In occasione della XIX Giornata internazionale dell’alfabetizzazione, desidero
esprimere i voti che la Santa Sede continua a formulare perché sia favorito,
ovunque nel mondo, l’accesso all’istruzione. Si tratta di uno dei beni
fondamentali della civiltà umana, che apre le porte allo sviluppo dello spirito,
alla comunicazione dei beni culturali e alle diverse funzioni che assicureranno
domani lo sviluppo economico e il progresso sociale con l’inserimento delle
giovani generazioni. Come scrivevo in occasione del Congresso mondiale della
gioventù a Barcellona e secondo il messaggio che ho rivolto a tutti i giovani,
nell’anno a loro consacrato, la Chiesa auspica soprattutto che la diffusione del
sapere e la partecipazione intellettuale al patrimonio culturale di ogni nazione
e dell’intera comunità umana siano opera di educatori competenti, avveduti e
coscienziosi, che mettano i giovani in grado di accedere a quel “sapere” che
libera l’uomo, di ricercare la verità nelle sue diverse dimensioni per viverne,
di costruire la loro personalità conformemente alla dignità e alla grandezza
proprie dell’uomo secondo l’etica personale e sociale che garantiscono questa
dignità, la partecipazione comunitaria e l’apertura ai valori spirituali. Prego
Dio di ispirare e di assistere i membri dell’UNESCO, le autorità pubbliche e i
diversi responsabili affinché sia sempre meglio assicurato questo compito
educativo presso coloro che ne sono ancora privi, bambini, giovani e adulti,
uomini e donne di ogni razza e di ogni condizione.
Dal Vaticano, 7 settembre 1985.
GIOVANNI PAOLO II
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