lavorano con ugual
determinazione per dare una preventiva educazione a casa, a scuola e sul posto
di lavoro. Ciò richiede alcune forme di collaborazione con agenzie a livello
nazionale ed internazionale.
Tutto ciò però non sarebbe ancora sufficiente se questi sforzi politici, legali
ed educativi non fossero accompagnati da altre iniziative, come ad esempio
portare delle sostituzioni con alternative possibili in aree dove coltivazioni
di piante illecite sembrano essere le uniche scelte utili e realizzabili per gli
agricoltori. Per attuare una tale alternativa occorrono dei comprensivi
programmi di sviluppo rurale, che comprendano infrastrutture, tecnologie
appropriate e le fondamentali facilitazioni comunitarie di cura della salute,
dell’educazione eccetera. Chiaramente il problema dell’aumento della droga e del
traffico illecito non è slegato dalla questione dello sviluppo umano. Una
speciale considerazione deve anche essere data al trattamento e alla
riabilitazione di coloro che sono diventati tossicomani o dipendenti dalla droga
in un modo pericoloso. Ciò richiede la stabilità ed il mantenimento di
istituzioni che possano incontrare gli specifici bisogni di ogni vittima
individuale dell’abuso di droga. La grande varietà di bisogni richiede la
possibilità di un triplo trattamento: medico, sociale e legale. In ciò la Chiesa
è pronta ad essere di assistenza, specialmente attraverso i centri che essa
stessa ha stabilito e con la sua cooperazione con centri forniti da altre
agenzie.
Un fattore chiave per una
riabilitazione positiva, particolarmente nel caso dei giovani, è la restituzione
di un’autofiducia e una salutare stima di sé, che assicurano delle fresche
motivazioni basate sulla solida morale e sui valori spirituali. I drogati devono
essere aiutati a ristabilirsi avendo fiducia nelle relazioni con le loro
famiglie e con gli amici. Devono anche essere aiutati a riprendere il loro
lavoro, l’educazione o le loro attività. Le famiglie giocano un ruolo vitale in
questo processo, come fanno le istituzioni educative sociali e culturali. La
riabilitazione richiede un lavoro di gruppo, e inoltre ognuno di questi deve
collaborare volontariamente con le famiglie e gli interessati.
Vi assicuro che la Chiesa desidera offrire ogni possibile sostegno ai molti e
vari sforzi che sono stati fatti. Desidero aggiungere una parola di personale
incoraggiamento a voi ed ai Governi e organizzazioni che rappresentate. La
comune lotta contro la piaga della droga e del traffico illecito e motivata da
un serio spirito di missione nell’interesse dell’umanità e per il vero futuro
della società, una missione il cui successo richiede un reciproco impegno ed una
generosa risposta da parte di tutti.
Benedica Dio i vostri sforzi e possa questa Conferenza essere per il resto del
mondo un segnale di incoraggiamento e di speranza.
Dal Vaticano, 4 Giugno 1987
IOANNES PAULUS PP. II
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